Tiziano Ferro rivela a sorpresa un passato da alcolista che, insieme ad altri problemi, gli faceva desiderare di morire. Il cantante di Latina ha raccontato i momenti più difficili della sua vita in un'intervista a 7, il magazine del Corriere della Sera.
Il prossimo 6 novembre sarà pubblicato 'Accetto Miracoli: l'esperienza degli altri', l'ultimo disco di Tiziano Ferro interamente dedicato alle cover. In contemporanea Amazon Prime Video renderà disponibile in streaming il docu-film Ferro. Tiziano ha anticipato parte dei contenuti di questa produzione in una lettera pubblicata su 7, il magazine del Corriere della Sera in edicola domani. In essa il cantautore ha parlato di diversi problemi che ha dovuto affrontare nel corso degli anni: il sovrappeso, la paura del coming out e l'alcolismo.
Tiziano Ferro, che ora è felicemente spostato con l'americano Victor Allen, ha raccontato come ha iniziato a bere: "Una sera la band mi convinse a bere. E da lì non mi sono fermato più. Bevevo quasi sempre da solo, l'alcol mi dava la forza di non pensare al dolore e alla tristezza, ma mi portava a voler morire sempre più spesso. Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista". Descrivendo la sua dipendenza Tiziano ha detto: "è un demone che ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti".
Tiziano ferro ha sofferto di bulimia arrivando a pesare fino a 111 kg. Ecco come si vedeva: "Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore".
L'adolescenza è stata dura da superare: "Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato". Poi è arrivato il riscatto, Tiziano Ferro ha conosciuto la musica ed è iniziata la sua rivincita: "Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l'unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo".
Il cantante ha annunciato l'uscita dell'articolo pubblicando la copertina su Instagram. Nella didascalia si legge: "Forse piangevo perché mi toglievo la vita ogni giorno. Forse era il dolore nel morire una, due, trecento volte. Potevo pensare quello che volevo, ma quello strazio, quel tormento non generavano niente, era solo disastro. Ed è stato quando l'ho capito che è nata la mia voglia di risalire, da lì o da una delle altre decine di volte simili a quella".