Tinto Brass alla fine salva solo Quentin Tarantino. Il cinema contemporaneo lo annoia, confessa il regista de La Chiave a Il Messangero, che tuttavia non nasconde la sua ammirazione per il collega americano.
Le strade di Tinto Brass e Quentin Tarantino erano destinate ad intrecciarsi. Il regista americano, amante dei B-movie di casa nostra, e il maestro dell'erotismo made in Italy, infatti si sono incontrati a Torcello, a casa del regista di Miranda. Brass lo ha raccontato in un'intervista a Il Messaggero nella quale parla, senza grande entusiasmo, del cinema attuale facendo un'eccezione per il suo collega di oltreoceano.
Il cinema di oggi a Tinto Brass non piace e non vede molti film perché "Raramente trovo cose interessanti". Poi parlando di Tarantino racconta: "Quentin è bravo, una volta venne a trovarmi a Torcello, abbiamo mangiato insieme, poi è andato a farsi un giro in barca". Ma il regista di Pulp Fiction non poteva andare via a mani vuote "Quando è tornato si è fatto proiettare Col cuore in gola, una visione privata".
Il film del 1969 con Jean-Louis Trintignant è l'unica sua pellicola che la critica ha apprezzato "Ora parlano meglio di me - dice Tinto - All'epoca di Col cuore in gola un famoso critico francese scrisse: 'Il nipotino di Orson Welles diventerà un grande'. Ma fu l'ultimo mio film amato dalla critica".
Tinto Brass manca da tempo dietro la macchina da presa: quando le sue condizioni di salute glielo permettono cerca di partecipare alle numerose mostre dedicate ai suoi lavori e non esclude di realizzare Ziva, la pellicola che da anni è il suo sogno nel cassetto.