Nonostante i numeri freddi del box office, la storia di Jim e dei sopravvissuti al virus di 28 anni dopo avrà la sua conclusione. A confermarlo è lo stesso Alfie Williams.
Il ritorno di Cillian Murphy e i nodi della trama
Il colpo di scena non è arrivato da un comunicato stampa della Columbia Pictures, ma dal profilo di Alfie Williams. L'attore, che interpreta Spike, ha condiviso due scatti che lo ritraggono durante un allenamento intensivo con l'arco, accompagnati dalla didascalia: "È fantastico essere tornati!". Un riferimento fin troppo diretto al suo personaggio, che proprio con l'arco aveva affrontato le orde di infetti nei capitoli precedenti.
Questo segnale suggerisce che la produzione non ha intenzione di gettare la spugna con 28 Anni Dopo nonostante il secondo film abbia incassato solo 58,5 milioni di dollari a fronte di un budget di 63 milioni.
Il paradosso di 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa è tutto nei numeri: se da un lato il botteghino ha sofferto, forse a causa di un'uscita troppo ravvicinata rispetto al primo film (solo sei mesi di distacco), dall'altro il gradimento è stato altissimo. Con un 92% di critica su Rotten Tomatoes e lo status di "Verified Hot" per il pubblico, il film ha convinto molto più del predecessore.
Proprio questa accoglienza calorosa sembra aver spinto lo studio a onorare l'impegno preso con Alex Garland per completare il racconto, riportando sullo schermo il Jim di Cillian Murphy per un ruolo che stavolta sarà centrale e non solo un cameo finale.
La presenza di Murphy infatti è il vero asso nella manica per il terzo atto. Dopo essere riapparso nel finale di Il Tempio delle Ossa per soccorrere Spike e Kellie (Erin Kellyman), il suo Jim dovrà ora fare i conti con un mondo ancora più brutale. Il sequel avrà l'arduo compito di unire i fili lasciati in sospeso da decenni: che fine ha fatto Selena (Naomie Harris)? Perché Jim non era con lei e con la figlia Sam all'inizio della nuova trilogia?
Le voci di corridoio parlano di una sceneggiatura di Garland già pronta che punta a risolvere l'enigma del virus e la possibilità di una cura definitiva, accennata tramite il personaggio di Samson.
Un cast pronto alla battaglia finale
Oltre a Williams e Murphy, il finale della trilogia dovrebbe vedere il ritorno di Maiya Eastmond (Sam) e Aaron Taylor-Johnson (Jamie), quest'ultimo rimasto nell'ombra durante il secondo film dopo essere stato separato dal figlio.
La sfida per la produzione sarà ora gestire le aspettative di una fanbase che ha premiato la qualità del secondo capitolo ma ha disertato le sale. Con Jim di nuovo protagonista assoluto, la Columbia scommette sul fatto che il capitolo finale possa replicare il successo globale del primo 28 anni dopo, che aveva incassato oltre 150 milioni di dollari.
Il post di Williams mette fine a mesi di speculazioni e "trattative segrete". Se Spike è tornato ad allenarsi con le frecce, significa che la caccia agli infetti sta per ricominciare. Resta da capire se la regia passerà nuovamente di mano o se Danny Boyle tornerà dietro la macchina da presa per chiudere il cerchio che lui stesso aveva aperto nel lontano 2002. Una cosa è certa: la rabbia non è ancora finita e il pubblico, stavolta, non potrà dire di non essere stato avvertito.