Alien: Covenant

2017, Fantascienza

Alien e Prometheus spaventano a fumetti, in attesa del ritorno al cinema

Nuove intriganti uscite a fumetti di saldaPress dedicate ad una delle più importanti saghe cinematografiche, che si appresta a tornare anche sul grande schermo a maggio.

Tra poco più di un mese riprenderà il viaggio cinematografico dell'Alien di Ridley Scott con un nuovo capitolo che arriva a 20 anni dall'ultimo sequel ufficiale (se non vogliamo considerare i vari spin-off con Predator e il prequel Prometheus). Eppure, in tutti questi anni di assenza dal grande schermo, il mondo narrativo avviato nel 1979 non è stato spento o dormiente, piuttosto si è spostato su altri lidi, dando vita ad una vasta opera a fumetti che ha preso spunto dal film di Scott ma ha preso una propria strada autonoma, con una propria continuity complessa ed articolata.

Un mondo di Alien a fumetti che saldaPress ha deciso di proporre ai lettori italiani a partire dal 7 Aprile grazie a due uscite mensili legate ma indipendenti, che possano proporre passato e futuro di questa vita parallela del pericoloso alieno, dal volume noto come Alien 30° Anniversario alla serie di cinque volumi Fire and Stone e la miniserie in dodici episodi Aliens: Defiance. Il modo migliore per mettere un primo passo in uno spazio profondo in cui, lo sappiamo bene, nessuno può sentirci urlare.

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La proposta saldaPress

Due uscite mensili, quindi, chiamate proprio Aliens e Fire and Stone. Il primo mensile è un albo spillato di 48 pagine dedicato al meglio della produzione contemporanea dedicata al mondo di Alien, una testata che inizierà il proprio cammino in edicole e fumetterie con la già citata miniserie Aliens - Defiance, proponendo due episodi ogni mese e quindi coprirà i primi sei mesi di pubblicazione. La seconda è un'uscita più corposa, di ben 108 pagine, che si concentra invece sulle creature parallele allo xenomorfo che popolano l'universo nato dalla saga di Alien, e comincerà il suo cammino con Prometheus, che approfondisce la storia introdotta con il film del 2012 di cui il prossimo Alien: Covenant sarebbe dovuto essere il sequel.

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Tra Alien e Aliens

La storia di Aliens: Defiance è forse la più interessante per chi ama soprattutto i primi film della saga, con la sua collocazione temporale tra i primi due, tra il capostipite firmato Scott ed il sequel action messo in piedi da James Cameron nel 1986, dopo il dramma vissuto a bordo della Nostromo e mentre la nostra Ripley è impegnata a vagare nello spazio a bordo di una navetta di salvataggio. La protagonista della storia è Zula Hendricks, che fa parte di una squadra di salvataggio composta da sintetici che sbarca su un relitto (da qui il titolo del primo episodio, Il relitto) trovandolo infestato dai pericolosi xenomorfi. Zula è un marine, un personaggio affascinante che deve affrontare i primi limiti fisici ed i pregiudizi nei suoi confronti con forza e determinazione. Un personaggio che dalle prime battute ci appare ben scritto dall'autore Brian Wood, ben supportato dall'atmosfera dei disegni di Tristan Jones.

Non mancano un paio di curiosità interessanti in Aliens: Defiance: prima di tutto il riferimento esplicito all'ordine 937, quello che permette ai sintetici di aggirare gli ordini umani per preservare le specie aliene con le quali entrano in contatto; in secondo luogo, la comparsa di un nome noto a chi conosce l'universo narrativo che va oltre i quattro film della saga, ed in particolare il videogioco pubblicato nel 2014 da Sega, Alien: Isolation, di cui era protagonista: Amanda Ripley, figlia dell'iconica eroina interpretata da Sigourney Weaver, morta a 66 anni sulla Terra mentre la madre era immersa nel suoi 57 anni di crio-stasi.

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In principio erano gli Ingegneri

Piuttosto diversa la seconda testata in uscita, che ci propone la serie Prometheus firmata da Paul Tobin e riprende il tema portante del film, non del tutto riuscito, del 2012: lo spunto è ambizioso e intrigante, perché cerca di ampliare il discorso fatto da Damon Lindelof, riportandoci sul pianeta LV-223 per tornare ad analizzare le figure misteriose degli Ingegneri, attraverso una missione di recupero che si ricollega alla nave scomparsa sotto il comando di Peter Weyland. È suggestivo, ed inquietante, il ritratto del pianeta LV-223 che viene fuori dalla storia di Tobin, grazie soprattutto ai disegni caldi di Juan Ferreyra, per la costruzione di un background intrigante per una storia che siamo curiosi di leggere fino in fondo... per avere quelle risposte che il film di Scott aveva lasciato in sospeso.

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