Alessandra - Un grande amore e niente più, la recensione: Perdere l’amore, tra soap opera e musical

La recensione di Alessandra - Un grande amore e niente più: il film di Pasquale Falcone sembra prendere la via del musical ma poi rimane su terreni più tradizionali; occhio al cameo di Peppino Di Capri.

RECENSIONE di 15/10/2020
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Alessandra - Un grande amore e niente più: una foto del film

La recensione di Alessandra - Un grande amore e niente più parte da una scena ben precisa: un gruppo di ragazzi arriva su un'isola. La barca attracca al molo, scendono, e cominciano a ballare e cantare. In quel momento, abbiamo pensato che il film di Pasquale Falcone, in uscita il 15 ottobre, potesse essere una sorta di Mamma mia! all'italiana, uno di quei musical che qui in Italia si fanno troppo poco spesso. La scelta di Falcone, invece, ci porterà in un'altra direzione, verso un film più classico, convenzionale. Alessandra è, in fondo, una storia d'amore, di padri e di figli. Come collocazione l'avremmo vista più come fiction su una rete generalista: è un po' soap opera, un po' musical, un po' commedia romantica.

La trama: Perdere l'amore

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Alessandra - Un grande amore e niente più: una scena

È il 1995. Roberto e Francesca sono due "fidanzatini", non sono ancora maggiorenni, e si vogliono molto bene. Una sera, a un parco dei divertimenti, si fanno predire il futuro da una maga, che dice loro una frase sibillina sull'amore. Poco dopo Francesca confesserà a Roberto di essere incinta. Lui non reagisce molto bene, e per di più è costretto a tornare in Spagna con la sua famiglia. E i due non si vedranno più. 25 anni dopo ritroviamo Francesca (Sara Zanier), conduttrice televisiva di cooking show, con la figlia Alessandra (Eleonora Facchini) ormai grande. Fa la musicista, e dovrà raggiungere un'isola per un concerto. Lì incontrerà Roberto (Sergio Múñiz), che fa il ristoratore, senza sapere che è suo padre. E finirà per legare con Valerio, il figlio che Roberto ha avuto da un'altra donna.

Un posto al sole in 90 minuti

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Alessandra - Un grande amore e niente più: una sequenza

Come potete immaginare dalla trama, siamo dalle parti di una soap opera. E, visto che siamo a Napoli, potremmo dire dalle parti di Un posto al sole. Non è una critica, è più un voler dare delle coordinate. Vista la storia trattata, gli attori scelti, la fotografia nitida e colorata, è strano vedere tutto questo tramutato in un film per il cinema, perché sarebbe stato più logico confezionare un prodotto, se non in una lunga soap, in una miniserie per la tv generalista. Certo che poi si sarebbero dovute riempire alcune ore di racconto, mentre la sceneggiatura, davvero minimale, stenta a riempire anche i novanta minuti di film. Gettate infatti le premesse della storia e, fatti accadere i 4-5 passaggi principali e obbligati della trama, lo script aggiunge parecchie digressioni per arrivare ai canonici novanta minuti. Come la gag, neanche malvagia, dello chef poeta. O come l'evitabilissima scena con Gino Sorbillo e gli altri cuochi, buona solo per giustificare l'ospitata, ma inutile ai fini della storia.

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Alessandra - Un grande amore e niente più: una scena del film

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Alessandra - Un grande amore e niente più: una scena

L'altra digressione che spezza il ritmo del racconto, e questa non è una cattiva idea, è l'inserimento di numeri musicali che spostano il film verso un musical, ma senza farlo diventare veramente tale. Il film infatti ci viene presentato come una "commedia sentimentale che strizza l'occhio al musical". Le vere e proprie sequenze da musical, intese come canzoni accompagnate da coreografie con numeri di ballo, che in qualche modo si sostituiscono a un dialogo e riescono in questo modo a intrattenere e far proseguire la storia, sono due, e realizzate anche bene. Gli altri numeri musicali sono una canzone cantata a una cena, voce e chitarra (che ritorna anche nei titoli di coda), un pezzo da concerto per piano solo, e una canzone finale, voce e piano, cantata dallo special guest Peppino Di Capri (è una rilettura di Un grande amore e niente più, che vinse il Festival di Sanremo nel 1973). Alessandra - Un grande amore e niente più, insomma, non è un vero e proprio musical. È un peccato che non si sia scelto di spingere l'acceleratore in questa direzione, che avrebbe reso sicuramente il film più originale. Ci è bastato vedere il primo numero musicale, con il gruppo di ragazzi che sbarca sul molo dell'isola, pensare a questa storia di genitori e figli, per immaginare che questo film avrebbe potuto essere una sorta di piccolo Mamma Mia! Italiano. Non è un caso: la protagonista Eleonora Facchini è stata proprio la protagonista della versione italiana di Mamma mia! a teatro. Ma ben presto il film rientra nel solco di un racconto più tradizionale.

Signore e Signori, Peppino Di Capri

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Alessandra - Un grande amore e niente più: una sequenza del film

A guardare Alessandra - Un grande amore e niente più si resta un po' perplessi: si è continuamente divisi tra il pensare che sia una grande produzione e un'operazione amatoriale. Certe idee di grandeur - location, coreografie, musiche originali - ci sono, ma spesso non sono sostenute da altri elementi, come la sceneggiatura e la recitazione. E, se i personaggi principali sono bravi (su tutti la protagonista Eleonora Facchini), nei ruoli di contorno gli attori sono piuttosto acerbi. Alessandra allora rimane su degli standard più consoni a una programmazione televisiva. Man mano che la storia va avanti si presentano alcune note stonate: come il momento di tensione, quasi tragico, della scoperta della relazione tra Alessandra e Valerio da parte dell'ex di lei, che finisce (letteralmente) a torte in faccia, scena che appartiene a un altro tipo di cinema. E come il momento dei chiarimenti dopo il colpo di scena finale, che avvengono all'istante, con i rispettivi genitori che parlano ai figli prendendoli in disparte, appare piuttosto improbabile. Così come il finale, dove basta uno stacco di montaggio, una nuova scena, una canzone di Peppino Di Capri (in abito e tuba bianca in testa, come se fosse una sorta di mago) e tutto è tornato a posto. Un altro problema, poi, è che gli attori non reggono molto bene i registri drammatici: se tutta la storia fosse rimasta su toni più leggeri, se si fosse puntato su un vero e proprio musical, le cose forse sarebbero andate diversamente.

Conclusioni

Nella recensione di Alessandra - Un grande amore e niente più vi abbiamo spiegato come il film di Pasquale Falcone sarebbe potuto diventare una sorta di Mamma mia! all'italiana, uno di quei musical che qui in Italia si fanno troppo poco spesso. Invece è un film più classico, convenzionale. Come collocazione l'avremmo visto più come fiction su una rete generalista: è un po' soap opera, un po' musical, un po' commedia romantica.

Movieplayer.it

2.0/5

Voto medio

1.0/5

Perché ci piace

  • Le sequenze da musical sono realizzate bene.
  • Alcune scelte, come location, coreografie, musiche originali, sono riuscite...

Cosa non va

  • ...ma spesso non sono sostenute da altri elementi, come la sceneggiatura e la recitazione.
  • È un peccato che non si sia scelto di spingere l'acceleratore nella direzione del musical, che avrebbe reso il film più originale.