Aurélien Prédal, la nostra intervista: "Dopo Spider-Verse l'animazione è cambiata per sempre"

Un confronto interessante con l'autore del poster del Comicon 2026 sul presente e futuro dell'animazione, dal mix di tecniche allo spettro dell'AI.

Un'immagine di Spider-Man: Un nuovo universo

Avevamo incontrato Aurélien Prédal un anno e mezzo fa, in quel di Tolosa, quando eravamo stati in visita agli studi TAT Productions in cui stava curando la direzione artistica della serie Netflix su Asterix e Obelix. Lo ritroviamo al Comicon di Napoli in veste di ospite di rilievo, ma anche di autore del poster dell'edizione 2026. Autore di spicco del panorama d'animazione, con collaborazioni che vanno da Pixar ad Aardman, è stato l'interlocutore migliore con cui affrontare lo stato dell'arte del mezzo animato.

Napoli Comicon 2026 Poster
Il poster dell'edizione 2026 del Comicon di Napoli

Ma non prima di aver approfondito proprio il lavoro sulla bellissima locandina del Comicon: che libertà ha avuto per immaginarla? "È stato un processo interessante. Da un lato ero molto libero, dall'altro è stato un lavoro collaborativo." La richiesta del direttore artistico Matteo Stefanelli, le indicazioni ricevuto dal designer per la parte testuale, le scelte: "ho iniziato a pensare a cosa mi sarebbe piaciuto disegnare. Mi piacciono le piante esotiche, la giungla, le astronavi e i gatti. Mi hanno detto: 'Niente astronavi, ne abbiamo fatta una simile alcuni anni fa'. 'Niente gatti, non sono sexy per un poster'. Così siamo finiti sulla giungla con un esploratore. L'idea era ingrandire sempre di più il personaggio in primo piano e non lasciare spazi vuoti: deve succedere qualcosa in ogni punto del poster." E così è stato, perché il poster è colorato e ricchissimo di tinte e dettagli.

L'eredità di Spider-Verse e il superamento del fotorealismo

Ed è quindi naturale chiedere come è cambiato l'approccio e l'uso del colore nel corso degli anni. "Amo i colori forti. Sono stato influenzato dai pittori francesi, dagli impressionisti come Degas e Monet. Cerco di adattarmi al progetto: se è una commedia uso colori brillanti e vivaci, se invece è un dramma punto su luci forti e ombre profonde. Anche in una commedia come Asterix, abbiamo spinto sulla fotografia, usando il chiaroscuro. Cerco sempre di dare volume anche quando lo stile è piatto." Un lavoro sul colore che si avvale delle moderne tecniche e sull'evoluzione delle stesse.

Spider Man Un Nuovo Universo 6
Spider-Man: Un nuovo universo, una scena d'azione del film

Partiamo dalla CGI, dalla spinta al realismo che l'ha caratterizzata in una prima fase, per chiudere il cerchio una volta padroneggiata, tornando alle basi dell'animazione con i suoi eccessi per poi mescolarla ad altre tecniche. È questo il futuro? "C'è un'enorme differenza tra la 3D di vent'anni fa e quella di oggi. Ora c'è molta più libertà espressiva. Nei cortometraggi indipendenti o degli studenti questa sperimentazione c'è sempre stata, ma non la vedevamo nei grandi blockbuster perché nessuno voleva rischiare budget enormi. Pixar ha guidato questo stile, ma è stato Spider-Man: Un nuovo universo a rompere davvero gli argini, dimostrando che si può essere sperimentali e avere successo commerciale."

Contaminazioni: tra Manga, Marvel e fumetto Franco-Belga

Akira 2
Akira (1988)

E questa sperimentazione va anche nella direzione di una fusione di stili, di una interessante contaminazione tra approcci visivi differenti. "Ci sono tanti stili quanti sono gli artisti" ci ha detto Predal, con un'affermazione che ci ha fatto riflettere, perché è qualcosa di estremamente personale: "Quando un film ha successo, tutti tendono a copiarlo, ma il mix di culture è vitale. Io sono cresciuto con i fumetti franco-belgi di Tintin, poi i supereroi americani, poi Dragon Ball e Akira. L'obiettivo è mescolare così tante influenze che il risultato finale non sia una copia, ma qualcosa di nuovo." Insomma attingere a tutti per non copiare nessuno. Una sintesi che crea qualcosa di innovativo e originale.

Asterix & Obelix: dietro le quinte de Il duello dei capi insieme agli animatori della serie Asterix & Obelix: dietro le quinte de Il duello dei capi insieme agli animatori della serie

Colore e Luce: l'impressionismo applicato ai Blockbuster

E che trend vede per il futuro dell'animazione? "È difficile dirlo perché i trend sono organici. Vedremo ancora un mix tra CGI e stile tradizionale. Prima i film in CGI sembravano tutti uguali perché erano sviluppati da tecnici che usavano il fotorealismo come riferimento per testare i software. Strumenti come Blender oggi rendono più facile 'disegnare' sopra il 3D e alla fine dipenderà dai registi: alcuni vogliono che lo spettatore si concentri sulla storia e trovano lo stile troppo ricercato una distrazione. Io spero in film sempre più diversi tra loro."

Paperman: George e Meg in una scena del cortometraggio animato
Paperman: George e Meg in una scena del cortometraggio animato

E per sperimentare, quanto sono importanti i cortometraggi, come quelli che sia Pixar e Disney raccolgono in serie su Disney+? "Gli studi usavano i corti per testare tool da usare poi nei lungometraggi. Non so perché abbiano rallentato, forse ora i test restano interni e non li vediamo più. Spero che le piattaforme diano loro nuova visibilità, ma temo solo che l'IA possa sostituire i corti sperimentali perché costa meno". Perché, è triste dirlo, "è sempre una questione di soldi".

Il rischio IA e il futuro dell'industria

Spider Man Across The Spider Verse
Spider-man: Across The Spider-Verse - un'immagine romantica di Miles Morales e Gwen Stacy

Visto l'accenno, non potevamo non chiedere qualcosa riguardo l'uso e la diffusione dell'intelligenza artificiale: un nuovo strumento con cui è possibile creare o un pericolo concreto? "Non lo so ancora. Amo disegnare, dipingere e risolvere problemi creativi. L'idea di dare questo compito a una macchina mi rende triste, mi trasformerebbe in un semplice 'curatore'. Non abbiamo molto controllo, se le aziende decideranno di usarla dovremo adattarci. Al momento ci salva il copyright" un punto essenziale da salvaguardare per Predal, "e spero che le cose rimangano così."