Steve Schirripa rivela che sul set de I Soprano qualcuno vendeva informazioni sulle trame. Tra copioni blindati, pagine consegnate a singhiozzo e soluzioni estreme di David Chase, la serie difese i suoi segreti ad ogni costo.
Sospetti, copioni mutilati e paranoia creativa
Dietro l'aura compatta e impenetrabile de I Soprano, si nascondeva una tensione degna delle sue stesse trame. A distanza di anni, Steve Schirripa, interprete di Bobby Baccalieri, ha raccontato a The Independent che qualcuno all'interno della produzione tradiva la fiducia del gruppo, vendendo informazioni riservate sulle storyline. "C'era una fuga di notizie sul set perché qualcuno stava vendendo informazioni. Avevamo dei sospetti", ha spiegato l'attore. Un colpevole, però, non è mai stato individuato.
Il risultato? Un clima sempre più blindato, che ha cambiato radicalmente il modo di lavorare degli attori. Schirripa racconta che, col passare del tempo, il cast riceveva esclusivamente le proprie battute, senza alcuna visione d'insieme della storia. Niente copioni completi, niente anticipazioni, nessuna possibilità di intuire dove stesse andando la narrazione. Una soluzione drastica, ma necessaria per una serie che aveva fatto dell'imprevedibilità uno dei suoi marchi di fabbrica.
Il paradosso è evidente: una serie che raccontava di fedeltà, tradimenti e segreti custoditi gelosamente, si ritrovava a dover applicare le stesse regole nella vita reale. In un'epoca precedente ai social network come li conosciamo oggi, I Soprano era già un fenomeno culturale globale, e ogni dettaglio trapelato rischiava di compromettere l'effetto sorpresa. Da qui, la decisione di blindare tutto, trasformando il set in una sorta di bunker narrativo.
David Chase e l'arte della depistazione
Se la paranoia era diventata prassi, il suo massimo interprete fu senza dubbio David Chase. Il creatore della serie non si limitò a ridurre l'accesso ai copioni, ma arrivò a escogitare soluzioni quasi da thriller. L'episodio simbolo resta "Long Term Parking", nella quinta stagione, uno dei momenti più traumatici per il pubblico. Per proteggere il destino di Adriana La Cerva, Chase decise di girare due versioni della stessa scena.
A raccontarlo fu Drea De Matteo in un'intervista del 2017 a Entertainment Weekly: "David venne da me e mi disse: "Girerò questa scena in due modi: in uno ti uccido, nell'altro ti lascio vivere. Nessuno saprà cosa succede finché non andrà in onda"". Alla domanda sul perché di una scelta così estrema, la risposta fu disarmante: "Un motivo era che non era ancora sicuro di cosa volesse fare, l'altro era mantenere la riservatezza sul set. Era disposto ad arrivare a tanto pur di depistare la troupe".
Un metodo radicale, ma coerente con una serie che ha sempre giocato con l'ambiguità e il controllo dell'informazione. Non a caso, I Soprano ha costruito la sua leggenda anche sulla capacità di sorprendere, evitando qualsiasi forma di prevedibilità. Ogni spoiler sarebbe stato un colpo al cuore di quella tensione narrativa.
Alla fine, questi retroscena rafforzano il mito: una serie che, tra il 1999 e il 2007, ha vinto 21 Emmy e ridefinito la televisione moderna, costringendo persino i suoi creatori a muoversi come strateghi. Non solo davanti alla macchina da presa, ma anche dietro le quinte, dove la vera battaglia era tenere i segreti lontani dal mondo esterno.