Sono state le due fiction record di inizio anno. Rispettivamente su Rai e Mediaset. Sono accomunate da più di qualche elemento. Stiamo parlando di La preside (4,8 milioni di spettatori e 27% di share al debutto) la serie con Luisa Ranieri e A testa alta - Il coraggio di una donna (oltre 4 milioni di spettatori e più del 25% di share, con picchi di 5 milioni e 32% di share) con Sabrina Ferilli.
Non a caso, Canale5 ha piazzato all'ultimo momento in programmazione la propria fiction, nelle stesse settimane in cui debuttava la "concorrente" sulla rete ammiraglia Rai, anche se non nella stessa serata. Viene quindi spontaneo fare un confronto tra le due anche se la Ranieri ha voluto precisare: "Non c'è alcuna competizione con Sabrina, anzi! Più si parla di scuola, anche in contesti diversi, meglio è. Il pubblico ci ama entrambe". C'è spazio per tutte nel cuore degli spettatori, insomma, ma noi abbiamo voluto comunque riflettere su analogie e differenze.
La preside vs A testa alta: sistema scolastico e revenge porn
Nella serie Rai Luisa Ranieri interpreta Eugenia Liguori, alter ego di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che nella realtà ha riqualificato l'istituto tecnico professionale di Caivano. L'obiettivo? Poter insegnare un mestiere ai propri studenti e non farli finire necessariamente nella criminalità organizzata, dato che la scuola si affacciava su una delle piazze di spaccio più importanti d'Europa.
Pur se romanzata, e per questo criticata da alcuni per l'esagerazione di alcuni situazioni, la storia mostra l'importanza dell'istituzione scolastica come simbolo di speranza: "è centrale nella formazione di qualsiasi ragazzo perché è il momento in cui incontri gli amici del futuro, i professori che ti aprono la mente, i primi amori, nasce il tuo percorso da bambino all'adulto che diventerai" ci ha detto l'attrice nella nostra intervista.
Un progetto a cui l'attrice si è avvicinata dopo aver visto un documentario su di lei in lacrime e aver chiamato il marito Luca Zingaretti. Mai pensando che sarebbe diventata un personaggio televisivo e che va incontro a tanti ostacoli - dalle stesse autorità al personale ATA fino agli abitanti del quartiere, abituati e in parte "rassegnati" ad un certo tipo di "regime" - ma lungo il suo percorso troverà anche qualche alleato.
Anche la dirigente scolastica della fiction Mediaset Virginia Terzi (in questo caso totalmente inventata) interpretata da Sabrina Ferilli è portatrice di un'altra tematica molto attuale: il revenge porn. La donna infatti vede la propria inattaccabile carriera e reputazione in paese andare in pezzi quando un suo video hot viene diffuso senza il suo consenso. Affrontata con un piglio più melò e mystery, la vicenda è profondamente attuale e vuole mostrare come anche Virginia si ritrovi accanto pochi alleati (la sorella poliziotta Cecilia, una delle sue studentesse) e molti nemici, anche dove meno se lo aspetta.
La dirigente è anche responsabile di un progetto che dà il titolo alla fiction e vuole riportare gli studenti lontano dai propri smartphone - che saranno guarda un po' "causa del suo mal" - in un dopo scuola più "analogico". Un'idea coerente con una realtà più provinciale e meno metropolitana, che non sempre ha spazi adatti ad attività di gruppo all'aperto.
"Da vittima a carnefice è stato un minuto, da preside dell'anno a preside della vergogna un secondo. Ho riflettuto su tutto e credo che l'unica risposta che possa dare, etica e morale, come donna e come insegnante, sia questa: io non me ne vado, né per un mese né per un attimo. A questa scuola ho dato la vita, l'anima e il cuore. Resto qui con voi" queste le parole del personaggio come atteggiamento di risposta da intraprendere in casi come questo, proprio come il nome del suo progetto extra-scolastico.
Luisa Ranieri vs Sabrina Ferilli: chi è la miglior preside della tv?
"Con questo progetto concludo una trilogia iniziata nel 2019 con L'amore strappato e proseguita nel 2021 con Svegliati amore mio, dedicata a temi sociali forti e attuali. Questa volta ho scelto una forma di violenza che può avere conseguenze devastanti, soprattutto sui più giovani. Prima la famiglia, poi il lavoro, tutti mettono in discussione la dignità e credibilità di Virginia. Ma con fatica e coraggio lei sceglie di lottare, a testa alta, per riprendere in mano la propria vita e la propria dignità di donna, madre e professionista". Così la Ferilli ha sposato il progetto di A testa alta - Il coraggio di una donna.
Un momento di libertà sentimentale della sua Virginia, chiusa in un matrimonio fatto di routine, ripreso di nascosto, la fa diventare vittima di una feroce gogna mediatica anche se, come spesso capita in questi casi, viene vista più come carnefice. Tante le tematiche importanti e attuali* affrontate da entrambe le protagoniste, che si fanno portatrici e testimoni di veicolare messaggi fondamentali per la società di oggi. Una scuola in cui si prova a comunicare ed educare coi più giovani, che saranno gli adulti di domani.
Allo stesso tempo le due attrici non ritraggono due eroine senza macchia e senza paura ma due donne imperfette, fallibili e che commettono errori. Virginia fa uno sbaglio che le potrebbe costare tutto, ma questo non frena la sua voglia di fare del bene; Eugenia rischia in prima linea per i propri ragazzi - quindi anche con la malavita locale che la minaccia senza mezzi termini - ma a casa ha i suoi problemi: proprio per l'attenzione data con anima e corpo agli studenti, rischia di trascurare senza volerlo i figli biologici.
È evidente come entrambe le interpreti abbiano creduto moltissimo in questi progetti: nonostante la sciatteria della messa in scena, Sabrina Ferilli, i cui capelli sono diventati ricci e vaporosi per il ruolo, risulta autentica (la sua pronuncia provinciale di "Scescilia" è già storia) e questo la avvicina molto al pubblico a cui parla. Non è un caso infatti che la serie sia andata bene come share ottenendo un ottimo 25,34% sull'importante target commerciale, tra i giovani fino al 28,73% e sugli adulti il 24%. Allo stesso tempo però è vittima di una recitazione esasperata e di alcuni sviluppi improbabili troppo concentrati sul colpo di scena ad ogni costo.
Luisa Ranieri, tintasi di biondo per il ruolo, offre invece una delle interpretazioni migliori della sua carriera. Quell'entusiasmo e quella vivacità, quella necessità che viene da dentro nel portare in scena Eugenia, bucano lo schermo e arrivano dritto al cuore degli spettatori. Come non premiare una tale dedizione?