A volte è sufficiente una parola per riaprire una ferita che sembrava essersi richiusa e un lutto mai elaborato. È quello che accade a Kensuke nella clip esclusiva che vi proponiamo di Sheep in the Box, un momento particolarmente significativo del nuovo film di Hirokazu Kore-eda, al cinema da oggi, 27 agosto.
In un futuro pericolosamente vicino al presente, Kensuke (Daigo Yamamoto), lavoratore del settore edile, e sua moglie Otone (Haruka Ayase), architetto, hanno perso il figlio Kakeru di soli 7 anni. Dopo quella tragedia, nella loro casa arriva un umanoide (interpretato dal piccolo Kuwaki Rimu) costruito per riprodurre l'aspetto, la voce e alcuni comportamenti del bambino scomparso. Per Otone quella presenza rappresenta inizialmente una possibilità di riavvicinarsi al figlio; Kensuke, invece, fatica ad accettare l'idea di avere davanti qualcosa che gli somigli così tanto.
La clip esclusiva del film di Kore-eda in uscita oggi al cinema
Nella scena, Kensuke e l'umanoide che per tutti è ora il "nuovo" Kakeru trascorrono del tempo insieme in casa. L'uomo comincia a parlare del figlio che non c'è più e ricorda un dettaglio apparentemente piccolo, ma profondamente significativo: il bambino conosceva a memoria le stazioni della metropolitana già prima di aver compiuto quattro anni.
Kensuke inizia quindi a elencarle. Kakeru ascolta, sorride e poi, con naturalezza, prosegue l'elenco delle stazioni, come se quel ricordo appartenesse anche a lui. Ma la risposta manda in crisi Kensuke. La precisione con cui l'umanoide continua la sequenza rappresenta infatti tutto ciò che l'uomo non riesce ad accettare. Da una parte c'è la somiglianza con il figlio perduto, dall'altra la consapevolezza che quella creatura non ha vissuto quegli anni, non ha accumulato quei ricordi e non può essere davvero il bambino che lui non riesce a lasciar andare.
Kensuke esce così di casa profondamente turbato, cercando di ristabilire una distanza tra sé e ciò che ha appena visto. Continua a ripetersi che quel robot non è suo figlio, nel tentativo di convincere prima di tutto se stesso, ma il confine sfuma ogni giorno di più.
La sequenza racchiude in poco più di un minuto uno dei nodi fondamentali del film di Kore-eda: che cosa rende una persona quella che è? I ricordi? Il corpo? Le esperienze condivise? Oppure il modo in cui gli altri ci riconoscono e ci amano?
Sheep in the Box utilizza l'intelligenza artificiale come punto di partenza per affrontare una questione molto più antica della tecnologia: il rapporto tra memoria, perdita e appartenenza. L'umanoide Kakeru nasce infatti come una riproduzione del bambino morto, ma il suo percorso lo porta progressivamente a sviluppare interessi, comportamenti e una propria relazione con il mondo.
È proprio questo a rendere la presenza del robot così destabilizzante per i suoi "genitori". Più lui assomiglia al figlio che hanno perduto, più diventa difficile stabilire dove finisca il ricordo e dove cominci qualcosa di nuovo. E la clip che possiamo mostrarvi oggi in esclusiva su Movieplayer.it mostra perfettamente questa contraddizione: per un istante Kensuke sembra ritrovare il bambino che conosceva. Subito dopo, però, è costretto a ricordare a se stesso che quel bambino non tornerà mai più.
Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda arriva nelle sale italiane da oggi, giovedì 27 agosto.