Ben Affleck smonta i timori sull’IA: "Non credo potrà sostituire i creativi"

La star di Argo e Batman vs Superman è convinta che la creatività degli esseri umani non potrà mai essere sostituita dall'intelligenza artificiale.

Ben Affleck in una scena di Hypnotic

Ben Affleck è stato intervistato nell'ultima puntata del podcast di Joe Rogan e si è soffermato sul suo ultimo film d'azione, The Rip - Soldi sporchi, in cui ha recitato al fianco dell'amico di lunga data Matt Damon.

La star di Gone Girl ha riflettuto sulle paure causate dall'intelligenza artificiale. Nonostante abbia riconosciuto che l'IA porterà dei cambiamenti, Affleck non crede che sia abbastanza affidabile da poter sostituire qualcuno nel settore dell'intrattenimento.

Il punto di vista di Ben Affleck sull'intelligenza artificiale

"Abbiamo passato del tempo a rifletterci" ha spiegato Affleck "La mia convinzione è che sia un po' come chiedersi: 'Cosa succederà con l'elettricità?'. Beh, con l'elettricità succederanno un sacco di cose. Alcune saranno buone. Alcune cambieranno le cose".

Rip Ben Affleck Matt Damon
Ben Affleck e Matt Damon in una scena di The Rip - Soldi sporchi

La stessa cosa, dal suo punto di vista, sarà con l'avvento dell'IA: "Provi a far scrivere qualcosa a ChatGPT o Claude o Gemini, ed è davvero una schifezza. Ed è una schifezza perché, per sua natura, tende alla media, all'ordinario, e non è affidabile. Non credo davvero che sarà in grado di scrivere qualcosa di significativo e, in particolare, che possa realizzare film dal nulla, come Tilly Norwood: sono stronzate. Non penso che succederà".

Il regista di Argo è convinto: "C'è questa sensazione di terrore esistenziale, come se dovesse spazzare via tutto. Ma questo va contro ciò che la storia sembra dimostrare... Credo che molta di questa retorica venga da persone che cercano di giustificare le valutazioni intorno alle aziende".

L'IA sbarca a Hollywood

Nel 2025, l'intelligenza artificiale è entrata maggiormente nel mondo del cinema a Hollywood. Accuse sull'utilizzo di IA nei film e le sperimentazioni di Netflix hanno generato parecchie discussioni tra spettatori e addetti ai lavori.

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A far scalpore è stata soprattutto la storia di Tilly Norwood, citata da Ben Affleck, la prima attrice creata interamente attraverso l'ausilio dell'intelligenza artificiale e apparentemente alla ricerca di una rappresentanza nel mondo dello spettacolo, proprio come se fosse un'attrice in carne ed ossa.