Tomohiko Ito, regista legato a Solo Leveling, lancia un allarme sull'industria anime: troppe trasposizioni da manga e poca varietà creativa. Il suo nuovo film, tratto da un romanzo, diventa così il manifesto di un'idea diversa di cinema animato.
Oltre manga e mondi paralleli: l'allarme di Tomohiko Ito
Nel pieno del successo internazionale dell'animazione giapponese, Tomohiko Ito sceglie di andare controcorrente. Il regista, noto per titoli come Sword Art Online, ERASED e il film Hello World, nonché direttore dello studio d'animazione dietro Solo Leveling, ha espresso forti perplessità sulla direzione creativa dell'industria durante un'intervista a Mantan Web, in occasione dell'uscita del suo nuovo lungometraggio The Keeper of the Camphor Tree, prevista in Giappone il 30 gennaio 2026.
Secondo Ito, il problema non è la mancanza di idee, ma l'eccessiva ripetizione delle stesse. "Negli ultimi anni, ciò che viene richiesto all'anime sono azione, canzoni e viaggi in altri mondi", spiega, fotografando un panorama dominato da adattamenti di manga e light novel. Una scelta comprensibile dal punto di vista commerciale, ma che rischia di appiattire il linguaggio del medium.
The Keeper of the Camphor Tree nasce infatti da una direzione opposta. Il film è tratto da un romanzo di Keigo Higashino, autore di enorme successo in Giappone, ma mai adattato in anime prima d'ora. Pubblicato nel 2020, il libro ha superato il milione di copie vendute entro gennaio 2026, ma resta lontano dai codici tipici dell'animazione mainstream. Ito lo definisce apertamente un'opera "sobria", quasi spoglia se paragonata agli standard attuali.
La storia segue Naoi Reito, un impiegato qualunque che perde il lavoro dopo un arresto dovuto a un malinteso. Da lì, l'incontro con la sorellastra della madre defunta e l'incarico inatteso di custodire un grande albero di canfora, dotato di poteri misteriosi. "Non c'è azione appariscente, né un grande evento che minacci la sopravvivenza dell'umanità... ma è un'opera universale, solida e toccante", sottolinea il regista.
Film "difficili" e pubblico universale
Ito è consapevole che un progetto del genere non strizzi l'occhio ai fan più tradizionali. Durante una riunione con Aniplex, racconta di aver definito The Keeper of the Camphor Tree un'opera "impegnativa", probabilmente poco allineata ai gusti canonici del pubblico anime. Eppure, proprio questo aspetto ne giustifica l'esistenza. "Penso sia giusto avere film di questo tipo... guardando l'industria nel suo insieme, non va bene se nessuno realizza almeno uno di questi lavori all'anno".
Il nodo centrale, per Ito, è la tendenza alla "segmentazione": opere progettate per target sempre più specifici, facili da vendere e da posizionare sul mercato globale. Manga e anime funzionano bene anche perché sono già etichettati per pubblico di riferimento, rendendo il marketing più semplice e meno rischioso. Ma questa sicurezza, secondo il regista, sta diventando una gabbia.
"Si dice spesso che sia impossibile rivolgersi a un pubblico ampio senza segmentare. Capisco questo punto di vista, ma ho la sensazione che oggi tutti stiano segmentando troppo", osserva. Il rischio, guardando avanti, è chiaro: "Sembra che diventerà sempre più difficile creare opere come questa. Qualcuno deve continuare a farle, passando il testimone o realizzandole in prima persona... se non lo facciamo, finiranno tutte per essere basate su manga".
Ito non ignora che, soprattutto per le serie TV, qualcosa stia cambiando: l'apertura verso manhwa coreani e light novel è già una realtà. Tuttavia, i romanzi giapponesi tradizionali restano una scommessa più rischiosa. Proprio per questo, secondo il regista, rappresentano un terreno creativo prezioso, capace di unire uno stile visivo realistico a sensibilità "manga-like", dando vita a film anime davvero unici.
In un'industria sempre più orientata alla riproducibilità del successo, la sua posizione suona come un invito - quasi un atto di resistenza - a non dimenticare che l'animazione può ancora permettersi di rallentare, osservare e raccontare storie che parlano a tutti, non solo a un segmento.