Pochi giorni prima della morte di James Van Der Beek, lui e la moglie Kimberly hanno rinnovato i voti in una cerimonia intima e improvvisata. Un gesto privato, carico di significato, che oggi illumina gli ultimi mesi dell'attore tra malattia, famiglia e dignità.
Un rito improvviso, intimo e necessario per James Van Der Beek
È stata una decisione presa all'ultimo momento, quasi in punta di piedi. "Abbiamo deciso due giorni prima", ha raccontato Kimberly Van Der Beek a PEOPLE, descrivendo quel rinnovo dei voti come "semplice, bellissimo e commovente". Nessuna cerimonia formale, nessuna messa in scena: solo una stanza da letto riempita di fiori e candele, nuovi anelli regalati dagli amici, e due persone che scelgono di dirsi ancora una volta sì.
Il rito si è svolto dal letto, luogo che negli ultimi mesi era diventato anche il centro della loro quotidianità. Attorno a loro, pochi familiari e amici strettissimi. Tra questi, il musicista Poranguí, che ha accompagnato la cerimonia con "la musica più bella", chiudendo il momento con "Somewhere Over the Rainbow". Altri amici hanno partecipato a distanza, collegati via Zoom, come a voler tenere insieme - nonostante tutto - una comunità affettiva dispersa ma presente.
Pochi giorni dopo, l'11 febbraio, James Van Der Beek è morto a 48 anni, a oltre un anno dall'annuncio pubblico della diagnosi di cancro colorettale al terzo stadio, condivisa nel novembre 2024. È stata Kimberly ad annunciarne la scomparsa sui social, spiegando che l'attore aveva affrontato gli ultimi giorni "con coraggio, fede e grazia". Parole che tornano oggi a risuonare alla luce di quel gesto finale: rinnovare una promessa, nonostante tutto.
La loro storia era iniziata nel 2009, durante un viaggio in Israele, poco dopo la fine del primo matrimonio dell'attore. Un anno dopo si erano sposati, costruendo nel tempo una famiglia numerosa: sei figli, quattro femmine e due maschi, cresciuti lontano dal clamore hollywoodiano.
Una famiglia, una malattia e un'eredità di dignità
Nel 2020, i Van Der Beek avevano lasciato Los Angeles per trasferirsi in Texas, in un grande ranch di 36 acri nei pressi di Austin. Una scelta di vita, prima ancora che logistica. La proprietà, dal valore di circa 4,76 milioni di dollari, è stata acquistata ufficialmente nel gennaio scorso, poco più di un mese prima della morte dell'attore. "James è riuscito a versare l'anticipo grazie all'aiuto di amici, tramite un trust, per passare dall'affitto al mutuo", ha spiegato un portavoce a PEOPLE.
Dopo la sua scomparsa, alcuni amici hanno lanciato una campagna GoFundMe per sostenere economicamente la famiglia, parlando apertamente di "un futuro incerto". La raccolta fondi ha superato rapidamente l'obiettivo iniziale di un milione di dollari, arrivando a 2,6 milioni grazie a oltre 50.000 donatori. Le spese mediche legate alla lunga battaglia contro il cancro avevano infatti prosciugato le risorse della famiglia, come spiegato dagli organizzatori.
Non sono mancati i contributi importanti da parte di colleghi e figure di spicco dell'industria, tra cui Steven Spielberg, Zoe Saldaña, Derek Hough e Jon M. Chu. Un sostegno che ha riacceso il dibattito sulle condizioni economiche di molti attori televisivi, tema su cui Van Der Beek era stato molto chiaro: aveva raccontato di ricevere "quasi nulla" dalle repliche di Dawson's Creek, nonostante il successo globale della serie.
Negli ultimi mesi, l'attore aveva anche messo all'asta oggetti iconici della sua carriera, da Dawson's Creek a Varsity Blues, per contribuire a coprire le spese mediche. "Con tutti i colpi di scena inaspettati che la vita ha portato di recente, è chiaro che il momento è adesso", aveva spiegato, con una lucidità che oggi colpisce ancora di più.