Matthew Lillard: "Ho odiato Scooby-Doo, dopo il flop ho venduto casa e auto per sopravvivere"

L'attore che ha interpretato Shaggy nei film live action del 2002 e del 2004 pensava che il successo del primo capitolo lo avrebbe trasformato in una star di Hollywood. Poi la carriera precipitò e la famiglia fu costretta a ridimensionare drasticamente il proprio stile di vita.

Una scena con Matthew Lillard in Scooby-Doo

Per Matthew Lillard, diventare Shaggy in Scooby-Doo sembrava l'inizio di una nuova fase professionale. Il film del 2002 aveva incassato circa 275 milioni di dollari nel mondo e l'attore si aspettava che quel successo gli aprisse le porte dei grandi blockbuster. Il sequel, Scooby-Doo 2 - Mostri scatenati, deluse invece le aspettative e le ambizioni da protagonista di Hollywood si scontrarono con una realtà molto diversa. Oggi Lillard racconta senza filtri quel periodo, ammettendo di aver sviluppato per anni un rapporto contraddittorio con il franchise.

"Pensavo che sarei diventato una grande star"

In un'intervista per la serie video Know Their Lines di Variety, l'attore ha ripercorso la delusione professionale che seguì il secondo film, fino alle difficoltà economiche che coinvolsero la sua famiglia.

Matthew Lillard in una scena di Without a Paddle
Matthew Lillard sul set

Accettare il ruolo di Shaggy, accanto a Freddie Prinze Jr., Sarah Michelle Gellar e Linda Cardellini, aveva rappresentato una grande opportunità. Lillard sentiva la pressione di dover essere all'altezza del progetto e, dopo il successo al botteghino, immaginava che la sua carriera avrebbe preso il volo. "Pensavo che Scooby-Doo fosse un film enorme e che da quel momento sarei diventato una grande star del cinema", ha raccontato a Variety. Dopo il sequel, però, arrivò quello che l'attore definisce un lungo crollo professionale: "La mia carriera precipitò davvero per molto tempo. Pensavo che sarei potuto diventare uno di quegli attori degli anni Novanta che non riescono più a tornare in auge".

La delusione finì per trasformarsi in risentimento nei confronti del personaggio e dei film che lo avevano reso famoso. "Per me era colpa di Scooby-Doo. Era per quello che non lavoravo", ha ammesso Lillard, spiegando di aver provato per anni sentimenti contrastanti verso quell'esperienza.

Il compenso ricevuto per Scooby-Doo 2 si rivelò comunque fondamentale. Senza quei soldi, ha spiegato l'attore, lui e la moglie avrebbero rischiato di perdere tutto. Il periodo successivo al film fu infatti segnato da difficoltà economiche che li costrinsero a cambiare radicalmente abitudini e prospettive. "Ho provato risentimento verso Scooby-Doo per molto tempo, ma non mi sono mai pentito di averlo fatto. La realtà è che, senza i soldi guadagnati con il secondo film, non ce l'avrei fatta", ha raccontato.

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Poi la confessione più personale: "Abbiamo venduto le nostre auto, abbiamo venduto la casa. Abbiamo sostanzialmente ridimensionato le nostre vite per poter vivere in modo molto più sostenibile. E mia moglie è tornata a lavorare".

Da Shaggy ai ruoli da caratterista: la rinascita di Matthew Lillard

Quella fase ha rappresentato uno spartiacque anche sul piano professionale. Lillard aveva associato il successo commerciale alla possibilità di diventare un protagonista di primo piano, ma si ritrovò a fare i conti con i limiti di una carriera che non stava seguendo la direzione immaginata. "Pensavo di essere più di quello che ero. È stato un momento di grande umiltà per Matthew Lillard, e oggi ne sono grato", ha spiegato, riconoscendo di aver compreso meglio la propria identità artistica.

Matthew Lillard, Linda Cardellini, Ruben Studdard, Sarah Michelle Gellar e Freddie Prinze Jr. in una scena di Scooby-Doo 2
Matthew Lillard sul set di Scooby-Doo

Lillard ha raccontato anche di essere rimasto a lungo prigioniero del desiderio di diventare famoso. In una precedente intervista a Business Insider, aveva spiegato di essersi aspettato che il sequel lo portasse a essere il protagonista principale dei film successivi per almeno un decennio. Accadde l'opposto: trovare ruoli da protagonista diventò difficile.

La svolta arrivò quando smise di inseguire quell'idea di celebrità e cominciò a valorizzare le proprie capacità di caratterista. Nel frattempo continuò a dare voce a Shaggy in diversi film d'animazione di Scooby-Doo, mantenendo vivo il legame con il personaggio che aveva segnato la sua carriera.

Parallelamente, riuscì a ritagliarsi spazio in produzioni importanti, da Paradiso amaro, il film premiato agli Oscar con George Clooney, a Di nuovo in gioco di Clint Eastwood. Un percorso differente da quello immaginato dopo il successo del 2002, ma che gli ha permesso di ricostruire gradualmente la propria posizione a Hollywood.

Riguardando oggi quella stagione, Matthew Lillard riesce quindi a riconoscere il valore di un'esperienza che per anni aveva associato alla delusione. Il successo di Scooby-Doo non gli ha garantito la carriera da blockbuster che desiderava, ma il ridimensionamento seguito al sequel lo ha costretto a ripensare le proprie ambizioni e a trovare una strada più adatta a lui.

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