Brave ragazze, la recensione: La rivolta delle “cattive ragazze”

La recensione di Brave ragazze, di Michela Andreozzi con Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Serena Rossi e Silvia D'Amico attrici in sintonia tra pistole e bigodini.

RECENSIONE di 10/10/2019
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Brave Ragazze: il cast in una foto promozionale

"Ispirata a un'incredibile storia vera", recitano i titoli di testa. Prima di abbandonarvi alla lettura della recensione di Brave ragazze, in sala dal 10 ottobre, è necessario infatti partire proprio da questa premessa e fare un passo indietro di qualche anno, quando la regista e autrice del film, Michela Andreozzi, si ritrovò tra le mani un articolo di giornale. Raccontava di come negli anni '80 in Francia un gruppo di quattro donne esasperate da gravi problemi economici fosse riuscito a mettere a segno una serie di rapine, ben sette, travestendosi da uomini e con l'aiuto di banali pistole scacciacani.

Partite dalla banca del loro paese avevano poi preso di mira l'intera provincia, tenendo sotto scacco la polizia, che riuscì a catturarle solo dopo molto tempo e per uno stupido errore. Nell'immaginario collettivo la banda delle Amazzoni, come fu ribattezzata dalle cronache, divenne il simbolo del riscatto sociale per molte altre donne nelle stesse condizioni di marginalità e l'opinione pubblica si schierò dalla loro parte. Affiatate e coraggiose Robin Hood che qualche decennio più tardi hanno finito per ispirare un film a metà strada tra commedia sociale e heist movie, un'ampia riflessione sulla condizione femminile e su un atto di ribellione necessario oggi come allora, per affrancarsi da vecchi e logori cliché.

Sul set di Brave Ragazze di Michela Andreozzi, tra "bigodini e pistole"

Una trama da film d'azione

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Brave Ragazze: una scena del film

La regista alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo Nove lune e mezza, parte da una vicenda reale, ma se ne allontana gradualmente facendola propria e trasformandola in storia per il cinema: mantiene gli anni '80, che diventano anche occasione per una serie di citazioni e personalissime digressioni, e sposta l'ambientazione dalla provincia francese a quella italiana, per la precisione Gaeta, quella in cui Michela Andreozzi ha trascorso parte della sua adolescenza. Tutto attorno costruisce una struttura da action movie con tanto di inseguimenti e scontri a fuoco, ma declinato interamente al femminile: gli ingredienti principali di Brave ragazze sono pistole e bigodini.

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Brave Ragazze: Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Serena Rossi e Silvia D'Amico in una scena

Le protagoniste di cui il film racconta le rocambolesche avventure sono Anna (Ambra Angiolini), una ragazza madre con due figli a cui badare e una manciata di lavoretti saltuari; Maria (Serena Rossi), un'ingenua, mite ragazza di provincia, devota alla Vergine e ridotta al silenzio da un marito violento; e le sorelle Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D'Amico), che sognano un futuro lontano dall'Italia. Messe alle strette dalla vita decidono di svaligiare insieme la banca del paese, travestite da uomini. Il colpo va in porto, ma da quel momento la tentazione di organizzarne altri è talmente forte da prendere il sopravvento. Tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando non inizierà a indagare sul caso il commissario Morandi (Luca Argentero), che Anna ha il compito di sedurre...

I personaggi: bad girls dal cuore d'oro

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Brave Ragazze: Stefania Sandrelli in una scena del film

Partendo da un'urgenza sociale Michela Andreozzi riesce a costruire un film che fa il verso ad una cinematografia tradizionalmente maschile e regala ai suoi personaggi la giusta dose di dolenza, coraggio e ironia, una storia che procede a colpi di citazioni - a partire dai nomi dei protagonisti maschili come Don Backy (il prete interpretato da Max Tortora) e Gianni Morandi - o rievocando memorie personali (il ruolo di Stefania Sandrelli è ispirato in parte a sua nonna). Il registro comico sa cedere il passo ai momenti più amari mentre le indiavolate e scanzonate "bad girls" mettono in atto la loro vendetta; è così che un crimine, seppur socialmente condannabile, diventa atto liberatorio e simbolo di rivalsa verso un sistema che le vorrebbe solamente mogli accondiscendenti, madri amorevoli e servizievoli lavoratrici.

Chicca, Anna, Maria e Caterina si riscoprono spregiudicate e temerarie rapinatrici, ma senza rinunciare alla dimensione più umana: quattro brave ragazze che sognano Londra, leggono Grand Hotel e cercano un proprio posto nel mondo.
Ilenia Pastorelli, Ambra Angiolini, Silvia D'Amico e Serena Rossi rifuggono il pericolo dello stereotipo e danno vita a quattro straordinarie figure femminili, fragili ma nello stesso tempo impavide guerriere, che bandana sul volto e armi in pugno, conquisteranno la propria libertà, perché un giorno nessuna debba più fingersi uomo per essere credibile.

Conclusioni

Alla fine di questa recensione di Brave ragazze non resta che confermare il talento di Michela Andreozzi nel raccontare l'immaginario femminile in maniera onesta e genuina, lontano dagli stereotipi di genere. Non è un film perfetto, ma ha il merito di sdoganare alcuni clichè e riprendersi degli spazi che il cinema ha sempre riservato a figure maschili. Lo fa attraverso un action movie dove a sparare e a lanciarsi in inseguimenti indiavolati sono quattro donne alla ricerca di un riscatto sociale.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

3.0/5

Perché ci piace

  • Un heist movie declinato al femminile: inseguimenti e sparatorie tra bigodini, fornelli e lavatrici.
  • La riflessione ironica sul femminile e la parità di genere: il colpo messo a segno dalla squadra di spregiudicate rapinatrici diventa il simbolo di un atto di ribellione alla condizione stessa della donna.
  • L'interpretazione scanzonata di Ilenia Pastorelli, Ambra Angiolini, Silvia D'Amico e Serena Rossi che restituiscono personaggi di struggente tenerezza.

Cosa non va

  • Non sempre il film regge il ritmo, con una prima parte forse un po' troppo stiracchiata rispetto al resto della storia.
  • Qualche citazione di troppo.