La morte di Tinto Brass, scomparso oggi, 4 novembre, all'età di 93 anni, riporta alla memoria anche alcuni dei racconti più curiosi legati alla sua carriera e ai suoi set cinematografici. Tra questi c'è quello di Gabriel Garko, che durante la sua recentissima ospitata nel podcast Non lo faccio x moda, condotto da Giulia Salemi, ha ricordato la sua esperienza di lavoro con il celebre regista, svelando alcuni retroscena decisamente particolari.
L'attore si è lasciato andare a diversi aneddoti sulla sua carriera, soffermandosi soprattutto sulle scene di nudo e sulle riprese più intime. Un racconto ironico e senza filtri, nel quale ha spiegato quanto, nella realtà di un set cinematografico, una scena di sesso sia ben lontana dall'immagine di sensualità che arriva sullo schermo.
Parlando del periodo in cui ha lavorato con Tinto Brass, Gabriel Garko ha raccontato quanto la nudità fosse una componente ricorrente sui set del regista, famoso per il suo cinema erotico. "Su un set con lui ero più nudo che vestito, sempre", ha raccontato l'attore, ricordando anche una delle particolarità che caratterizzavano il modo di lavorare di Brass: la sua passione per i peli, che non mancava di rendere protagonista anche durante le riprese.
"Lui amava i peli, quindi ricordo che c'erano peli ovunque sul letto, perché appiccicava peli sotto le ascelle e anche in altre parti", ha spiegato Garko, rievocando con ironia un dettaglio decisamente insolito. L'attore ha poi svelato di aver voluto tutelare contrattualmente la propria privacy, soprattutto considerando il particolare metodo di ripresa utilizzato dal regista.
"Siccome Tinto registrava con più macchine da presa e tu non sapevi mai dove puntava la macchina da presa, avevo fatto mettere che poteva essere fatta una sola scena di nudo integrale, non in contesto sessuale, perché non volevo fare vedere le mie parti intime. In tutte le altre scene io avevo il famoso calzino". Un accorgimento necessario per Garko, che ha così trovato un modo per stabilire un limite preciso rispetto a ciò che era disposto a mostrare davanti alla macchina da presa.
Gabriel Garko racconta l'episodio imbarazzante sul set di Tinto Brass
Tra i ricordi più particolari legati al lavoro con Tinto Brass, Gabriel Garko ne ha raccontato anche uno decisamente imbarazzante, avvenuto proprio durante una scena girata con il famoso calzino. L'attore ha ricordato un momento in cui una ragazza doveva simulare una fellatio e le riprese, tra diverse indicazioni del regista e cambi di posizione, hanno preso una piega inaspettata.
"Gira di qua, gira di là, vai sopra, vai sotto, a un certo punto c'è stata la reazione", ha raccontato Garko. A quel punto Giulia Salemi gli ha chiesto se si fosse sentito in imbarazzo. "Beh sì, sei davanti a settanta persone", ha risposto l'attore, spiegando quanto potesse essere complicato gestire una situazione del genere davanti all'intera troupe.
La --reazione di Tinto Brass--, però, è stata altrettanto memorabile. "Che caz.o succede? Ah vabbè, spruzzino!", ha esclamato il regista. Garko ha raccontato di non aver inizialmente capito a cosa si riferisse, fino a quando non è arrivata una persona con uno --spruzzino d'acqua fredda--. "Dopo è arrivata una con uno spruzzino d'acqua fredda, me l'ha spruzzata lì, è tornato tutto normale e abbiamo continuato con le riprese", ha concluso l'attore, rievocando con ironia uno degli episodi più singolari vissuti sul set del regista.
Nel corso della conversazione con Giulia Salemi, l'attore ha affrontato anche una domanda piuttosto diretta: gli era mai capitato di ridere a crepapelle o di assistere a qualche reazione inaspettata durante una scena di sesso? La risposta di Garko ha offerto uno spaccato curioso del dietro le quinte del cinema, decisamente distante dall'idea di sensualità che il pubblico può immaginare guardando il risultato finale.
"Le scene di sesso sono la cosa meno sessuale che puoi fare sul set", ha spiegato, entrando poi nei dettagli degli accorgimenti tecnici utilizzati durante le riprese. "Se la fai a letto, è consuetudine mettere un materasso, con sopra una tavola di legno coperta da un lenzuolo. Tu stai lì sopra, quindi ti fai male ovunque".
Una situazione tutt'altro che confortevole, che però, a quanto pare, può contribuire alla riuscita della scena. Tanto che l'attore ha concluso con una considerazione ironica: "Ho capito che più scomodo sei, più bella viene la scena".