Woody Allen accusa Timothée Chalamet di averlo rinnegato per vincere un Oscar

Nel suo nuovo libro, A proposito di niente, Woody Allen parla della pubblica rinuncia al cachet di Timothée Chalamet per Un giorno di pioggia a New York.

NOTIZIA di 25/03/2020

Nel suo nuovo libro, Woody Allen racconta la sua versione dei fatti e accusa Timothée Chalamet di averlo pubblicamente rinnegato soltanto per incrementare le possibilità di vincere un Oscar. Il regista, di nuovo al centro della controversa discussione sui presunti abusi denunciati dalla figlia Dylan Farrow, si toglie per scritto un paio di sassolini dalla scarpa...

Un Giorno Di Pioggia A New York Set 1
Un giorno di pioggia a New York: Timothée Chalamet, Selena Gomez e Woody Allen sul set

Nelle pagine di A proposito di niente, che ha avuto grosse difficoltà persino a trovare un editore, Allen ha sollevato la questione delle molte celebrità di Hollywood che hanno preso posizione in suo sfavore, tra le quali Greta Gerwig, Colin Firth, Mira Sorvino, Michael Caine e Jeff Daniels: "Il fatto che questi attori e attrici non abbiano mai controllato i dettagli del caso (non avrebbero potuto altrimenti arrivare alle loro conclusioni con tale certezza) non li ha fermati dal parlare pubblicamente con tenace convinzione."

Nel 2018, quando il movimento #metoo scatenò una nuova ondata di accuse contro Woody Allen da parte di Dylan Farrow, una delle protagoniste di Un giorno di pioggia a New York, Rebecca Hall, annunciò che avrebbe donato tutti i suoi guadagni dal film a Time's Up. Poco dopo, anche Timothée Chalamet dichiarò che avrebbe devoluto il suo cachet in beneficenza, dividendolo tra Time's Up, il LGBT Center di New York e il RAINN (Rape, Abuse & Incest National Network).

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Dalle pagine del suo libro, Woody Allen torna sull'argomento e accusa apertamente Timothée Chalamet di averlo denunciato solo per non giocarsi l'opportunità di vincere un Oscar: "Timothée dichiarò pubblicamente di essersi pentito di aver lavorato con me e che avrebbe dato i soldi in beneficenza, ma giurò a mia sorella che doveva farlo perché era nominato all'Oscar per Chiamami col tuo nome, e il suo agente sentiva che avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere se mi denunciava, quindi l'ha fatto."