Scarlett Johansson e Cate Blanchett guidano la rivolta contro l'AI: "Rubare non è innovazione"

700 volti di Hollywood si sono prestati a una nuova campagna contro l'uso sregolato dell'intelligenza artificiale in difesa del proprio lavoro e della propria immagine.

Scarlett Johansson

Oltre 700 artisti e scrittori, capitanati dalle star di Hollywood Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt, si sono uniti in una nuova campagna anti-IA per denunciare le aziende tecnologiche che sfruttano senza autorizzazione opere protette da copyright. Mentre i legislatori sono all'opera per regolamentare l'uso dell'AI, la campagna si riunisce sotto lo slogan "Rubare il nostro lavoro non è innovazione. Non è progresso. È furto, puro e semplice".

La posta in palio non è solo la paternità artistica delle proprie opere, ma anche la difesa del settore creativo statunitense nel suo complesso, che comprende cinema, televisione, musica, editoria e media digitali, e "sostiene milioni di posti di lavoro, alimenta la crescita economica e proietta potere culturale a livello globale", come si legge nella dichiarazione.

L'AI rappresenterebbe, dunque una concreta minaccia "a causa degli sviluppatori di intelligenza artificiale che estraggono il lavoro creativo, spesso senza autorizzazione, compenso o trasparenza. La comunità creativa americana viene invidiata nel mondo. Ma invece di rispettare e proteggere questo prezioso bene, alcune delle più grandi aziende tecnologiche - molte delle quali finanziate da private equity e altri investitori - stanno utilizzando il lavoro dei creatori americani per costruire piattaforme di intelligenza artificiale senza tener conto delle leggi sul copyright".

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Come risolvere il problema del diritto d'autore nell'AI?

La campagna invita le compagnie a trovare una soluzione equa attraverso accordi e partnership creative.

"Esiste un modo migliore", si legge nella dichiarazione. "Attraverso accordi di licenza e partnership, alcune aziende di intelligenza artificiale hanno intrapreso la voa responsabile ed etica per ottenere i contenuti e i materiali che desiderano utilizzare. È possibile avere tutto. Possiamo avere un'intelligenza artificiale avanzata e in rapido sviluppo, garantendo al contempo il rispetto dei diritti dei creatori.".

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La battaglia delle star contro l'intelligenza artificiale

Scarlett Johansson non è nuova a questo tipo di iniziative. Da anni l'attrice si esprime pubblicamente contro i pericoli dell'intelligenza artificiale e si oppone alla riproduzione della sua immagine. Nel febbraio 2024, ha rilasciato una dichiarazione in cui denunciava l'uso della propria voce senza consenso in un video virale in cui, insieme ad altre celebrità, una sua versione digitale sembrava protestare contro i post antisemiti di Kanye West. Ha anche intrapreso un'azione legale nel novembre 2023 contro un'app di intelligenza artificiale che aveva utilizzato il suo nome e la sua immagine in una pubblicità online senza autorizzazione e ha criticato OpenAI nel maggio 2024 per aver rubato la sua voce dal film Her di Spike Jonze del 2013 come ispirazione per un chatbot GPT-40 chiamato Sky.

Anche Cate Blanchett si è espressa pubblicamente più volte sull'intelligenza artificiale, anche a Toronto nel 2024, durante una conversazione con il CEO del TIFF Cameron Bailey. L'attrice ha affermato: "Penso che sia davvero importante discutere di qualsiasi nuova tecnologia. Credo che dovremmo essere molto cauti, perché l'innovazione senza immaginazione è una cosa molto, molto pericolosa".

L'anno scorso, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt figuravano tra i 400 registi, scrittori, attori e musicisti di Hollywood che hanno firmato una lettera aperta all'Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca di Trump, esortando l'amministrazione a non revocare le tutele del copyright come richiesto dalle aziende di intelligenza artificiale.