Ed Sheeran commenta le critiche al suo cameo ne Il trono di spade: "Chiunque avrebbe detto sì"

Il breve cameo in Il trono di spade di Ed Sheeran nel 2017 scatenò una tempesta online. Oggi il cantante ripensa a quell'esperienza con lucidità, provando a spiegare cosa accadde davvero.

Una scena di Il trono di spade

A quasi dieci anni dalla sua apparizione in Il trono di spade, Ed Sheeran torna a parlare delle critiche ricevute per il cameo nella settima stagione. Il cantante spiega perché la reazione del pubblico fu così feroce, nonostante altri musicisti fossero apparsi nella serie.

Il cameo che fece discutere Westeros

Quando Ed Sheeran apparve per pochi minuti nella premiere della settima stagione di Il trono di spade, intitolata Dragonstone, la reazione del pubblico fu sorprendentemente rumorosa. Non si trattava di una parte centrale né di un ruolo particolarmente visibile: il musicista interpretava semplicemente un soldato dei Lannister seduto attorno a un fuoco da campo mentre cantava una canzone insieme ai commilitoni. Eppure bastò quella scena per scatenare una valanga di commenti online.

Parlando nel podcast Friends Keep Secrets di Benny Blanco, il cantante ha ricordato con una certa amarezza quel momento. "Credo di aver sicuramente sollevato qualche polemica apparendo in Game of Thrones", ha raccontato. A suo dire, accettare l'invito fu una decisione quasi inevitabile: "La gente ama quello show. Se qualcuno ti chiede di parteciparvi, la risposta è automaticamente sì. Io ho detto sì. E mi sono divertito a farlo."

Il paradosso, secondo Sheeran, è che la serie HBO aveva già ospitato numerosi musicisti prima di lui senza che la cosa provocasse lo stesso livello di discussione. Il cantante ha ricordato, ad esempio, la presenza di Will Champion, batterista dei Coldplay, durante la celebre scena del Red Wedding. Anche Gary Lightbody degli Snow Patrol aveva fatto una comparsa nello show, mentre il cantautore Chris Stapleton era apparso addirittura come uno dei terrificanti White Walker.

Nonostante questo precedente piuttosto ricco di cameo musicali, la sua partecipazione generò una reazione molto più intensa. Con il senno di poi, Sheeran pensa di aver individuato due motivi principali dietro quella polemica.

Quando la popolarità diventa un bersaglio

Il primo fattore, secondo il cantante britannico, riguarda semplicemente il momento della sua carriera. Nel 2017, quando l'episodio andò in onda, Sheeran era ovunque: radio, classifiche, streaming, televisione. Solo pochi mesi prima aveva pubblicato l'album Divide, che includeva la hit globale Shape of You, diventata uno dei singoli più ascoltati dell'anno.

Il Trono Di Spade Stagione 8 Episodio 4 2
Una scena de Il Trono di Spade

"In quel periodo ero davvero ovunque", ha spiegato. "Quindi credo che per molti spettatori sia stato un po' destabilizzante." In altre parole, vedere una delle star musicali più presenti del pianeta seduta davanti a un falò a Westeros rischiava di rompere, almeno per alcuni fan, l'illusione narrativa della serie.

Ma c'è anche un secondo elemento che Sheeran riconosce con una certa ironia. "Cose del genere succedono spesso nella mia carriera. Finisco semplicemente per essere preso di mira." Con un linguaggio meno diplomatico, il cantante ha aggiunto: "Alla fine ricevo solo un sacco di critiche per queste cose."

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Eppure il cameo aveva una motivazione piuttosto affettuosa. In una precedente intervista al podcast Armchair Expert, Sheeran aveva rivelato che la sua apparizione era stata pensata come una sorpresa per Maisie Williams, interprete di Arya Stark e grande fan della sua musica. Il piano però non rimase segreto molto a lungo: Sophie Turner, collega di Williams nella serie, finì per anticipare la notizia durante il Comic-Con di quell'anno.

Nonostante la polemica che seguì alla messa in onda dell'episodio, Sheeran ricorda ancora positivamente l'esperienza sul set. Anche se il ricordo, come ha ammesso lui stesso, è rimasto "un po' offuscato" dal dibattito che si accese dopo la trasmissione. Una dimostrazione di quanto, nell'universo delle grandi saghe televisive, anche un'apparizione di pochi minuti possa diventare un fenomeno globale.