Atlantis e Il Pianeta del Tesoro: fratelli di sventura disneyana che si somigliano

Avventura, sperimentazione e abbandono dei vecchi canoni alla ricerca di nuove rotte: ecco perché Atlantis e Il pianeta del tesoro hanno tanti punti in comune.

APPROFONDIMENTO di 18/03/2021
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Un frame di Atlantis

Se è vero che dopo la tempesta c'è sempre la quiete, a volte vale anche il contrario. Dopo una parentesi piena di luce, la notta incombe inesorabile. È quello che è successo ai Classici Disney, rinati dopo un decennio magico fatto di cult assoluti, personaggi iconici e incassi straordinari, e poi ricaduti in un lungo oblio. Una parentesi passata alla storia come "Rinascimento Disney", aperta nel 1989 da La sirenetta e chiusa da Tarzan esattamente dieci anni più tardi. In mezzo echeggia ancora la gloria de La Bella e la Bestia, Aladdin e Il re leone. Gli anni Duemila, invece, si aprono all'insegna della sperimentazione, di nuove strade da percorrere, lontano dalla zona di comfort in cui la Disney si era rinchiusa per molto tempo.

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Jim e John Silver

È una sperimentazione sia tecnica che narrativa che ha dato alla luce due tra i film più sciagurati e incompresi nella storia dell'animazione, ovvero Atlantis e Il pianeta del tesoro. Due piccole perle incomprese per anni e poi rivalutate dall'onesta prova del tempo. Due film sfortunati, il cui coraggio non è stato premiato nell'immediato, che hanno seguito rotte per certi versi simili, e che oggi riscopriamo attraverso tre punti di contatto.

1. Destino avverso e pessimo tempismo

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Un'immagine tratta da Atlantis

Partiamo da un punto in comune a cui i nostri Milo e Jim avrebbero volentieri rinunciato. Probabilmente il primo l'avrebbe lasciato negli abissi di Atlantide; il secondo l'avrebbe abbandonato nello spazio più profondo. Partiamo dal destino avverso che accomuna Atlantis - l'impero perduto e Il pianeta del tesoro, passati alla storia come due clamorosi insuccessi al botteghino. Distanti solo un anno di distanza, il 41esimo e il 43esimo Classico Disney (separati dall'uscita di Lilo & Stitch) hanno viaggiato lontani anni luce dai risultati stratosferici dei film del Rinascimento, diventando i due cuginetti minori dei grandi figli prediletti dello studio. Atlantis costò 120 milioni di dollari per incassarne solo 66 di più, mentre Il pianeta del tesoro fece ancora peggio, diventando uno dei più cocenti flop nella storia della Disney, con i costi che superarono di gran lunga i ricavi. Erano film partoriti da una Disney in ricerca di nuove strade e di conseguenza con le idee confuse a livello di approccio artistico, ma soprattutto opere arrivate in sala con un pessimo tempismo.

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Il pianeta del tesoro: un'immagine del film

La finestra natalizia di uscita in molti paesi fece convivere i film con colossi come Il Signore degli Anelli ed Harry Potter, senza dimenticare l'ascesa della Pixar e fenomeni come Shrek, che rendevano la tecnica tradizionale ormai superata agli occhi del pubblico. Non mancarono persino ipotesi di boicottaggi interni (sostenuta dagli stessi animatori e di cui ancora si discute in Rete), con un marketing volutamente fallimentare per dirottare l'azienda, voltare pagina e passare una volta per tutte al digitale. Se il tempismo è stato nemico di Atlantis e Il pianeta del tesoro, il tempo è stato invece un prezioso alleato. Col tempo entrambi i film sono stati rivalutati dal pubblico, entrando nel cuore di milioni di persone che ancora non si spiegano come mai Milo e Jim non siano stati compresi già vent'anni fa.

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2. Il riscatto di due avventurieri

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Una scena di Atlantis

È curioso notare come il destino di Atlantis e Il pianeta del tesoro sia simile a quelli dei loro due protagonisti. Perché sia Milo che Jim partono in una condizione simile: sottovalutati, presi in giro, considerati due buoni a nulla. Ed entrambi, proprio come i loro film, troveranno la loro rivincita col passare del tempo. Atlantis e Il pianeta del tesoro trovano il loro trampolino di lancio proprio nel carattere inquieto di questi due giovani ragazzi a cui manca una figura guida (nel caso di Milo un nonno, nel caso di Jim un padre). Un vuoto che colmeranno attraverso il loro enorme spirito di avventura, che li spingerà a partire verso luoghi ignoti, mettendosi anche in profonda discussione. In loro arde forte un bisogno di altrove, di conoscenza e soprattutto una domanda martellante: quello in cui credo esiste davvero?

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Il pianeta del tesoro: una scena del film

Se Milo è cresciuto nel mito del regno di Atlantide (da ritrovare a tutti i costi), Jim si è cibato di racconti corsari, segnato sin da bambino dalla leggenda del mitico Pianeta del Tesoro. Entrambi i giovani hanno sempre creduto che quei racconti non fossero semplici fantasie ma qualcosa di reale, di tangibile e soprattutto di raggiungibile. Laddove il mondo adulto ha sempre sminuito e smitizzato le loro ingenue credenze, Milo e Jim hanno sempre covato dentro di loro la sensazione che tutto fosse vero. Attraverso due personaggi diversi, uno più intellettuale (Milo) e l'altro più impulsivo (Jim), Altantis e Il pianeta del tesoro si attraggono, spinti dallo stesso piacere della scoperta e dallo stesso, irrefrenabile desiderio di avventura.

3. Rileggere "un classico"

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Milo in Atlantis

Se Atlantis e Il pianeta del tesoro sono state due perle incomprese è anche per colpa (o forse dovremmo dire "per merito") del loro coraggio. La formula dei classici Disney, ormai consolidata, andava rivista, aggiornata, messa in discussione. E così Milo e Jim hanno preso il timone in mano e sfidato le tempeste alla ricerca di nuove rotte. Lo hanno fatto allontanandosi migliaia di nodi dall'usato sicuro del tono favolistico e fiabesco, mettendo in scena due avventure ricche di azione. Lo hanno fatto rinunciando alle tanto amate canzoni Disney, con due film di genere, dove la parte musical era totalmente assente, sostituita da buone dosi di azione pura. Anche la parte puramente comica in entrambi film è meno visibile, più diluita dentro una narrazione più adulta.

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Jim in una scena de Il pianeta del tesoro

E a proposito di classici da rileggere sotto una nuova luce, non va dimenticato che entrambi i film sono liberi adattamenti di due classici come Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne e L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, entrambi capisaldi della letteratura avventurosa ottocentesca. Due trasposizioni che hanno saccheggiato solo le coordinate principali delle due grandi opere per poi mescolarle nel loro immaginario ibrido. Atlantis e Il pianeta del tesoro fondono a meraviglia fantascienza e avventura, azione e romanzo di formazione, senza rinunciare a un'innovativa estetica steampunk in cui una tecnologia avanzata e anacronistica rivoluziona sia il primo Novecento di Atlantis che il Settecento 2.0 de Il pianeta del tesoro, dove i pirati sono diventati cosmonauti e il mare si specchia nello spazio stellare. Due riletture coraggiose come due giovani che sognano l'impossibile e lo rendono reale.