La premiere di Scream 7 ospitata ieri dai Paramount Pictures Studios di Los Angeles si è rivelata più movimentata del previsto per via del sit-it di un gruppo di attivisti pro-Palestina che sono scesi in piazza invocando il boicottaggio del film e di Paramount.
"Paramount ha una LISTA NERA di attori che criticano Israele", si leggeva in uno dei cartelli, mentre un latro invitava ad "annullare l'abbonamento a Paramount+". A guidare la protesta gruppi come Entertainment Labor for Palestine, CODEPINK LA, Musicians for Palestine e Jewish Voice for Peace-Los Angeles. Gli attivisti hanno, inoltre, espresso apertamente il loro sostegno all'ex star del franchise Melissa Barrera, assente dal settimo capitolo dopo essere stata licenziata dai produttori.
Perché Melissa Barrera è stata licenziata da Scream 7?
Protagonista del reboot di Scream del 2022 nei panni di Sam Carpenter, Melissa Barrera ha fatto ritorno nel ruolo in Scream 6 ed era prevista la sua presenza anche nel capitolo successivo. Ma nel novembre 2023 l'attrice è stata licenziata da Spyglass Media Group a causa dei suoi post sulla Palestina considerati antisemiti.
La società di produzione del film ha dichiarato in una nota di avere "tolleranza zero per l'antisemitismo o l'incitamento all'odio in qualsiasi forma" e l'ha esclusa dal cast. Poco dopo, anche il regista Christopher Landon e la co-protagonista Jenna Ortega hanno abbandonato la produzione di Scream 7, aprendo la strada al ritorno delle protagoniste originali Neve Campbell e Courtney Cox e dello sceneggiatore originale del franchise Kevin Williamson.
"Crediamo che Melissa Barrera faccia parte della comunità di Scream e che sia nostra responsabilità denunciare quando un membro della nostra comunità subisce danni", ha dichiarato in una nota Nino Testa, organizzatore di Boycott Scream 7 e fan di lunga data, dopo il licenziamento. "Ci rifiutiamo di permettere che il franchise che amiamo venga usato come propaganda per un genocidio. Rifiutiamo la censura e la lista nera razzista di Hollywood nei confronti di chiunque si batta per una Palestina libera".
La reazione di Kevin Williamson alle proteste
La protesta inscenata di fronte ai Paramount Studios ha turbata a malapena il red carpet, abbastanza distante da veder coprire gli slogan dei manifestanti intenti a immortalare Neve Campbell, Courteney Cox e le altre star del film approdato ieri nei cinema italiani.
Interrogato sulla questione, il regista Kevin Williamson ha dichiarato all'Hollywood Reporter: "Ho visto i manifestanti e il mio cuore si è fermato. Guardate, viviamo in America. Tutti hanno il diritto di protestare e tutti dovrebbero essere ascoltati. E se hai la tua verità e vuoi farla valere ed essere ascoltato, protesta. È un tuo diritto in questo Paese, e lo sostengo. Lo sostengo al 100%".