Ryan Gosling racconta il suo "trauma" legato alle parrucche dopo The Big Short, causato da una reazione di Steve Carell. L'attore torna sull'episodio parlando del nuovo film Project Hail Mary, tra ironia e ricordi imbarazzanti.
Quando una battuta diventa un trauma (più o meno) reale
A distanza di oltre dieci anni, Ryan Gosling continua a ricordare con una certa "sofferenza" - seppur raccontata con ironia - un episodio legato al set di The Big Short. Ospite del Late Night With Seth Meyers, l'attore ha riportato alla luce il giorno in cui una parrucca ha cambiato il suo rapporto con le trasformazioni estetiche.
Il contesto è quello del 2015, quando Gosling interpretava un banchiere coinvolto nella crisi immobiliare americana. Per il ruolo, aveva deciso di modificare il proprio look, passando da un biondo naturale a un castano più marcato grazie all'uso di una parrucca. Una scelta che, almeno inizialmente, sembrava funzionare: "Quando ho indossato la parrucca, ho pensato: 'Ok, ce l'ho fatta'", ha raccontato, ricordando quel momento di sicurezza prima dell'impatto con la realtà.
Poi arriva l'incontro decisivo. Gosling si imbatte in Steve Carell, primo collega a vederlo in costume. La reazione è immediata e, a quanto pare, indimenticabile: "Mi ha guardato e ha detto: 'Non farlo mai più'". Una frase semplice, ma sufficiente a incrinare quella sicurezza iniziale. Gosling ha descritto l'effetto con tono autoironico, parlando addirittura di una sorta di "crisi esistenziale".
Carell, dal canto suo, aveva già commentato l'episodio anni fa, con un misto di sincerità e comicità: "È una persona bellissima, ma in quel momento... non è mai stato così inquietante". Un giudizio netto, che ha trasformato un esperimento estetico in un ricordo difficile da dimenticare.
Il ritorno alle parrucche (e il "cavernicolo spaziale")
Per anni, Gosling ha evitato di ripetere quell'esperienza. Fino ad oggi. Il nuovo film L'Ultima Missione: Project Hail Mary segna infatti un ritorno a look più estremi, con l'attore che appare con capelli lunghi e barba folta, interpretando un insegnante che si risveglia dopo 13 anni di coma su un'astronave. Una trasformazione che lui stesso ha definito con ironia: "Lo chiamo l'uomo delle caverne dello spazio".
Eppure, anche davanti a questo nuovo cambiamento, il ricordo del passato riaffiora. "Non lo faccio spesso. Ho un piccolo trauma per via di The Big Short", ha ammesso, lasciando intendere che quell'episodio con Carell abbia lasciato un segno più duraturo di quanto si possa pensare. Naturalmente, il tono resta leggero, quasi giocoso: Gosling ha persino scherzato dicendo "Non gli ho mai più parlato", riferendosi al collega con cui, in realtà, aveva già lavorato anche in precedenza.
Quello che emerge è un lato più umano dell'attore, lontano dall'immagine impeccabile costruita sullo schermo. Un professionista che, dietro le quinte, vive momenti di dubbio, imbarazzo e autoironia, proprio come chiunque altro. E in un certo senso, è proprio questo a rendere il racconto così efficace: non tanto per la "parrucca in sé", ma per ciò che rappresenta.