Z Nation: Se Sharknado incontra The Walking Dead

La prima serie TV prodotta da The Asylum, con la collaborazione del canale SyFy, ricrea le atmosfere apocalittiche di The Walking Dead per poi aggiungere una sana dose di trovate irriverenti. Dal 10 giugno 2015 in Italia su AXN Sci-Fi.

Apocalypse Now?

New York, tre anni dopo l'inizio di un'epidemia zombie che ha decimato gran parte della razza umana. Alvin Murphy (Keith Allan), detto Paziente Zero, è l'unica persona al mondo ad essere immune agli effetti del morso dei morti viventi. L'esercito decide quindi di portarlo in California, dove si trova l'unico laboratorio funzionale alla creazione di un possibile vaccino a partire dal sangue di Murphy. Ma il viaggio non sarà facile, dato che oltre agli zombie ci sono altre minacce, come un gruppo di cannibali umani e una setta composta da sole donne...

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Z Nation: Keith Allan nell'episodio Puppies and Kittens
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The Asylum sul piccolo schermo

Per comprendere il possibile appeal di Z Nation, creato da Karl Schaefer (già sceneggiatore di episodi di Detective Monk, Eureka e La zona morta - The Dead Zone), è necessario farsi un'idea della casa di produzione che c'è dietro il tutto: The Asylum. Un nome che fa sorridere e al contempo inorridire gran parte dei cinefili per via del suo modus operandi. The Asylum infatti è nota per la realizzazione di film a basso budget, solitamente basati su superproduzioni hollywoodiane. Le versioni a basso costo, denominate mockbuster dalla stampa, tendono a riprodurre a grandi linee la trama della fonte d'ispirazione e ad uscire nel medesimo periodo, sebbene solo in DVD/Blu-ray. Tra i loro successi in questo campo citiamo I Am Omega (da Io sono leggenda), Transmorphers (da Transformers) e The Da Vinci Treasure (da Il Codice Da Vinci).

Z Nation: gli zombie attaccano in Philly Feast
Z Nation: gli zombie attaccano in Philly Feast

Al di fuori dalla cerchia dei mockbuster c'è anche il filone di film "originali" basati su scontri assurdi fra mostri improbabili: Mega Shark Versus Giant Octopus, Mega Shark Versus Crocosaurus, e via dicendo. Questo filone gloriosamente trash ha raggiunto l'apice nel 2013 con Sharknado, film esilarante grazie alla sua effettiva mancanza di vere qualità, che ha dato il via ad una vera e propria saga: Sharknado 2: The Second One è uscito lo scorso anno, mentre Sharknado 3: Oh Hell No! andrà in onda in America su SyFy il 22 luglio.

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Campane, tornado e tsunami

Z Nation: Harold Perrineau nell'episodio Puppies and Kittens
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Viste tali premesse produttive, è chiaro che Z Nation, malgrado un pilot abbastanza sobrio, non sia una serie da prendere troppo sul serio. E difatti il motivo migliore per vedere questo programma, che scopiazza apertamente le atmosfere di The Walking Dead e ci regala dei personaggi scritti piuttosto male, affidati ad attori semisconosciuti (il più famoso, Harold Perrineau, esce di scena nel primo episodio), è la possibilità di assistere a delle trovate demenziali e davvero spassose, a partire dalla terza puntata dove una campana viene usata per fare a pezzi un branco di zombie e uno dei protagonisti commenta, ammiccante: "Pagherei volentieri per rivederlo". Da lì in poi, un'orgia di invenzioni: un tornado e poi uno tsunami fatto di morti viventi, uno zombie immune alle pallottole in testa per via di una placca metallica, Murphy che scopre di avere poteri speciali, eccetera. Per non parlare dei titoli degli episodi: Full Metal Zombie, Home Sweet Zombie, Zunami, Doctor of the Dead...

Z Nation - immagine della serie
Z Nation - immagine della serie

Insomma, un prodotto consapevole dei propri limiti, ma anche dei suoi punti di forza. Dopo un inizio mediocre diventa un viaggio altalenante ma spassoso, capace di aspirare, nei momenti migliori, al rango di simpatica stupidata. Fino al cliffhanger che chiude la stagione e promette una seconda annata ancora più assurda. Se saprà mantenere le promesse, Z Nation rimarrà un discreto antidoto ai toni più seri e cupi di The Walking Dead.

Movieplayer.it

3.5/5