Anche Netflix abbandona Artificial di Guadagnino, ma qualcuno sarebbe pronto a distribuire il film "scomodo"

Il nuovo film del regista italiano su Sam Altman è al centro di una partita delicatissima. Dopo l'addio di Amazon MGM, diversi grandi compratori avrebbero fatto un passo indietro, tra cui Netflix. Solo uno sembra interessato a farlo uscire.

Luca Guadagnino

Un regista corteggiato dai festival, un cast ricchissimo, un tema esplosivo come l'intelligenza artificiale e, soprattutto, personaggi reali ancora al centro del potere tecnologico globale. Il nuovo film di Luca Guadagnino - Artificial, il drama su Sam Altman e sulla crisi interna di OpenAI - avrebbe tutte le carte in regola per essere grandioso ma c'è un piccolissimo problema: nessuno sembra intenzionato a distribuirlo. O quasi.

Amazon si è già ritirato dalla corsa e Netflix gli ha fatto seguito, anche Focus e A24 sembrano essersi sfilati e in lizza (forse) c'è la proposta di un'ultima grande azienda.

Netflix si sfila dal nuovo film di Luca Guadagnino

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Luca Guadagnino

Secondo quanto riportato da Variety, negli ultimi giorni il film sarebbe stato mostrato a diversi potenziali acquirenti da CAA Media Finance, che rappresenta Guadagnino. Eppure alcuni nomi pesanti avrebbero scelto di non procedere: oltre ad Amazon anche Focus Features, A24, Netflix e Clockwork, legata a Warner Bros., si sarebbero chiamate fuori.

Il punto non sembra essere soltanto artistico. Artificial, scritto dall'ex autore del Saturday Night Live Simon Rich, viene descritto come una sorta di The Social Network dell'era dell'intelligenza artificiale. Al centro c'è il convulso weekend del 2023 in cui Sam Altman fu prima estromesso e poi reintegrato alla guida di OpenAI nel giro di pochi giorni. Un terremoto aziendale diventato materiale per il cinema, ma anche un tema incandescente.

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A interpretare Sam Altman c'è Andrew Garfield, già attore per Guadagnino in After the Hunt: Dopo la caccia, mentre Ike Barinholtz dà volto a Elon Musk. Completano il cast Yura Borisov nei panni di Ilya Sutskever, Monica Barbaro in quelli di Mira Murati, insieme a Mark Rylance, Jason Schwartzman, Cooper Hoffman, Cooper Koch, Billie Lourd, Zosia Mamet e Chris O'Dowd.

Perché Artificial fa tremare i distributori

Amazon MGM aveva sviluppato il progetto e lo aveva inizialmente posizionato per un'uscita all'inizio del 2027, prima di abbandonarlo. La società ha spiegato di ritenere che il film possa essere "servito meglio" da un altro studio, negando che la decisione sia legata al contenuto. Impossibile però non notare il tempismo: l'uscita dal progetto arriva pochi mesi dopo l'annuncio di un investimento da 50 miliardi di dollari di Amazon in OpenAI, all'interno di una partnership cloud pluriennale.

Anche per altri compratori il dossier potrebbe risultare delicato. Netflix, che secondo le indiscrezioni avrebbe visionato il progetto senza procedere all'acquisto, non ha commentato pubblicamente la vicenda. A24, invece, ha tra i suoi sostenitori Thrive Capital di Josh Kushner, fondo molto esposto nell'universo OpenAI.

In un contesto in cui il film mette al centro figure ancora oggi influenti e strettamente legate a interessi economici di enorme portata, la scelta di distribuirlo può quindi trasformarsi in una decisione particolarmente sensibile sotto il profilo industriale e strategico.

Mubi sarebbe intenzionata a distribuire il film

Il nome più caldo, al momento, sarebbe Mubi. La piattaforma-distributore ha già un legame con Luca Guadagnino poiché ha lavorato su Queer in diversi territori internazionali, ha seguito l'uscita britannica di Suspiria e ha acquisito i diritti mondiali del corto The Staggering Girl.

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Non sarebbe nemmeno la prima volta che Mubi interviene su un progetto considerato complesso o difficile da collocare sul mercato. Aveva già raccolto The Substance dopo l'abbandono di Universal, trasformandolo poi in un titolo capace di passare da Cannes fino alla corsa agli Oscar. Artificial, però, è una scommessa più rischiosa: un budget più ambizioso, figure reali ancora al centro del dibattito pubblico e un tema che non guarda al passato, ma tocca uno dei nervi più scoperti del presente.

Il destino del film, insomma, resta sospeso tra la prudenza industriale e il fascino da grande caso d'autore. Chi avrà voglia di portare sullo schermo il lato più fragile, politico e potenzialmente scomodo della rivoluzione AI?