U2: Colonne sonore ideali per il cinema e le nostre vite

In occasione dei concerti tenuti dagli U2 a Milano nel 2018 ripercorriamo la storia del rapporto della band irlandese con il cinema.

Maurizio Ermisino
Il gruppo rock U2 ripreso nel film U2 3D

Original Soundtracks I. Chi di voi conosce questo titolo? È il nome di un disco degli U2, un lavoro sperimentale che non fecero neanche uscire con il loro nome, ma con quello di Passengers. Era la metà degli anni Novanta (1995), era il disco di Miss Sarajevo, che gli U2 avevano presentato al Pavarotti And Friends: i quattro di Dublino avevano deciso di comporre colonne sonore per film immaginari, o per piccoli film poco conosciuti. Ma il titolo la dice lunga sul rapporto tra gli U2 e il cinema, tra la loro musica e ogni aspetto visivo. L'attitudine della band di Bono e The Edge verso una musica "cinematografica" inizia nel 1984, con le registrazioni di The Unforgettable Fire, che vedono l'arrivo di Brian Eno alla produzione: l'ex Roxy Music, già collaboratore di David Bowie in "Heroes" e produttore dei Talking Heads, dà una svolta al suono degli U2, sperimentando, accentuandone il lato ambient, costruendo paesaggi sonori. È l'inizio di un percorso che li porterà al grande successo di The Joshua Tree, il loro disco capolavoro, "un film per le orecchie", come fu definito dagli stessi all'epoca. In occasione dei concerti italiani dell'Experience + Innocence Tour, in scena a Milano 2018, il 11,12, 15 e 16 ottobre, al Forum di Assago), ripercorriamo la storia del rapporto dei quattro di Dublino con il cinema.

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U 2

Captive, prima di The Joshua Tree

Il suono di The Joshua Tree nasce proprio da una colonna sonora. Nel 1986 esce infatti Captive, un disco di The Edge, il chitarrista della band, con Michael Brook, che è la colonna sonora del film omonimo. Suoni scarni, ambientali, non facili. Ma in quel disco Edge sperimenta un effetto per la sua chitarra, chiamato Infinite Guitar: è in grado di tenere il suono di una nota a lungo. Parte del suono di The Joshua Tree viene da lì: ascoltate With Or Without You, e fate attenzione alla parte di chitarra. La chitarra infinita era diventata uno dei loro pezzi di maggior successo, il singolo che lanciò The Joshua Tree verso l'apoteosi.

Rattle And Hum, nella terra di Elvis e del gospel

Una foto di Elvis Presley

Rock's Hottest Ticket, titolava in copertina la prestigiosa rivista Time. La tournee di The Joshua Tree era stata un trionfo, gli irlandesi avevano conquistato l'America. E, durante la registrazione di quel disco dedicato proprio agli States, ma ancor di più durante il tour, decidono di scoprire ancora di più la musica di quel mondo. Il blues, il soul, il gospel. In una parola, le radici. Niente di apparentemente più lontano dagli U2, nati con il post punk. Decidono che il loro "viaggio" in America merita di diventare un film, Rattle And Hum (1988). Dentro ci sono B.B. King(When Love Come To Town), Bob Dylan (Love Rescue Me), Jimi Hendrix (The Star Spangled Banner che apre Bullet The Blue Sky), Dylan riletto da Hendrix (All Along The Watchtower), Billie Holiday (Angel Of Harlem). Il film alterna le infuocate performance dei concerti del Joshua Tree Tour (alla McNichols Arena di Denver, Colorado e al Sun Devil Stadium di Tempe, Arizona) all'incontro con la musica americana. I momenti emozionanti sono tanti: dalla visita agli studi della Sun Records di Memphis e a Graceland, la casa di Elvis Presley, a I Still Haven't Found What I'm Looking For cantata con un coro gospel di Harlem. Volevano fare un disco, e un film, da fan: viene interpretato come un tentativo di mettersi al livello dei più grandi. Un parziale insuccesso, più di critica che di pubblico. Il film è diretto da Phil Joanou, che avrà una carriera altalenante, e tornerà a lavorare con gli U2.

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Wim Wenders, Fino alla fine del mondo e Così lontano, così vicino!

