A quasi quarant'anni dagli Oscar del 1988, Michael Douglas ha ancora qualcosa da ridire su uno dei verdetti più discussi di quella cerimonia. L'attore, che quell'anno conquistò la statuetta come miglior protagonista maschile per Wall Street, è tornato sulla vittoria di Cher nella categoria femminile, sostenendo che il premio avrebbe dovuto andare a Glenn Close, sua compagna di set in Attrazione fatale.
Michael Douglas non ha dimenticato la sconfitta di Glenn Close
La battuta è arrivata durante un'apparizione al Graham Norton Show del 30 ottobre, alla quale Douglas ha partecipato insieme alla stessa Close. L'occasione era legata al prossimo riconoscimento onorario che l'Academy conferirà all'attrice, candidata otto volte agli Oscar senza aver mai conquistato una statuetta competitiva. Ma il ricordo della cerimonia del 1988 ha finito per rubare la scena.
Parlando della candidatura di Close per Attrazione fatale, Douglas ha ricordato che si trattava, se non sbagliava, della sua quarta nomination agli Oscar. L'attrice era già stata candidata per Il mondo secondo Garp nel 1983, Il grande freddo nel 1984 e Il migliore nel 1985. Nel 1988 arrivò quindi una nuova occasione, ma a vincere fu Cher per la sua interpretazione in Stregata dalla luna.
La reazione di Douglas al ricordo del risultato è stata piuttosto esplicita: "Avrebbe dovuto vincerlo con Attrazione fatale". Quando Graham Norton ha manifestato sorpresa per la rievocazione, l'attore ha rincarato la dose con una battuta: "Lo so, è quello che abbiamo detto tutti".
La sala ha reagito con una risata, ma Close ha subito richiamato bonariamente il collega: "Michael, sii gentile!". Douglas ha poi voluto chiarire quanto considerasse straordinaria la sua interpretazione nel thriller del 1987, definendola "una delle più grandi performance di tutti i tempi". La frecciata era rivolta a Cher, ma la cantante non sembra averla presa particolarmente sul personale.
La replica di Cher: "Adora Michael Douglas"
Dopo le dichiarazioni dell'attore, Entertainment Weekly ha contattato un rappresentante di Cher per raccogliere una reazione. La risposta è stata breve e decisamente distensiva: "Cher adora Michael Douglas".
Nessuna polemica, dunque, né una controreplica al giudizio sulla vittoria del 1988. La cantante, oggi ottantenne, aveva conquistato l'Oscar per Stregata dalla luna, commedia romantica diretta da Norman Jewison nella quale recitava accanto a Nicolas Cage. La stessa Cher aveva già ottenuto una candidatura agli Academy Awards nel 1984, nella categoria miglior attrice non protagonista, per Silkwood.
Quella cerimonia, peraltro, aveva riservato soddisfazioni anche a Douglas: l'attore aveva vinto il premio come miglior protagonista maschile per Wall Street. Attrazione fatale, invece, era arrivato alla serata con sei nomination, comprese quelle per miglior film, regia e attrice non protagonista per Anne Archer, senza riuscire a portare a casa alcuna statuetta.
Nel corso della stessa intervista, Michael Douglas ha raccontato anche un retroscena sul casting di Attrazione fatale. A quanto pare, inizialmente né lui né il resto della produzione erano convinti che Glenn Close fosse la scelta giusta per interpretare Alex Forrest, la donna che sviluppa un'ossessione per il personaggio di Douglas dopo una relazione extraconiugale. "Tutti pensavano che Glenn non fosse adatta alla parte, così abbiamo proseguito", ha ricordato l'attore. A cambiare le cose fu l'intervento dell'agente di Close, che insistette affinché le venisse concessa almeno un'audizione: "Non avete capito. Glenn farà il provino".
La prova convinse infine la produzione e Close ottenne uno dei ruoli più memorabili della sua carriera. Nonostante il successo del film e le numerose candidature successive, l'attrice non ha ancora vinto un Oscar competitivo. Ci è andata particolarmente vicina nel 2019, quando era considerata la favorita per The Wife - Vivere nell'ombra, ma il premio finì a Olivia Colman per La favorita.
Più di recente, Close ha aggiunto alla propria storia con l'Academy un riconoscimento onorario, che riceverà nel corso del mese. Un premio che arriva dopo otto nomination e una carriera costellata di interpretazioni apprezzate, mentre Michael Douglas continua a essere convinto che almeno una di quelle occasioni, quella del 1988, avrebbe dovuto avere un finale diverso.