La verità negata: la storia vera che ha ispirato il film

La verità negata è un film biografico, ispirato ad una storia vera, basato sul libro del 2005 di Deborah Lipstadt: La verità negata. La mia battaglia in tribunale contro chi ha negato l'Olocausto.

NOTIZIA di 23/04/2021

La verità negata è un film biografico del 2016 diretto da Mick Jackson e scritto da David Hare, ispirato ad una storia vera e basato sul libro del 2005 di Deborah Lipstadt: La verità negata. La mia battaglia in tribunale contro chi ha negato l'Olocausto. La pellicola drammatizza il caso Irving v Penguin Books Ltd, in cui la Lipstadt, una studiosa dell'Olocausto, fu citata in giudizio per diffamazione da David Irving, un saggista e storico militare britannico.

Denial: Tom Wilkinson in una scena del film
Denial: Tom Wilkinson in una scena del film

Il 5 settembre 1996 Irving intentò una causa per diffamazione contro la Lipstadt e il suo editore britannico, la Penguin Books, per aver pubblicato il libro Denying the Holocaust, edito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1993. Nel libro la Lipstadt definiva Irving un negazionista, un falsificatore e un fanatico, accusandolo di manipolare e distorcere documenti reali.

Durante il processo Irving affermò che Hitler non aveva ordinato lo sterminio degli ebrei e che in realtà il Führer non era al corrente dell'Olocausto e, a causa della guerra, aveva deciso di rimandare la soluzione finale della questione ebraica. La Lipstadt decise di assumere l'avvocato britannico Anthony Julius per presentare il suo caso e durante il processo Richard J. Evans, storico e professore di storia moderna all'Università di Cambridge, disse la sua a proposito del lavoro di Irving.

Denial: Timothy Spall in una scena del film
Denial: Timothy Spall in una scena del film

"Nessuno dei libri, discorsi o articoli di Irving, né un paragrafo, né una frase in nessuno di essi, possono essere considerati come una rappresentazione accurata della storia. Se intendiamo per storico qualcuno che si preoccupa di scoprire la verità Irving non è uno storico. Egli ha deliberatamente distorto e intenzionalmente mal tradotto alcuni documenti, usando consapevolmente testimonianze screditate e falsificando statistiche storiche." Ha dichiarato Evans.

Irving perse la causa e alla luce delle prove presentate al processo furono portati all'attenzione del pubblico alcuni dei suoi lavori che in precedenza erano sfuggiti a un serio esame. Il saggista fu condannato a pagare tutte le spese processuali della Lipstadt, stimate a 2 milioni di sterline, nel 2002 dichiarò la bancarotta ed in seguito perse anche la sua casa.