X-Files

1993 - 2018

X-Files: Con Deep State giochiamo a fare Mulder e Scully

Nel nuovo gioco mobile, indaghiamo su casi al limite del paranormale sulle orme dei nostri idoli nei panni di un giovane agente FBI.

X-Files: Deep State

"Se state leggendo questo righe, probabilmente mi hanno preso".
Inizia così il messaggio, scritto a mano e macchiato di sangue, che apre l'incartamento ricevuto per posta qualche giorno fa. Quale modo migliore per svegliare il piccolo agente che è dentro di noi? Segue un documento del dipartimento di giustizia, pesantemente redatto, una pagina di un quotidiano di Lexington e quella di un altro giornale, il rapporto di un'interrogatorio e quello di un'autopsia, ed in generale una serie di indizi che culminano in alcune prove imbustate.

Il tutto pronto ad essere esaminato, e risolto, postando le nostre supposizioni online con gli hashtag #DeepState o #XFilesGame. Un vero e proprio X-File tra le nostre mani, una cartellina curata nel minimi dettagli, a cominciare dai nomi di Fox Mulder e Dana Scully, oltre al loro supervisore Skinner, tracciati a penna sulla copertina; una vera indagine in cui immergerci per accompagnare la visione della nuova stagione della serie di Chris Carter in onda proprio in questo periodo e per anticipare X-Files: Deep State, il gioco prodotto da Creative Mobile e FoxNext Games, disponibile dal 6 febbraio sull'App Store per gli utenti IOS, Google Play per quelli Android e Facebook.

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Per tutti quelli che, come chi scrive, hanno visto in Fox Mulder un idolo o modello da seguire, in Dana Scully un esempio di forza e intelligenza, avere la possibilità di mettersi nei loro panni è impagabile. In realtà in Deep State il giocatore non veste i panni di nessuno dei due popolai agenti, ma di un altro agente speciale dell'FBI, tale Casey Winter (ma il nome proprio, una volta iniziato il gioco, può essere personalizzato così come il suo look), che avrà l'incarico di indagare scene del crimine avvolte nel mistero, raccogliendo indizi, risolvendo enigmi e conducendo semplici interrogatori a testimoni e sospettati per giungere alla soluzione del mistero.

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La via della semplicità

X-Files: Deep State

Come naturale in molti prodotti rivolti al mondo mobile, la struttura di gioco è all'insegna dell'immediatezza, come è ovvio per app che gran parte degli utenti fruirà in giro, magari andando a scuola o al lavoro, e in brevi ritagli di tempo. Il gioco inizia con il brutale omicidio di una donna sul quale saremo chiamati ad indagare. È il cold open di un primo episodio, intitolato Il mostro, in cui muoverci per arrivare a scoprire il responsabile della morte della donna, spulciando scene del crimine alla ricerca dei sei indizi necessari a completarle, ricostruendo il disegno strappato del suo bambino per capirne le implicazioni, e sospettando di suo marito guidati dal presuntuoso e spiacevole collega più anziano, pronti a fare le nostre scelte per arrivare alla conclusione del caso. Scelte che ci fanno guadagnare punti da scettico o da credente, e che influiscono sullo sviluppo successivo della storia.

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La forza del marketing

X-Files: Deep State

La grafica è curata ma essenziale, fatta di semplici disegni che si animano grazie al susseguirsi di poche immagini statiche, di pochi dettagli che cambiano per dare dinamismo a quanto vediamo, ma è la dimostrazione che non servono grandi risorse per coinvolgere ed intrattenere: tap dopo tap infatti, non ci si rende conto del tempo che passa mentre ci immergiamo nel mistero da risolvere e ci sentiamo un po' Mulder e Scully. È la forza del marketing e di un marchio storico come quello di X-Files, perché dubitiamo che un gioco come Deep State avrebbe attirato su di sé la stessa attenzione senza il suo brand di riferimento e l'apparizione di volti storici dello show, dallo stesso agente Mulder a Skinner e l'Uomo che fuma e Langly.
Lo sanno alla Creative Mobile e ne è prova l'intelligente fase promozionale con cui hanno presentato il gioco a noi della stampa, con quella cartellina (il classico file) che rende ancora più forte il legame al suo mondo di appartenenza, aggiungendo una fase di vero e proprio role-playing che stiamo vivendo con piacere ed entusiasmo. Un modo intrigante e riuscito per sfruttare un titolo come X-Files che ha fatto la storia della televisione.

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