Andy Serkis ha rivelato in una nuova intervista di essere convinto che la performance capture potrebbe dare nuove opportunità agli attori disabili. L'attore e regista è da tempo impegnato in prima persona a sviluppare la tecnologia in grado di portare digitalmente in vita personaggi dalle fattezze completamente diverse da quelle degli interpreti e ha condiviso la sua visione piena di ottimismo.
Intervistato da ScreenDaily, Andy Serkis ha spiegato: "Dovrebbero esserci delle opportunità grandiose per gli attori disabili che potrebbero interpretare personaggi senza problemi fisici".
La star ha poi aggiunto: "Grazie alla performance capture sarebbe possibile per un attore di colore interpretare Abraham Lincoln e per me, che sono un uomo bianco di mezza età, essere Martin Luther King. La domanda è se sia eticamente giusto. La diversità è immensamente importante, quindi posso capire i dubbi riguardanti questa tematica".
Serkis ha inoltre sottolineato che bisogna riflettere in modo attento sull'idea di far "ritornare in vita" degli attori che sono già morti, come accaduto con Peter Cushing in Rogue One: A Star Wars Story, considerando che ora è possibile creare delle immagini realistiche in tutti i possibili dettagli. Andy considera il problema anche dal punto di vista economico: "Se viene riutilizzata la performance di un attore in un altro film ci dovrebbe essere un compenso per quell'interprete, senza alcun dubbio. Si tratta del loro lavoro e dovrebbero essere pagati".
Il filmmaker ritornerà a utilizzare la tecnologia in occasione della nuova versione del classico La fattoria degli animali che verrà prodotta per Netflix: "Siamo nella fase di pre-produzione per quanto riguarda il design dei personaggi e pianificarne i movimenti e le scenografie".