HBO ha dichiarato di non aver intenzione di togliere dal catalogo di HBO Max i sei film di Woody Allen presenti in seguito alla messa in onda della docuserie Allen v. Farrow che torna a parlare delle accuse di molestie mosse al regista dall'ex moglie Mia Farrow e dalla figlia adottiva Dylan Farrow.
Riguardo alla scelta fatta, HBO ha dichiarato in un comunicato a TheWrap: "Questi titoli rimarranno disponibili in catalogo per permettere agli spettatori di fare le loro scelte informate e vedere o meno questi lavori".
Allen v. Farrow, diffuso su HBO e HBO Max qualche giorno fa, esamina le accuse di abusi sessuali mosse da Dylan Farrow nei confronti del padre adottivo Woody Allen. Nel catalogo della piattaforma streaming vi sono, inoltre, sei film diretti da Allen, alcuni interpretati dalla stessa Mia Farrow che, pur non venendo promossi, resteranno a disposizione degli utenti: si tratta di Scoop, Broadway Danny Rose, Ombre e nebbia, Radio Days, Another Woman e Settembre.
Non tutti sono concorsi con questa scelta e sui media sale la polemica. Il giornalista Ernest Owens ha scritto in un tweet: "Il privilegio bianco è lasciare che Woody Allen lasci i suoi film disponibili su HBO MAX mentre è in onda un documentario sugli abusi sessuali da lui commessi. Sta riscuotendo un assegno mentre viene esposto alle critiche sulla stessa piattaforma. Schifoso."
"Quale viene consigliato dall'algoritmo dopo aver guardato la docuserie?" si chiede un altro utente.
Allen v. Farrow, realizzata da Kirby Dick, Amy Ziering e Amy Herdy, raccoglie filmati amatoriali realizzati dalla famiglia delle due star del cinema, documenti legali, i dettagli relativi alle indagini compiute dalla polizia e tracce audio inedite oltre alle interviste alle accusatrici Dylan Farrow e Mia Farrow, nella docuserie viene analizzato anche il rapporto tra il regista e la figlia adottiva Soon-Yi, poi diventata sua moglie.
Allen ha a lungo negato le accuse di Dylan, due inchieste penali sono finite in un buco dell'acqua in assenza di prove. Domenica scorsa, Woody Allen e la moglie Soon-Yi Previn hanno commentato il contenuto della docuserie definendola un "lavoro pieno di falsità".