Der Himmel Uber Berlin Original

Dopo Rattle And Hum gli U2 si fermano, e decidono che è tempo di "sognare tutto di nuovo". Ci sarà così Berlino, Achtung Baby, Zooropa (due album di grande successo che rivoluzionano il suono della band, influenzato dall'hip hop, dal suono di Madchester, dallo shoegaze dei My Bloody Valentine, e dall'industrial dei Nine Inch Nails). Nei due dischi ci sono anche due regali che gli U2 hanno fatto a Wim Wenders: Until The End Of The World, da Achtung Baby (1991), entra nella colonna sonora di Fino alla fine del mondo. Stay (Faraway, So Close), da Zooropa (1993), è nella colonna sonora di Così lontano, così vicino!. La canzone, ispirata a Frank Sinatra, diventa una ballata malinconica, che parla proprio di angeli che cadono dal cielo. Until The End Of The World, che inizia con un ritmo tribale ed è sorretto da un grande riff di chitarra di The Edge, parla del tradimento di Giuda. Diventa un classico degli U2 dal vivo.

Original Soundtracks I e Al di là delle nuvole

Al Di La Delle Nuvole

Dopo quel ciclone che è stato lo Zoo Tv Tour, gli U2 si prendono una lunga pausa. Dopo Zooropa, del 1993, il disco successivo sarà Pop, del 1997. Nel frattempo Bono, The Edge, Larry Mullen jr. e Adam Clayton sperimentano. Il disco Original Soundtracks I, firmato da un collettivo che comprende la band, ma anche Brian Enoe Howie B., contiene la famosa Miss Sarajevo, e canzoni scritte come colonne sonore di film immaginari. Ma alcune canzoni entrano in dei film reali. Always Forever Now in Heat - La sfida, e Your Blue Room e Beach Sequence in Al di là delle nuvole, il grande ritorno di Michelangelo Antonioni al cinema. È musica liquida, sospesa, sognante, perfetta per le atmosfere rarefatte e poetiche del film.

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Batman Forever e Mission: Impossible

Val Kilmer protagonista di Batman Forever

Gli anni Novanta vedono gli U2 lanciarsi anche nel mondo delle colonne sonore mainstream. Se finora si era trattato soprattutto di un fatto di amicizia con Wim Wenders, gli U2 realizzano anche operazioni di marketing per cui un loro brano figura come main title song, nella colonna sonora di potenziali blockbuster. Per Batman Forever (1995), il poco fortunato Batman di Joel Schumacher con Val Kilmer, che arrivava dopo i gioielli di Tim Burton, ecco Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me, che si ascolta sui titoli di coda. Si tratta di un brano che arriva dalle registrazioni di Zooropa e che era stato lasciato fuori dalla tracklist definitiva, un rock elettronico sullo stile di The Fly, con echi della Children Of The Revolution dei T-Rex, con un videoclip in cui Bono diventa un cartone animato, e i suoi personaggi, The Fly e McPhisto, si muovono nel mondo di Batman. L'anno dopo sono Adam Clayton e Larry Mullen Jr., basso e batteria della band, ad essere chiamati per rileggere il classico tema di Mission: Impossible (1996), per il debutto sul grande schermo di Tom Cruise nei panni dell'agente Ethan Hunt, in quella che diventerà una saga di grande successo.

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The Million Dollar Hotel

The Million Dollar Hotel

Ma le incursioni degli U2 nel cinema mainstream sono comunque rare. L'attitudine dei quattro di Dublino sembra essere sempre più quella di progetti più intimi, personali, d'autore. The Million Dollar Hotel (2000) è diretto dal loro amico Wim Wenders, ma nasce da un soggetto di Bono, colpito dall'insegna di quel vecchio hotel di Downtown Los Angeles, scoperto durante il tour di The Joshua Tree. Bono immagina una storia di reietti e dimenticati da Dio, di amore e morte, e di redenzione. Il film non è molto riuscito, anche se ci sono sequenze a effetto, come quelle che aprono e chiudono il film. Le canzoni che corredano le scene sono degli U2: la prima è The First Time, tratta da Zooropa, ma particolarmente centrata sulla storia del film. La seconda è The Ground Beneath Her Feet, uno dei pezzi cosiddetti minori degli U2, ma una delle loro canzoni più belle. In realtà anche questa canzone non nasce per il film, ma è ispirata al romanzo omonimo di Salman Rushdie. Nella colonna sonora c'è un'altra canzone degli U2, Stateless, e altre canzoni scritte da Bono e incise con la Million Dollar Hotel Band.

