Pupi Avati, durante la presentazione alla stampa del suo nuovo film Nel tepore del ballo, ha offerto la sua opinione sull'attuale situazione del cinema italiano.
Il regista ha infatti risposto a una domanda relativa all'assenza di opere italiane in concorso al Festival di Cannes, condividendo il suo punto di vista.
L'opinione di Avati sul cinema italiano
Pupi Avati ha dichiarato che si stanno compiendo percorsi divergenti, sottolineando poi che ci sono autori dalle ottime potenzialità e di grande interesse, "che fanno un cinema dal destino imprevedibile".
Il regista ha quindi aggiunto: "Cito un caso con ammirazione e sospetto: Luca Guadagnino. Fa dei film che costano tantissimo, in molti casi commerciali, senza portare a casa nulla. Questo è un modo di fare cinema italiano. Alla mia età non ci provo nemmeno a fare questo cinema".
Il filmmaker italiano ha proseguito: "Poi ci sono quelli che provano a rifare il cinema americano, senza mai riuscirci. Poi c'è un terzo filone: quelli che fanno cinema di buon senso, con un budget ragionevole".
Avati ha spiegato: " La distinzione tra questi tre mondi è nel budget: i soldi gravano sulle scelte artistiche. Tutto è determinato dai soldi. Agli inizi, il fine non erano i soldi, ma la qualità. E oggi non vedo più questo cinema, non è nemmeno più incoraggiato dalle istituzioni".
Il ritorno alla regia con Nel tepore del ballo
Il nuovo film di Pupi Avati (che già in passato aveva criticato i budget elevati di alcuni progetti italiani), intitolato Nel tepore del ballo, racconta la storia di Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo la cui vita viene stravolta da uno scandalo finanziario proprio mentre è all'apice della sua carriera.
Il lungometraggio sarà distribuito nelle sale italiane dal 30 aprile, grazie a 01 Distribution, e tra gli interpreti ci sono Giuliana De Sio, Sebastiano Somma, Morena Gentile, Pino Quartullo, Manuela Morabito e Raoul Bova. Sullo schermo ci sono anche Bruno Vespa e Jerry Calà nel ruolo di se stessi.