Matt Dillon: "Garrone, Sorrentino, chiamatemi! Voglio lavorare con voi"

Matt Dillon lancia un appello a Matteo Garrone e Paolo Sorrentino: il divo, desideroso di lavorare in Italia, aspetta solo la chiamata giusta.

Matt Dillon si dichiara innamorato del nostro paese e sogna di lavorare con Garrone e Sorrentino, ecco l'appello dell'attore americano lanciato nel corso di un'intervista a Vanity Fair Italia.

Cannes 2018: uno scatto di Matt Dillon sul red carpet di The House Jack Built
Cannes 2018: uno scatto di Matt Dillon sul red carpet di The House Jack Built

Vanity Fair Italia celebra i quaranti'anni di carriera di Matt Dillon con una copertina e una lunga intervista in cui l'attore racconta l'amore per il Bel Paese, che visita di frequente, anche grazie alla complicità della compagna italiana Roberta Matromichele:

"Sono cresciuto con tantissimi italo-americani, l'Italia fa parte delle mie radici. Ho viaggiato in tutto il mondo, ma amo sempre tornare qui. In Italia mi sento a casa".

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Il sogno di Matt Dillon, a quanto pare, è proprio quello di lavorare in Italia, così il divo approfitta dell'intervista a Vanity per lanciare un appello a Matteo Garrone e a Paolo Sorrentino, invitandoli a chiamarlo nei loro prossimi film. Dillon ricorda:

"Quando sono venuto in Italia la prima volta per promuovere Rusty il selvaggio, fu un incontro magico con il vostro cinema. Volevo lavorare con Antonioni e lo incontrai. Era un momento molto fertile, l'Italia aveva un vero peso internazionale grazie a Bertolucci e Fellini. Poi c'è stata una pausa e adesso finalmente una rinascita, anche grazie a Garrone e Sorrentino. Qui c'è del vero talento. Leggeranno le mie parole e mi chiederanno di lavorare insieme? Aspetto di essere perseguitato".

Di recente Matt Dillon è tornato in auuge grazie al ruolo di protagonista nel controverso La casa di Jack di Lars von Trier, ma con lavori alle spalle come Crash - Contatto fisico o Da morire, Dillon non si fa certo spaventare da ruoli difficili: "Non sono diventato attore perché volevo diventare famoso, ma perché ero curioso del mondo e delle persone. Giovani guerrieri, il mio esordio, portava in dote un grandissimo personaggio, Richie White. Leggevo quei dialoghi e lui saltavo fuori dalla pagina, sentivo di conoscerlo perfettamente. Da allora amo i personaggi con caratteristiche reali. In questa epoca di dominio dello streaming, l'importante è che si continui a lavorare sui personaggi. Oggi tutti sono ossessionati dal plot, si stanno dimenticando dei personaggi. Se non li conosci non puoi raccontare una storia autentica. Se li conosci, saranno loro a guidarti".

Matt Dillon ha da poco concluso le riprese di Fonzo, biopic diretto da Josh Trank che vede Tom Hardy nei panni del gangster Al Capone.

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