Trash - La leggenda della piramide magica, recensione: la personalità non si ricicla

La recensione di Trash - La leggenda della piramide magica, film di animazione italiano a tecnica mista in cui le strade di Roma fanno da sfondo a una banda di rifiuti con una missione: non arrendersi alla propria "spazzaturezza".

RECENSIONE di 16/10/2020
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Trash: una scena del film

Ogni giorno diverse scatole di cartone vanno ad accumularsi nella vostra spazzatura? Con loro ci sono anche bottiglie di detersivo finite, scatolette di latta, bottiglie di vetro? Vi avvertiamo all'inizio della recensione di Trash - La leggenda della piramide magica perché siamo molto colpevoli, come voi: ogni volta che i pacchi ordinati su internet andranno a formare una fortezza di carta, non potrete non sentirvi almeno un po' in colpa. Non soltanto per i corrieri che percorrono quotidianamente la città avanti e indietro a ritmi folli (per quel senso di colpa vi consigliamo Sorry We Missed You di Ken Loach), ma proprio per i contenitori ormai vuoti.

In sala dal 16 ottobre, Trash - La leggenda della piramide magica è il film di apertura della 15esima edizione di Alice nella città, sezione dedicata ai più giovani della Festa del cinema di Roma. Diretto da Luca Della Grotta e Francesco Dafano, il lungometraggio di animazione a tecnica mista unisce vere riprese della città di Roma a personaggi realizzati in computer grafica. Finanziata anche dai Consorzi italiani per il riciclo degli imballaggi (CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA), la pellicola ha alla base l'idea di spiegare l'importanza della raccolta differenziata ai più piccoli, ma sfugge alle insidiose trappole da "spot per il sociale".

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Trash: un'immagine del film

Protagonisti sono Slim, una scatola di cartone ormai logora e cinica, che si è rassegnata al suo destino di contenitore vuoto. Accanto a lui Bubbles, bottiglia di plastica che una volta conteneva una bibita gassata di cui ha conservato l'effervescenza grazie al suo incrollabile ottimismo. Non si rassegna a non avere più uno scopo: crede infatti fermamente nella leggenda della "piramide magica", mistico portale che può dare a tutti i rifiuti una nuova vita. Quando i due incontrano sul proprio cammino Spark, "un portatore", ovvero una scatola con ancora al suo interno il proprio contenuto originale (in questo caso un giocattolo), le loro vite prendono una svolta: aiutare il ragazzo a ritrovare la strada di casa può dare di nuovo significato alle loro esistenze. Peccato che sul loro cammino incontrino "i predatori": rifiuti che non vogliono accettare la propria condizione di spazzatura e allontanano da sé l'idea della piramide, rimescolandosi e riassemblandosi fino a diventare mostruosi ammassi di immondizia.

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Sulla strada siamo tutti uguali

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Trash: una foto del film

Fin dalle prime battute di Trash è impossibile non pensare alla saga di Toy Story: l'idea che, quando non li vediamo, gli oggetti si animino, grazie alla Pixar è entrata nel nostro immaginario collettivo. Di più: in Toy Story 4 ai giocattoli si affianca Forky, una forchetta di plastica trasformata in pupazzo, che non riesce ad accettare di avere un nuovo scopo e vuole disperatamente tornare nel bidone dei rifiuti. È vero, Luca Della Grotta e Francesco Dafano sono arrivati dopo e non hanno avuto a disposizione i mezzi faraonici dello studio di animazione americano, ma di una cosa sono provvisti in abbondanza: personalità. I loro personaggi ne sono pieni, anche se ci ripetono in continuazione di essere vuoti. Ogni rifiuto di Trash ha del carisma, che si riflette nel character design (opera di Andrea Scoppetta, che ha lavorato in passato proprio con Disney/Pixar e DreamWorks). Anche i bellissimi titoli di testa, che ci immergono immediatamente nel mondo sotterraneo dei protagonisti, hanno un bel design. A contribuire in modo determinante al carattere del film è poi la colonna sonora: Matteo Buzzanca ha composto sonorità jazz, a cui si aggiunge il brano "Per noi" di*Raphael Gualazzi (che si può apprezzare durante i titoli di coda). Per fortuna al senso della vista e dell'udito non si aggiunge quello dell'olfatto.

