Tom Cruise racconta il lavoro da tuttofare prima di Hollywood: "Spalavo il ghiaccio ogni giorno"

Prima delle acrobazie impossibili e dei blockbuster, l'attore si guadagnava da vivere a New York come assistente del sovrintendente di un palazzo dell'Upper West Side.

Una scena con Tom Cruise

Oggi Tom Cruise è sinonimo di missioni impossibili, inseguimenti a folle velocità e stunt che sembrano progettati per mettere alla prova i limiti del corpo umano. Prima di diventare una delle più grandi star di Hollywood, però, l'attore si occupava di problemi decisamente più quotidiani. Tra i lavori svolti nella sua giovinezza c'è infatti anche quello di assistente del sovrintendente di un edificio nell'Upper West Side di New York.

La vita di Tom Cruise prima della carriera a Hollywood

Cruise ha ricordato quel periodo durante un'intervista a Good Morning America, raccontando in un video inedito mostrato da Entertainment Weekly quanto fosse concreto il suo lavoro. Niente set cinematografici o grandi produzioni: c'erano invece caldaie da sistemare, ghiaccio da spalare, immondizia da portare fuori e ogni genere di inconveniente da risolvere.

Tom Cruise in una scena di Mission: Impossible diretto da Brian De Palma
Tom Cruise sul set

"Dovevo scendere e sistemare le cose degli inquilini. Ero un tuttofare, prima di tutto questo", ha raccontato. "Ho fatto molti lavori mentre crescevo. Scendevo a sistemare il riscaldamento".

Un'esperienza che, a quanto pare, gli calzava già piuttosto bene. Cruise ha infatti ammesso di essere sempre stato il tipo di persona incapace di ignorare un problema quando può fare qualcosa per risolverlo.

Il lavoro non consisteva soltanto negli interventi di manutenzione. Tom Cruise era coinvolto anche nella gestione pratica dello stabile e in tutte quelle piccole incombenze necessarie per far funzionare la vita quotidiana degli abitanti.

"Spalavo il ghiaccio ogni giorno. Mi assicuravo che la spazzatura venisse portata fuori", ha ricordato l'attore. "Me ne occupavo io. Qualunque cosa servisse!".

Quando gli è stato chiesto se affrontasse il lavoro con il suo abituale entusiasmo, dando il 200 per cento anche allora, Cruise non ha fatto particolare fatica a riconoscersi nella descrizione. "Lo so. Non posso farci niente", ha risposto. "Sono fatto così: voglio sistemare le cose. Penso: ci penso io!".

Tom Cruise: "C'è ancora un genere di film in cui non mi sono cimentato a dovere e vorrei rimediare" Tom Cruise: 'C'è ancora un genere di film in cui non mi sono cimentato a dovere e vorrei rimediare'

È una risposta che, raccontata oggi, sembra quasi la versione in miniatura dell'attitudine che Cruise avrebbe poi portato nella sua carriera cinematografica: vedere un problema e cercare immediatamente il modo di risolverlo.

Da tuttofare a star del cinema

Quel passato newyorkese appartiene a un periodo molto lontano dall'immagine con cui Cruise è ormai universalmente identificato. Nei decenni successivi, l'attore ha costruito una carriera fatta di ruoli iconici, grandi produzioni e una particolare attenzione alla componente fisica delle sue interpretazioni.

Tom Cruise
Un primo piano di Tom Cruise

Il prossimo capitolo sarà Digger, il nuovo film diretto dal premio Oscar Alejandro González Iñárritu, nel quale Cruise interpreta un eccentrico magnate del petrolio destinato a provocare una catastrofe naturale.

Per il ruolo l'attore ha modificato radicalmente il proprio aspetto, affidandosi a numerosi elementi prostetici e a un accento del Sud degli Stati Uniti. Un personaggio molto distante dalla figura abitualmente associata a Cruise, ma nato, almeno secondo quanto raccontato dallo stesso attore, da un processo creativo che porta avanti fin da bambino. "Questo film non è basato su nessuna persona in particolare", aveva spiegato Cruise parlando di Digger nel podcast New Heights di Travis e Jason Kelce. "Ho sempre creato personaggi, fin da quando ero piccolo".

L'attore ha raccontato di avere l'abitudine di immaginare nuovi personaggi anche lontano dal lavoro. A volte, ha spiegato, gli basta avere in mente una figura per poi chiedersi in quale film potrebbe inserirla e quale tono potrebbe darle. "Mi sdraio a letto e penso ai personaggi che vorrei creare in futuro. Poi trovo un film e penso: metterò quel personaggio qui, oppure esplorerò quel personaggio in questo film o con questo tono", ha raccontato. "Ed è quello che è successo" con Digger.

Cruise aveva già parlato del proprio metodo creativo durante un incontro organizzato a luglio sul set della Warner Bros. a Burbank. La costruzione di un personaggio, secondo l'attore, passa anche dal modo in cui deve comunicare qualcosa allo spettatore. "Quando cerchiamo un personaggio, cerchiamo l'umorismo, il dramma, determinate strutture. Ci chiediamo: come comunichiamo tutto questo?", aveva spiegato.

Il riferimento comprende alcuni dei suoi personaggi più lontani tra loro, da Les Grossman in Tropic Thunder ai ruoli interpretati in Intervista col vampiro, Collateral e Risky Business. "Come comunico questa cosa?", si chiede Tom Cruise. "La fisicità, il trucco: sono tutti elementi che scopri mentre impari a comunicare".

Da un palazzo dell'Upper West Side alle produzioni hollywoodiane più ambiziose, il principio sembra quindi essere rimasto lo stesso: capire cosa non funziona e trovare il modo di sistemarlo. Solo che, nel frattempo, gli oggetti da riparare sono diventati decisamente più spettacolari.

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