Continua a far discutere Melania, il documentario su Melania Trump arrivato al cinema lo scorso 30 gennaio e per il quale Amazon MGM Studios ha speso la folle cifra di 75 milioni di dollari, tra budget e spese di marketing.
Ad alimentare la polemica ci hanno pensato Paul Thomas Anderson e Jonny Greenwood, quest'ultimo suo abituale compositore nonché chitarrista dei Radiohead. Ma cos'è successo esattamente?
Qual è la causa dello scontro?
Il regista e Greenwood hanno chiesto che un brano musicale de Il filo nascosto, venga rimosso dal controverso documentario Melania. Si tratta di un brano della colonna sonora che il compositore ha scritto appositamente per il film del 2017.
"È giunto alla nostra attenzione che un brano musicale de Il filo nascosto è stato utilizzato nel documentario Melania", hanno dichiarato i due in un comunicato.
"Sebbene Jonny Greenwood non possieda i diritti d'autore della colonna sonora, la Universal non ha consultato Jonny su questo utilizzo da parte di terzi, violando così il suo contratto di compositore. Di conseguenza, Jonny e Paul Thomas Anderson hanno chiesto che il brano venga rimosso dal documentario".
Come sta andando Melania al box-office?
Il documentario diretto da Brett Ratner, che apparentemente offre uno sguardo più ravvicinato sulla First Lady ma che alla fine non rivela nulla di nuovo, ha incassato 13,35 milioni di dollari sul mercato interno dopo due weekend di programmazione, un risultato notevole per un documentario che non tratta né di natura né di musica.
Tuttavia, Melania è costato più di qualsiasi altro documentario nella storia. Amazon MGM ha speso una somma incredibile, acquistando il film per 40 milioni di dollari e poi sborsando 35 milioni di dollari per la campagna di marketing nelle sale cinematografiche. Si tratta di costi senza precedenti, considerando che i documentari non sono tradizionalmente una fonte di incassi al botteghino.