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Glenn Close: "Mio padre combatté l'ebola in Africa negli anni '70"

Il padre di Glenn Close, William, fu impegnato per anni in Africa nella lotta contro il virus ebola: 'Fu la prima epidemia, la prima volta che qualcuno sentì parlare di questo virus'.

NOTIZIA di 24/11/2020

Glenn Close ha ricordato l'impegno umanitario di suo padre in Africa negli anni in cui esplose la prima epidemia di ebola. L'attrice ha anche ammesso che tutta la disinformazione e l'incompetenza dell'amministrazione di Donald Trump riguardo l'emergenza sanitaria le ha fatto "ribollire il sangue" a nome delle persone coraggiose che operano presso i CDC.

Impegnata con la promozione di Elegia americana, film appena uscito su Netflix che la vede protagonista al fianco di Amy Adams, l'attrice 73enne è stata ospite del The Late Show con Stephen Colbert ed ha risposto alla domanda del conduttore che le chiedeva di raccontare chi fosse suo padre.

Glenn Close Padre
Glenn Close con suo padre, il dottor William Close

Glenn Close ha innanzitutto elogiato gli eroi dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention), ovvero i Centri per la prevenzione ed il controllo delle malattie. Ha poi parlato del lavoro che suo padre ha svolto negli anni '70 per aiutare a fermare una delle prime epidemie di ebola nel mondo. "Mio padre era un dottore, un chirurgo, ed è andato in Africa con un gruppo di missionari, poi ha deciso di entrare nel grande ospedale di Leopoldville e ha detto 'Sono un chirurgo, mettetemi al lavoro'. Alla fine è rimasto 16 anni. Ha svolto un lavoro straordinario lì e l'ultimo grande gesto della sua vita è stato quello di aiutare i CDC, fare ricerche per scoprire cosa stava uccidendo le persone, li ha aiutati ad arrivare a Yambuku dove si è verificata la prima epidemia ed in pratica ha organizzato tutti i loro trasporti. Quella fu la prima epidemia, la prima volta che qualcuno avesse mai visto o sentito parlare di ebola". Insomma, un uomo straordinario che l'attrice ha ricordato con gli occhi pieni di stima ed emozione.

Nello specifico, il dottor Close ha servito Mobutu Sese Seko, dittatore della Repubblica Democratica del Congo, come suo medico personale, pilota, direttore della sicurezza ed è stato chirurgo generale dell'esercito della nazione. Dopo che, a metà degli anni '70, il virus è esploso in un ospedale missionario nelle zone rurali di Yambuku, Close, che era sulla via del ritorno a casa negli Stati Uniti per un congedo familiare, è tornato a Kinshasa, discutendo della questione sul volo con due medici dei CDC, Joel G. Breman e Peter Piot, che ha poi scoperto il virus Ebola. Tornato lì, Close ha ottenuto dal Ministero della Salute aeroplani e piloti per il trasporto di attrezzature mediche nell'area colpita, utilizzando il suo legame personale con il presidente Mobutu per ottenere l'accesso di cui aveva bisogno.

Nei giorni scorsi Glenn Close ha mostrato il coltello di Attrazione Fatale che tiene incorniciato in casa in occasione di un'altra intervista, concessa a Fabio Fazio per il programma Che tempo che fa. Nella stessa intervista l'attrice era affiancata dal regista di Elegia Americana, Ron Howard.