Rachel Weisz parla delle scene di sesso saffico di Disobedience

Il lungometraggio tratto dal romanzo di Naomi Alderman è stato diretto da Sebastian Lelio.

NOTIZIA di 28/04/2018

Disobedience è il nuovo film di Sebastián Lelio che ha fatto parlare molto di sé al Toronto Film Festival.

Locandina di Disobedience
Locandina di Disobedience

Tratto dal romanzo di Naomi Alderman, la pellicola ha per protagoniste le attrici Rachel Weisz e Rachel McAdams. Ronit (Weisz) si trasferisce, dopo la morte del padre, da New York nella città in cui è cresciuta, caratterizzata da una comunità ebraica ortodossa. Il suo arrivo causa però del caos quando dimostra un interesse nei confronti di una vecchia amica di infanzia, Esti (Mc Adams). Tra le due c'è un'evidente tensione dal loro primo incontro e durante la pellicola c'è una scena di sesso che è stata definita da molti spettatori priva dell'immaginario maschile del sesso saffico. La Weisz ha dichiarato:

"Nella sceneggiatura, la scena di sesso è semplicemente descritta come 'Fanno l'amore'. Qualche settimana prima delle riprese, Lelio ha creato uno storyboard, quindi tutto ciò che accade, dall'elemento bagnato allo sputo, è tutto frutto della sua immaginazione. Ci ha dato anche delle note musicali da raggiungere e riempire gli spazi tra queste con il nostro desiderio. Siamo attrici a cui è stato regalato un ottimo viaggio nella sessualità che non ci ha reso donne-oggetto neanche per un istante."

Riguardo la differenza tra le scene di sesso etero e le scene di sesso omosessuali, la Weisz ha affermato a Indiewire:

"Di solito sui set, e io ho girato solo scene di sesso con uomini prima di questa, ci si spoglia e si improvvisa. Si usano le parole giuste, i gesti giusti, i soliti cliché... Nella struttura di questa scena invece potevamo davvero lasciarci andare. Lelio non ci ha rese oggetti. Ha molta empatia, penso sia tutto ciò che serve."

Rachel non ha avuto difficoltà a interpretare un ruolo omosessuale, ma aveva una sola preoccupazione:

"L'unica cosa che mi importava era fare tutto al meglio, perché non essere credibile sarebbe stato terribile, rappresentare male le sensazioni che volevamo portare sullo schermo."

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