A 25 anni dall'uscita di Il destino di un cavaliere, il regista Brian Helgeland racconta un aneddoto diventato leggenda: Heath Ledger che, durante una finta giostra fuori dal set, gli fece saltare un dente. Un ricordo che restituisce lo spirito libero e combattivo del film.
Un set tra risate, giostre improvvisate e denti persi
Nel panorama dei film che hanno segnato l'immaginario dei primi Duemila, Il destino di un cavaliere occupa un posto speciale: un racconto medievale anacronistico, energico, rock, capace di trasformare una storia di lance e tornei in una celebrazione della libertà individuale. Ma se sullo schermo il film brillava per spirito ribelle, dietro le quinte non era certo da meno.
A ricordarlo, in occasione del 25° anniversario, è il regista Brian Helgeland, che ha condiviso con The Guardian un aneddoto diventato rapidamente leggenda: Heath Ledger che, fuori dal set e senza armature di scena, gli ha accidentalmente fatto saltare un dente. Il tutto non durante una ripresa, ma mesi dopo l'uscita del film, in un momento di assoluta leggerezza.
"Dopo che il film era uscito, stavamo mostrando all'agente di Heath come funzionava la giostra", ha raccontato Helgeland. "Lui aveva una scopa e io un'asta del microfono: mi ha colpito in bocca per sbaglio e mi ha fatto saltare un dente". Una frase che, da sola, restituisce l'atmosfera goliardica che circondava il progetto, dove il gioco sembrava non spegnersi mai davvero.
L'episodio, per quanto doloroso, è diventato per il regista una sorta di simbolo dello spirito che animava il film e il suo protagonista. Ledger non era semplicemente l'attore principale, ma il motore emotivo del set, capace di trasformare anche un momento banale in un ricordo indelebile. Una presenza che, a distanza di anni, continua a essere evocata con affetto e ironia, mai con nostalgia patinata.
Heath Ledger, tra dedizione fisica e un film "contro il potere"
Helgeland non si è limitato a raccontare l'incidente più curioso, ma ha voluto sottolineare anche la dedizione totale di Ledger durante le riprese. Le giostre, per quanto spettacolari, non erano affatto innocue. "Heath si è preso parecchie botte", ha ricordato il regista. "Sollevava la maglietta con orgoglio e c'erano abrasioni enormi". Un'immagine che restituisce un'idea molto concreta di quanto il corpo dell'attore fosse parte integrante della sua interpretazione.
Non sorprende, allora, che Il destino di un cavaliere fosse per Ledger qualcosa di più di un semplice film in carriera. Helgeland ha raccontato che l'attore lo descriveva come "un album fotografico del divertimento che aveva provato nel realizzarlo". Un set vissuto come un'esperienza collettiva, dove amicizia, gioco e rischio si mescolavano continuamente.
Ed è forse per questo che il film, a distanza di un quarto di secolo, continua a parlare anche al presente. "È una storia che parla di combattere il potere", ha spiegato Helgeland, "e questo oggi risuona ancora tantissimo". Il cavaliere interpretato da Ledger non era solo un eroe romantico, ma una figura che sfidava le regole, i confini sociali, l'idea stessa di destino già scritto.
La scomparsa prematura di Heath Ledger nel 2008, a soli 28 anni, rende questi racconti ancora più preziosi. Non perché alimentino un mito tragico, ma perché restituiscono l'immagine di un artista profondamente vivo, fisico, giocoso, disposto a rischiare - perfino un dente altrui - pur di restare fedele allo spirito del momento.