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Trash: una sequenza del film

Il viaggio di questi personaggi è chiaro: la piramide magica è il bidone per la raccolta differenziata e i predatori sono gli scarti che inquinano e si accumulano. Sono però le tappe intermedie a contare davvero: Trash diventa infatti un road movie in cui la strada è l'unica cosa che conta, siamo tutti uguali sulla strada e abbiamo solo una certezza. La strada esiste. Non solo: ha anche le sue regole, una delle più importanti è che tutto quanto ha un prezzo, ma niente ha un valore. Almeno per chi vede la vita soltanto dal punto di vista pragmatico. E un po' disincantato. I più romantici invece, come Bubbles, imparano presto che bisogna guardare la strada con occhi diversi, perché è solo il cambiamento che ci fa sentire vivi. Sembra incredibile, ma un film sull'importanza di riciclare snocciola perle di saggezza quasi come se fosse un western esistenzialista.

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La spazzatura di qualcuno è il tesoro di qualcun altro

Luca Della Grotta e Francesco Dafano la lezione del cinema anglosassone l'hanno imparata bene (sarà per questo che, anche se siamo nelle strade dalle luci calde di Roma, tutti i personaggi hanno nomi inglesi?), ma nel cuore sono ancora profondamente "molto italiani", come direbbe Stanis La Rochelle, la star di Occhi del cuore. I due artisti sono riusciti a fare molto con poco, trovando soluzioni creative, come usare sfondi reali, concentrandosi sulla texture dei personaggi, che sono lucidi, ammaccati, trasmettono un vissuto e una storia. Ne sono profondamente consapevoli per primi: nel film viene infatti detto più volte che "la spazzatura di qualcuno è il tesoro di qualcun altro".

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Trash: una scena del film d'animazione

Sono questi gli esempi che ci piacciono e che fanno bene: non soltanto perché effettivamente trasmettono un messaggio importante ai più piccoli (e ai loro genitori), ma anche perché fanno ben sperare per la creatività del cinema italiano, in particolare quello di animazione, purtroppo ancora relegato in una nicchia produttiva in preda a mille difficoltà, da cui però emergono talenti importanti, come quello di Alessandro Rak e Stefano Bessoni (vero Don Chisciotte dell'animazione italiana, che ha dedicato la sua vita a una tecnica purtroppo sempre meno frequentata come la stop-motion). Se vi piace il racconto animato date una possibilità a Trash. Non si vive di sola Pixar.

Conclusioni

Come scritto nella recensione di Trash - La leggenda della piramide magica, gli italiani Luca Della Grotta e Francesco Dafano hanno imparato bene la lezione del cinema anglosassone e allo stesso tempo sono rimasti molto italiani: facendo tanto con poco, pur non avendo a disposizione i mezzi produttivi di studi di animazione più potenti, sono riusciti a dare molta personalità a una banda di rifiuti che cerca di sopravvivere alla dura legge della strada e contemporaneamente spera in una nuova vita grazie alla leggenda della “piramide magica”. Ovvero il bidone della raccolta differenziata. Al character design convincente di Andrea Scoppetta si unisce la bella colonna sonora composta da Matteo Buzzanca, che può contare anche sul brano “Per noi” di Raphael Gualazzi.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.6/5

Perché ci piace

  • Il character design di Andrea Scoppetta, che dà personalità ai personaggi.
  • La colonna sonora di Matteo Buzzanca, che comprende il brano “Per noi” di Raphael Gualazzi.
  • La capacità dei registi di essere riusciti a fare molto con poco.

Cosa non va

  • Il film è adatto soprattutto a un pubblico molto giovane.
  • Il confronto con altri film dai mezzi più importanti è perso, ma conta anche il cuore.