Dopo aver lasciato il segno con opere stratificate e visivamente imponenti, Brady Corbet sembra pronto a spingersi ancora oltre. Il suo nuovo progetto guarda all'America meno raccontata: quella dei culti, delle credenze e delle narrazioni sotterranee che attraversano la storia come un filo invisibile. E molto probabilmente Selena Gomez avrà un ruolo in tutto ciò.
Tra misticismo americano e ossessioni culturali
Dimenticare il realismo tradizionale: il prossimo film di Brady Corbet si muove lungo coordinate più elusive, quasi evanescenti. Il regista ha descritto il progetto come un'esplorazione del "misticismo americano" e della "storia dell'occulto negli Stati Uniti", due dimensioni che raramente trovano spazio in produzioni mainstream con questa ambizione autoriale. Non si tratta di un semplice racconto esoterico, ma di una vera e propria indagine culturale, costruita su stratificazioni storiche e simboliche.
Per prepararsi, Corbet ha immerso il proprio lavoro in una vasta mole di testi dedicati ai sistemi di credenze e alla loro diffusione nel tempo. "Ho letto una quantità enorme di materiale sulla migrazione delle strutture e delle credenze cultiste", ha spiegato, lasciando intuire un approccio quasi antropologico alla materia. A rafforzare questa direzione contribuisce la collaborazione con Mitch Horowitz, storico dell'occulto americano, figura chiave per comprendere come queste dottrine abbiano influenzato il tessuto sociale degli Stati Uniti.
L'idea di fondo suggerisce un racconto che non si limita a evocare misteri, ma che li disseziona, li segue lungo le traiettorie della storia e li intreccia con l'identità nazionale. In questo senso, il film potrebbe trasformarsi in un viaggio tra realtà e suggestione, dove il soprannaturale diventa specchio delle paure collettive e delle ossessioni culturali. Un territorio narrativo che Corbet sembra voler affrontare con rigore, evitando scorciatoie e privilegiando un respiro ampio, quasi enciclopedico.
Selena Gomez possibile protagonista e un progetto dalle dimensioni monumentali
Accanto alla visione creativa, prende forma anche il lato più concreto della produzione. Tra le indiscrezioni più rilevanti spicca il nome di Selena Gomez, indicata come possibile protagonista del film, che secondo alcune fonti porterebbe il titolo provvisorio The Origin of the World. Nessuna conferma ufficiale da parte degli studi, ma il solo accostamento contribuisce ad accendere l'attenzione attorno al progetto, suggerendo una direzione che potrebbe unire sensibilità pop e cinema d'autore.
Sul piano produttivo, Corbet non sembra intenzionato a ridimensionare le proprie ambizioni dopo The Brutalist. Anzi, i numeri raccontano un'opera che punta a un'impronta ancora più estesa: una sceneggiatura di circa 200 pagine e un piano di riprese suddiviso in due blocchi da 25 giorni ciascuno. "Sono essenzialmente due sessioni da 25 giorni per 100 pagine", ha spiegato il regista, lasciando intendere una struttura impegnativa e meticolosa.
Se la lunghezza della sceneggiatura dovesse tradursi fedelmente sullo schermo, il film potrebbe avvicinarsi alle tre ore e venti minuti, una durata che rafforza l'idea di un'opera densa, costruita per stratificazioni più che per sintesi. Non una scelta casuale, ma una dichiarazione d'intenti: raccontare l'occulto americano richiede tempo, spazio e una narrazione capace di respirare.
Il progetto di Corbet assume i contorni di un affresco complesso, dove cinema, storia e mito si incontrano. Un'opera che ambisce a interrogare il passato per comprendere il presente, trasformando l'invisibile in materia narrativa e lasciando intravedere un film destinato a dividere, affascinare e far discutere.