La terza stagione di Jujutsu Kaisen entra nel Culling Game e Crunchyroll pubblica un video dedicato a spiegare le regole del torneo. Tra punteggi, nuovi poteri e il piano di Kenjaku, l'anime prepara lo spettatore all'arco più complesso e caotico della serie.
Crunchyroll e il video per capire il Culling Game
La terza stagione di Jujutsu Kaisen ha imboccato ufficialmente il sentiero del Culling Game, l'arco narrativo firmato Gege Akutami che traghetta la serie verso la sua fase finale. Ma chiunque abbia letto il manga lo sa: se lo Shibuya Incident è stato emotivamente devastante, il Culling Game è cognitivamente estenuante. Non esiste "pesta il nemico e vinci": qui si parla di punti, regole, territori, 19 giorni, modifiche alla struttura del torneo e libertà condizionata dal punteggio.
Consapevole della complessità del sistema, Crunchyroll ha pubblicato un video che sintetizza in pochi minuti ciò che la puntata ha tentato di spiegare con un lungo briefing tra Yuji, Megumi e Tengen. L'idea è semplice: aiutare chi guarda a non perdersi già all'ingresso.
Il problema principale del Culling Game è sempre stato chiarissimo ai lettori: il ritmo. La stagione si era aperta con un doppio episodio spettacolare che riportava in scena Yuta Okkotsu, salvo inchiodarsi bruscamente nell'episodio successivo con lo spiegone sulle regole. Ecco perché un contenuto di supporto può rivelarsi più utile del previsto: comprimere la burocrazia narrativa per lasciare spazio a ciò che i fan vogliono davvero vedere - scontri e abilità mai viste.
A rendere il tutto più caotico contribuisce il fatto che il torneo non è un torneo in senso classico. Non si tratta solo di sconfiggere avversari: bisogna accumulare punti, aggiungere regole, sopravvivere ai nuovi risvegliati e tentare di sabotare il piano di Kenjaku.
Perché il Culling Game funziona davvero nell'anime
Se la parte "procedurale" del Culling Game può disorientare, la sua forza reale sta nel contesto: lo Shibuya Incident ha attivato poteri latenti in individui qualunque, creando persone che, da un giorno all'altro, si ritrovano in una battle royale di stregoneria. Kenjaku vuole che si massacrino per un motivo molto semplice: raccogliere energia maledetta e spingere l'umanità verso una forma mostruosa e collettiva.
Una premessa brutale, ma anche fertile dal punto di vista narrativo: più personaggi, più fazioni, più abilità anomale e, soprattutto, più margine di interpretazione per l'adattamento anime. Non a caso molti lettori hanno sostenuto che il manga non sia sempre stato chiaro nella gestione dei nuovi combattenti; l'anime, invece, può focalizzare, rallentare, riscrivere i raccordi, e spiegare meglio ciò che sulla carta era solo accennato.
L'altra grande verità, che il video di Crunchyroll non evidenzia ma i fan conoscono benissimo, è che il Culling Game è una scusa perfetta per scatenare battaglie folli. Non importa quanto complicate siano le regole: appena si entra nei colossei invisibili, Jujutsu Kaisen tira fuori ciò che lo ha reso un fenomeno globale, coreografie letali, animazioni fluide, poteri che violano la fisica, sorci che saltano da palazzi e pugni che vanno più veloci delle spiegazioni.
La buona notizia, confermata da chi sta seguendo la stagione, è che lo spiegone non durerà a lungo: ora che i tasselli sono al loro posto, la serie imboccherà la sua dimensione ideale, quella del combattimento puro, sporco e spesso tragico, senza un altro intermezzo narrativo da qui a parecchio tempo.