Studio Ghibli annuncia con una proiezione speciale in Giappone il ritorno di Mei e il Gattobus, corto animato che è rimasto il sequel ufficiale sconosciuto al grande pubblico di Il mio vicino Totoro. Un'occasione rara per riscoprire uno dei gioielli più delicati di Hayao Miyazaki.
Il ritorno di Mei e il Gattobus
Nel 2002, quattordici anni dopo l'uscita di Il mio vicino Totoro (1988), Studio Ghibli aveva scelto una strada laterale e intimista per tornare in quel mondo: Mei e il Gattobus, un cortometraggio animato di appena 14 minuti, delicato come un appunto a margine eppure ricchissimo di immaginazione. Oggi, a oltre vent'anni di distanza, lo studio conferma che questo sequel tornerà a essere proiettato ufficialmente al Ghibli Park di Nagakute, in Giappone, tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.
Secondo quanto riportato dal sito ufficiale del parco, Mei e il Gattobus farà parte di una selezione di dieci cortometraggi che verranno mostrati al pubblico all'interno del Grand Warehouse, cuore espositivo del parco. Si tratta di opere nate originariamente come contenuti esclusivi per il Museo Ghibli di Mitaka, a lungo considerate quasi "segrete", e che solo negli ultimi anni lo studio ha deciso di rendere progressivamente più accessibili.
La finestra di proiezione è ormai definita: dal 1° al 28 febbraio 2026, dopo l'apertura del nuovo ciclo di corti che partirà il 17 dicembre con The Day I Bought a Star. In Mei e il Gattobus, il punto di vista si sposta dalla figura iconica di Totoro ai misteriosi spiriti Gattobus, creature elastiche, notturne e profondamente simboliche.
La sinossi ufficiale racconta: "Un giorno ventoso, mentre Mei stava mangiando del caramello, apparve un turbine che iniziò a rincorrerla. Mei riuscì ad afferrarlo e scoprì che era un gattobus cucciolo. I due diventarono amici e quella notte si addentrarono insieme nella foresta". Anche qui, la scrittura e la regia portano la firma di Hayao Miyazaki, con musiche originali di Joe Hisaishi, a conferma di una continuità artistica che non indulge nella nostalgia ma la tratta come materia viva.
Il Ghibli Park e l'arte dei corti
Il ritorno di Mei e il Gattobus si inserisce in una strategia più ampia di Studio Ghibli, che negli ultimi anni sembra riflettere sul proprio archivio non come reliquia, ma come organismo in movimento. Il Ghibli Park, esteso su circa 18 acri all'interno dell'Expo Memorial Park, non è un semplice parco a tema, ma una geografia emotiva costruita attraverso spazi, architetture e immagini che dialogano direttamente con il cinema dello studio.
Il Grand Warehouse, una delle cinque aree principali, ospita esposizioni immersive, installazioni tridimensionali e la Orionza Video Exhibition Room, dove verranno proiettati i cortometraggi. Qui convivono riferimenti a opere come La città incantata, Il castello nel cielo, Arrietty e Il ragazzo e l'airone, creando un percorso che privilegia la scoperta lenta e l'osservazione.
Accanto a Mei e il Gattobus, il pubblico potrà vedere The Day I Bought a Star, corto non legato ad alcun altro titolo Ghibli, ispirato all'universo fantastico dell'artista Naohisa Inoue. Ambientato nel mondo immaginario di Iblard, racconta la storia di Nona, un ragazzo che coltiva semi di stelle, muovendosi tra solitudine, scambio e immaginazione pura. È una scelta che rafforza l'idea di un Ghibli che non vive solo di sequel, ma di connessioni sottili tra arte, pittura e narrazione.
Va segnalato che la maggior parte delle proiezioni avverrà in giapponese senza sottotitoli in inglese, con alcune sessioni dotate di sottotitoli giapponesi per persone con disabilità uditive. Una decisione coerente con la vocazione locale del parco, ma che rende queste visioni ancora più simili a esperienze irripetibili, legate al luogo e al momento.
Nel frattempo, la scelta di riportare al pubblico contenuti così esclusivi, può aprire la possibilità di portare anche fuori dal Giappone il catalogo completo di Studio Ghibli. Non resta che attendere fiduciosi, come uno spirito del bosco che appare solo a chi è disposto ad aspettare, anche in una fermata dell'autobus sotto la pioggia.