Il passaggio di Matt Shakman dalla linea temporale sacra della Marvel alle foreste infestate da scimmie parlanti della 20th Century Studios è ufficiale: il regista di WandaVision è stato scelto per guidare il nuovo atto di una saga che, piaccia o meno, negli ultimi quindici anni ha macinato 2 miliardi di dollari.
Il tocco di Shakman: da WandaVision ai primati di Disney
Perché proprio lui? Probabilmente perché Matt Shakman è uno che non si spaventa davanti alla complessità dei grossi brand. Se guardate il suo curriculum, sembra la lista della spesa di un fan di serie TV: ha diretto episodi di Succession, si è occupato dei pilot di Monarch: Legacy of Monsters e della sfarzosa The Great con Elle Fanning. Ma il vero biglietto da visita è stato WandaVision, la scommessa che ha convinto la Marvel a fidarsi di lui per il rilancio dei Fantastici 4.
Di recente lo abbiamo visto impegnato anche sul set di Wild Things, la serie su Siegfried & Roy con Jude Law e Andrew Garfield, a dimostrazione di una versatilità che pochi a Hollywood hanno oggi. Mettere uno così a gestire Cesare e compagni significa voler dare un'anima a tonnellate di effetti visivi, cercando quel calore umano che ha reso i primi capitoli della saga qualcosa di più di semplici film di fantascienza.
Non sarà solo in questa giungla produttiva per il nuovo Il Pianeta delle Scimmie; al suo fianco ritrova Josh Friedman, lo sceneggiatore che sembra avere l'abbonamento ai progetti pesanti dello studio (basti pensare che ha scritto pure gli ultimi capitoli di Avatar).
L'ombra di Avatar e la continuità di Josh Friedman
Se Shakman è il braccio, Josh Friedman è senza dubbio la mente dietro la tastiera. Il suo legame con la 20th Century Studios è ormai inscindibile: oltre a Kingdom, la sua firma compare sui copioni di Avatar: La Via dell'Acqua e sull'imminente Avatar: Fuoco e Cenere.
Rappresentato dai giganti di UTA, Friedman porta in dote una visione coerente che si sposa perfettamente con l'approccio di Shakman, più attento ai personaggi e alle sfumature emotive. In un'industria che spesso ricicla idee senza troppa convinzione, questa coppia sembra voler alzare l'asticella.
Resta da vedere come la visione pop del regista si incastrerà con la brutalità tipica del mondo delle scimmie, ma una cosa è certa: la corona dei primati non è mai stata in mani così esperte e affamate di successo.