Adolescence è stata concepita come una storia autoconclusiva e da una sola stagione, ma il successo in streaming e i successivi premi conquistati potrebbe aver spinto la produzione a continuare.
Infatti, domenica sera, parlando nel backstage dei Golden Globes 2026, il co-creatore e protagonista Stephen Graham ha suggerito che lui e il co-creatore Jack Thorne stanno valutando un ritorno.
A Graham è stato chiesto delle possibilità di una seconda stagione, di cui si era cominciato già a parlare lo scorso aprile. L'attore ha dichiarato: "Non posso rispondere a questa domanda perché è nascosta nei meandri della mia mente e di quella di Jack, e la tireremo fuori tra tre o quattro anni, quindi restate sintonizzati".
Adolescence diventerà una serie antologica?
Lo scorso aprile, i co-presidenti di Plan B Dede Gardner e Jeremy Kleiner avevano dichiarato a Deadline che stavano discutendo con il regista Philip Barantini della "prossima iterazione" della serie.
Gardner aveva anche affermato che stavano pensando a come "ampliare gli orizzonti, rimanere fedeli al DNA della serie senza risultare ripetitivi", ma non aveva voluto rivelare troppo.
Stando a questo tipo di dichiarazioni, sembra chiaro che l'intento sia quello di raccontare altre storia con al centro il tema dell'adolescenza, già di per sé una fase molto complicata della crescita e della giovinezza di una persona, soprattutto se calata in contesti difficili come nella prima stagione.
Il successo della serie su Netflix e i premi conquistati
Adolescence ha fatto incetta di premi durante la stagione dei premi, sin dal suo debutto agli Emmy pre-2025, dove ha ricevuto 13 nomination e ne ha vinte otto. È diventata anche la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix, con oltre 146 milioni di visualizzazioni nei primi 91 giorni.
In Adolescence, Graham interpreta Eddie Miller, un padre che viene colto alla sprovvista quando suo figlio Jamie (Owen Cooper), tredicenne, commette un terribile crimine. Il nuovo arrivato Cooper ha vinto nella categoria miglior attore non protagonista, insieme a Erin Doherty, che ha vinto nella categoria miglior attrice non protagonista per il suo ruolo della terapista Briony Ariston. La serie ha vinto un totale di quattro Golden Globes, tra cui quella per la migliore miniserie.