Proposta indecente: perché Robert Redford voleva scappare a gambe levate dal film

Molte donne sognano una notte di passione con un partner che possiede il fascino di Robert Redford, ma non tutti sanno che il divo premio Oscar ha cercato di 'sfilarsi' dal film prima delle riprese.

Robert Redford e Demi Moore in una scena

La prima serata di 27 Twentyseven di oggi, 9 maggio, all'insegna della sensualità e del dubbio. il Canale 27 ripropone il controverso film di Adrian Lyne del 1993 Proposta indecente in cui un ricco e affascinante uomo d'affari interpretato da Robert Redford offre un somma elevata a Woody Harrelson per passare una notte insieme alla moglie Demi Moore, con tutte le conseguenze del caso.

All'epoca il film fece molto discutere per via del tema scottante e dei dilemmi morali collegati alla trama,. Quello che non tutti sanno, però, è che prima dell'inizio delle riprese Robert Redford ha cercato di abbandonare il film. Scopriamo insieme perché.

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Robert Redford e Demi Moore in una scena di Proposta indecente

Robert Redford voleva abbandonare Proposta indecente

Nel film di Adrian Lyne, regista abbondantemente controverso, Robert Redford veste i panni di John Gage, miliardario che si imbatte nella coppia in difficoltà economiche formata da David (Woody Harrelson) e Diane Murphy (Demi Moore) in un casinò e fa loro una proposta provocatoria: pagherà un milione di dollari per passare una notte con Diane.

I due accettano a malincuore, ma si ritrovano incapaci di dimenticare l'incontro redditizio, che rischia di distruggere il loro matrimonio mentre Gage continua a corteggiare Diane. Per Redford era un ruolo davvero gustoso, ma all'ultimo momento attore ebbe dei ripensament, come ha ricordato la produttrice Sherry Lansing.

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La coppia formata da Demi Moore e Woody Harrelson

L'incontro di Robert Redford con la produttrice di proposta indecente: perché il divo voleva tirarsi indietro

Lansing ha ricordato in un'intervista con l'Hollywood Reporter il momento in cui fu convocata nella suite d'albergo di Redford.

"Eravamo tutti seduti attorno a questo lungo tavolo: Adrian Lyne, il produttore Stanley Jaffe, Woody Harrelson, Demi Moore, Redford e io. Ed era perfetto. Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso" ha ricordato la produttrice che, pochi minuti dopo l'incontro, ricevette una convocazione nella suite di Redford.

Proposta indecente: Demi Moore nel suo momento d'oro Proposta indecente: Demi Moore nel suo momento d'oro

"Pensavo che ci avrebbe detto che qualcosa nella sceneggiatura non gli piaceva" ha proseguito. "Invece ha detto, 'Voglio andarmene. I ragazzi sono meravigliosi, ma io no. È il loro film'. Io gli ho detto, 'Bob, sei fantastico'. E lui ha risposto, 'È molto gentile da parte tua, ma devo andarmene'". Solo l'intervento della sua agenzia e l'ingaggio dello sceneggiatore Robert Getchell come consulente di sceneggiatura hanno convinto Redford a rimanere.

Lansing si rese conto di quanto fosse bravo l'interprete quando girarono la scena cruciale del film, in cui John Gage offre al personaggio Demi Moore un contratto da un milione di dollari. "Quando pronunciò quella battuta... la gettò via con noncuranza, come se stesse chiedendo in prestito una giacca", racconta. "Un cattivo attore si sarebbe fermato e l'avrebbe pronunciata sottovoce. Ma Redford la rese letale con la sua disinvoltura."

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Un primo piano di Demi Moore

Perché Robert Redford alla fine ha accettato Proposta indecente

Sembra che Robert Redford non abbia fatto i salti di gioia nell'accettare il ruolo di John Gage, ma alla fine il suo agente lo avrebbe convinto a non abbandonare il film per mantenere il suo status di star di Hollywood. Come ha spiegato in seguito l'agente: "La realtà è che esiste un mercato là fuori e dovevamo proteggere la sua posizione al suo interno. Non possiamo dimenticare che è una star del cinema. Doveva interpretare dei ruoli da star del cinema".

Alla fine, fu solo la persuasione della CAA (Creative Artists Agency) e le modifiche apportate dallo sceneggiatore Robert Getchell a convincere Redford a proseguire con il progetto. Il resto è storia.