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Phil Joanou ed Entropy

Joanou U2 N

A volte ritornano. Il rapporto tra gli U2 e Phil Joanou, dopo Rattle And Hum, è rimasto di amicizia. I nostri hanno inanellato dischi di successo, lui ha fatto un film di cassetta con un buon successo, Analisi finale (1992), poi non ha fatto molti film memorabili. Con gli U2 ha girato uno dei video di uno dei loro più grandi successi, One (i primi due sono di Mark Pellington & David Wojnarowicz e Anton Corbijn, e Joanou fu chiamato a dirigere un video che fosse più commerciale dei primi due). Ma gli U2 tornano poi in un suo progetto molto personale: si chiama Entropy ed è un film autobiografico. Racconta la storia di un regista che perde il suo amore e lo riconquista proprio durante un concerto degli U2. Uscito nel 1999, Entropy ha avuto una lavorazione molto lunga, e una delle scene chiave è stata girata durante un vero concerto degli U2, una data del PopMart Tour.

Un'immagine del film U2 3D

U2 3D: il primo concerto rock in stereoscopia

Dettaglio di un'immagine dal film U2 3D

Gli anni Duemila, quelli degli "U2 back to their basics", quelli del ritorno alle origini, a un suono meno sperimentale, si chiamano All That You Can't Leave Behind e How To Dismantle An Atomic Bomb. È il disco di Vertigo, e del Vertigo Tour, che diventa un film, il secondo che gli U2 dedicano a se stessi. È U2 3D (2007), il primo concerto rock filmato in stereoscopia. I registi Catherine Owens e Mark Pellington vogliono subito discostarsi dalla pretesa di restituire la realtà, e dai rischi che ne conseguono, creando un film-evento che sia un'opera artistica e un'esperienza totale. Così, U2 3D in realtà è un film molto prodotto e post prodotto, ricco di dissolvenze, sovrapposizioni di immagini ed effetti visivi aggiunti in post produzione, e qualche ralenti. Il risultato così è volutamente irreale, a livello visivo, in modo che il confronto con la realtà del concerto dal vivo sia scampato. U2 3D è qualcosa di diverso. È qualcosa che immerge completamente nel mondo degli U2, del loro rapporto con i fan, del loro modo di stare sul palco, della loro passione, del loro concedersi senza risparmio.

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Bad e Winter in Brothers

Jake Gyllenhaal e Natalie Portman in una scena di Brothers

Accade di rado, rispetto ad altri artisti, che canzoni del repertorio degli U2 vengano prese e inserite in un film. Da fan, chi scrive ovviamente ne ha notate alcune. Ecco alcuni esempi: I Still Haven't Found What I'm Looking For è stata usata sui titoli di testa di Se scappi ti sposo, travisando completamente il significato spirituale del brano (stava a suggerire che la protagonista non aveva ancora trovato la persona giusta da sposare), e anche, insieme a With Or Without You, nel film Blown Away - Follia esplosiva: entrambe sono messe lì assolutamente a caso. Un po' più centrata è Bad, che apre i titoli di testa di Identità violate, presentando il protagonista da giovane, come un ragazzo problematico. All I Want Is You, che ha un video bellissimo, ispirato a Fellini e a Freaks di Todd Browning, è inserita in una sequenza di passaggio di Giovani, carini e disoccupati, ma almeno appare sulle immagini del volto sognante di Winona Ryder, e anche in una bella sequenza di Contagion, di Steven Soderbergh, in cui Matt Damon prova a ricreare il ballo di fine anno per la figlia, che non può uscire di casa. Una loro canzone completamente inedita, North Star è entrata in Transformers 3. Curioso l'uso di City Of Blinding Lights ne Il diavolo veste Prada: è una canzone dedicata a New York, ma nel film la ascoltiamo nel momento dell'arrivo della protagonista a Parigi. È molto riuscito l'uso degli U2 che viene fatto in Brothers, di Jim Sheridan (regista irlandese come loro) che è il remake americano di Non desiderare la donna d'altri di Susanne Bier (nel film si ascolta un'altra canzone degli U2, Winter). Bad, in una versione live, viene ascoltata dai due protagonisti. Parlano della canzone, di quante volte l'hanno ascoltata, e quell'affinità fa scattare un'attrazione tra i due. Attrazione, sì. Quella che da quarant'anni gli U2 fanno scattare in milioni di fan.

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