Sandra Bullock racconta per la prima volta il dolore per la morte del compagno: "Non potevo parlarne"

Ospite del podcast SmartLess, Sandra Bullock ha messo da parte il ritorno al cinema con Practical Magic 2 e ha scelto di condividere, per la prima volta, il capitolo più doloroso degli ultimi anni per lei.

Un ritratto di Sandra Bullock

Dopo anni di riservatezza, Sandra Bullock parla pubblicamente della malattia e della morte del compagno Bryan Randall. L'attrice ripercorre il lungo percorso accanto a lui, spiegando perché ha mantenuto il segreto sulla SLA e quanto quel peso abbia segnato la sua vita.

"Ho mantenuto la promessa che gli avevo fatto"

Per tre anni Bryan Randall ha combattuto contro la SLA lontano dalle telecamere e dalle cronache di Hollywood. Una decisione presa da lui fin dall'inizio e rispettata fino in fondo da Sandra Bullock, che solo oggi ha trovato la forza di raccontare cosa abbia significato convivere con quel segreto.

Sandra Bullock in una scena del dramma  La casa sul lago del tempo
Sandra Bullock in una scena

Nel corso della conversazione con Jason Bateman, Will Arnett e Sean Hayes, l'attrice ha ricordato la diagnosi ricevuta dal compagno come uno spartiacque destinato a cambiare ogni cosa. Randall le aveva chiesto una sola cosa: non rendere pubblica la sua malattia. Una richiesta che Bullock non ha mai messo in discussione. "Non potevo parlarne. Era ciò che mi aveva chiesto e ho fatto di tutto per rispettare la sua volontà."

Dietro quella promessa, però, si nascondeva una fatica che nessuno poteva vedere. Mentre il mondo attraversava la pandemia e la vita di tutti cambiava improvvisamente, lei affrontava in privato una realtà che non poteva condividere quasi con nessuno. "Capisco perfettamente perché desiderasse vivere tutto questo nel modo più riservato possibile, ma per me è stato anche molto isolante. Mi sono ritrovata a portare sulle spalle un peso enorme."

Ripensando a quegli anni, Bullock ha confessato che il lutto era iniziato molto prima dell'ultimo saluto. "Ho cominciato a perdere Bryan quattro anni prima della sua morte." Una frase che fotografa con estrema lucidità ciò che accade spesso quando una malattia degenerativa entra nella vita di una famiglia. "La persona che amavo era cambiata molto prima che il suo corpo ci lasciasse davvero. Solo dopo la sua morte ho capito che non avevo mai trovato il tempo di fermarmi a elaborare tutto quello che stava succedendo."

La famiglia, gli amici e una battaglia vissuta lontano dai riflettori

Bullock ha spiegato che arrivare alla diagnosi di SLA è stato un percorso lungo e logorante, fatto di controlli continui, visite specialistiche ed esami che, uno dopo l'altro, escludevano altre possibili cause. Nel frattempo la quotidianità continuava, così come la necessità di proteggere i figli da una situazione sempre più complessa.

Sandra Bullock in  La casa sul lago del tempo
Un primo piano di Sandra Bullock

"Bisogna organizzare ogni cosa senza dare nell'occhio." L'attrice ha raccontato di avere già affrontato la malattia all'interno della propria famiglia e di non sentirsi spaventata dagli aspetti pratici dell'assistenza. La parte più difficile era osservare Louis e soprattutto Laila, che considerava Randall una figura paterna, confrontarsi con quella lenta trasformazione.

Per molto tempo l'unica persona a conoscere tutta la verità è stata la sorella Gesine Bullock-Prado. Solo in un secondo momento Bullock ha deciso di confidarsi con un ristretto gruppo di amici fidati, tra cui Jennifer Aniston e Amanda Anka, moglie di Jason Bateman. "Quando alla malattia fisica si sono aggiunti anche i problemi legati alla salute mentale, tutto è diventato ancora più buio. È un aspetto di cui si parla troppo poco."

Sandra Bullock favorevole all'IA al cinema: "Dobbiamo essere consapevoli, ha un posto a Hollywood" Sandra Bullock favorevole all'IA al cinema: 'Dobbiamo essere consapevoli, ha un posto a Hollywood'

Le sue parole arrivano mentre l'attrice si prepara a tornare nelle sale con Practical Magic 2, ma questa volta il film resta quasi sullo sfondo. L'attenzione si sposta inevitabilmente sul racconto di un dolore custodito per anni, nato da una promessa mantenuta fino all'ultimo. Una testimonianza che restituisce il volto più umano di una delle interpreti più amate di Hollywood, senza cercare facili effetti, ma lasciando spazio alla fragilità di chi ha scelto il silenzio per amore.

Aggiungici come fonte preferita su Google