È stato uno dei film cult degli anni Novanta, una pellicola capace di sdoganare i margarita di mezzanotte raccontando una storia di profonda sorellanza, condita con un pizzico di magia e tanto romanticismo. Stiamo parlando di Amori e incantesimi, l'iconico lungometraggio con Nicole Kidman e Sandra Bullock nei panni di due sorelle appartenenti a una secolare famiglia di streghe. Un pezzo della nostra infanzia e adolescenza che consideravamo intoccabile, ma che ha riaperto le sue porte dopo l'annuncio dell'attesissimo sequel. Amori e incantesimi 2 riporta su grande schermo il leggendario duo di attrici per una nuova storia dedicata alle donne della famiglia Owens. Dal 10 settembre nei nostri cinema, il film torna a celebrare l'unione al femminile: ma sarà riuscito a eguagliare la magia e quel mix perfetto di leggerezza, dramma e sentimento che avevano decretato il successo del capitolo originale?
La maledizione delle Owens
Due decenni dopo gli avvenimenti del primo film, ritroviamo una Sally che ha perso ogni fiducia nella magia. Dopo aver assistito anche alla morte del secondo marito a causa della nota maledizione di famiglia, la donna prende la decisione radicale di sigillare i propri poteri e di cancellarne ogni ricordo dalla mente delle figlie, nonostante le sollecitazioni di Gillian e delle zie a tornare sui suoi passi. Quando Kylie, una delle sue ragazze, si innamora del coetaneo Gideon, la situazione precipita: il ragazzo rimane infatti vittima di un incidente, svelando l'ombra del sortilegio anche alle giovani di casa.
Dopo aver trovato un oscuro grimorio con quelle che sembrerebbero le istruzioni per spezzare la maledizione secolare, Kylie parte per l'Inghilterra nel tentativo di salvare il suo amato. Compreso il pericolo, Sally e sua sorella Gillian, ancora unite da grande affetto e immancabili bisticci, volano a loro volta nel Vecchio Continente per ritrovare la ragazza, farsi guidare da Ian Wright, un misterioso accademico esperto di occulto.
Tra nostalgia e comfort zone
Ispirato anche in questo caso al romanzo di Alice Hoffman (sequel del libro che ha dato origine alla prima pellicola), Amori e incantesimi 2 prosegue il racconto generazionale di questa vivace e complessa famiglia di streghe, mantenendo sempre al centro le meravigliose interpretazioni di Sandra Bullock e Nicole Kidman. Nonostante il motore degli eventi sia la drammatica vicenda di Kylie e del fidanzato, lo spettatore adotta continuamente il punto di vista di Sally, divisa tra il dolore per le perdite subite e le responsabilità materne.
Veniamo così chiamati a partecipare alla sua sofferenza e alla paura, condivisa con Gillian, di condannare chi si ama attraverso i propri sentimenti. Tuttavia, pur essendo strutturato come un dramma generazionale, il film non approfondisce del tutto questo aspetto, preferendo percorrere i binari più sicuri del capostipite in termini di struttura e snodi narrativi e situazioni. Un vero peccato: un'occasione mancata per regalare freschezza a una storia che avrebbe avuto ancora molto da dire, ma che preferisce non uscire dalla propria comfort zone.
A funzionare alla perfezione è però ancora una volta il racconto di quella sorellanza profonda che trascende il tempo e le difficoltà, rivelandosi un saldo appiglio e un'ancora di salvezza nei momenti più bui. Perché nessuno come un'altra donna può comprendere e aiutare a portare i fardelli della vita, specialmente se condivide gli stessi patimenti e sa guardare oltre le debolezze, fino alla vera essenza dell'anima. È questa la vera magia, cuore pulsante di un racconto che, pur con un impatto minore a distanza di quasi trent'anni, riesce ancora a funzionare.
La regia di Susanne Bier
Dal punto di vista della regia, Susanne Bier (che aveva già diretto Sandra Bullock nel film post-apocalittico Bird Box) svolge un buon lavoro: cita a più riprese l'opera originale anche sul piano visivo, apportando al contempo la propria cifra stilistica, caratterizzata da un uso ispirato dei primi piani e da una costruzione dell'immagine sempre curata. Per rispondere quindi al quesito iniziale: sì, Amori e incantesimi 2 riesce a raccontare nuovamente la forza dell'unione al femminile. Forse non possiede la stessa carica e intensità del primo film, ma restituisce con efficacia quella sofferenza comune che si tramanda di madre in figlia, testimoniando la storia di donne capaci di farsi forza a vicenda in una società che le vorrebbe da sempre marginali.
Conclusioni
Amori e incantesimi 2 si regge sulla straordinaria intesa tra Sandra Bullock e Nicole Kidman e sulla regia curata di Susanne Bier, riuscendo a celebrare il valore e la magia della sorellanza. Sebbene il film preferisca muoversi all'interno della propria comfort zone, perdendo l’occasione di raccontare qualcosa di nuovo e più incisivo, la pellicola si conferma un racconto toccante ed efficace sull'unione e la resilienza femminile.
Perché ci piace
- Le interpretazioni di Sandra Bullock e Nicole Kidman.
- La regia curata.
Cosa non va
- Un racconto che non va avanti ma ripropone situazioni che già conosciamo.
- La mancata occasione di parlare in modo più efficace di ricambio generazionale.