Tonya Harding: la vera storia di un incubo americano

La drammatica storia della pattinatrice Tonya Harding, interpretata da Margot Robbie in un biopic di grande successo.

APPROFONDIMENTO di 21/10/2020
Tonya: Margot Robbie in un momento del film
Tonya: Margot Robbie in un momento del film

Margot Robbie in Tonya, diretto da Craig Gillespie ed uscito nel 2017, ha dimostrato una volta di più la sua incredibile bravura di attrice. Incentrato sulla vita dell'ex stella del pattinaggio Tonya Harding, il film le ha fruttato una candidatura agli Oscar come Miglior Attrice. Tuttavia la critica si è molto divisa su Tonya, e questo a causa di alcune pesanti modifiche alla vera storia di una delle pattinatrici più talentuose mai venute fuori dagli Stati Uniti. Anche il tono un po' troppo ironico e divertito non ha convinto completamente tutti i critici, visto che vita di Tonya e ciò che successe nel gennaio del 1994, di ironico e divertente avevano ben poco. Di certo la sua è una storia che vale la pena conoscere...

La ragazza prodigio di Portland

I, Tonya: Allison Janney in una scena del film
I, Tonya: Allison Janney in una scena del film

Tonya Harding era nata a Portland nel 1970, e fin da piccolina aveva dimostrato di eccellere in molti sport (Portland è una delle capitali dello sport per eccellenza della West Coast) ma soprattutto di amare il pattinaggio, allenandosi fin da piccola, e dimostrando grande talento. L'infanzia di Tonya fu quantomeno difficile. La famiglia non se la passava molto bene economicamente, la madre LaVona (interpretata Allison Janney in modo magistrale nel film) per mantenere la famiglia, lavorava senza sosta. Non potendo comprare i costumi a Tonya per le sue gare di pattinaggio, li cuciva lei stessa. Sulla natura del rapporto con la madre, vi è ancora un alone di mistero, perché se il film di Gillespie ha sposato una visione collerica e dittatoriale, molti ex compagni d'infanzia e conoscenti hanno invece sempre descritto LaVona come una madre premurosa e una gran lavoratrice. Ma il fatto che si fosse sposata ben sette volte, fa intendere un carattere tutt'altro che morbido. Di certo il divorzio tra LaVona ed il padre di Tonya, Albert Harding, fu molto difficile per la futura pattinatrice, che tanti anni dopo avrebbe confessato di essere stata molestata sessualmente dal fratellastro Chris già da bambina. A 16 anni lo denunciò alla polizia per molestie, ma nello stesso periodo cominciò a frequentare Jeff Gillooly (interpretato nel film da Sebastian Stan), un uomo violento, possessivo, che sarebbe diventato il suo primo marito.

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Una pattinatrice atipica

Tonya: Margot Robbie in un'immagine tratta dal film
Tonya: Margot Robbie in un'immagine tratta dal film

In tutto questo, il pattinaggio era l'unica vera passione, l'unica ragione di vita di una ragazza che dovette superare ostacoli incredibili, come l'asma, la povertà, il non essere particolarmente bella od aggraziata, così come il fatto di non provenire da una famiglia borghese come gran parte delle altre atlete. I suoi costumi erano penosi, e spesso nelle figure obbligatorie, non riusciva a convincere; alta solo 1 metro e 55, dal fisico compatto e robustissimo, era però capace di gesti atletici sul ghiaccio di incredibile spettacolarità. Sul finire degli anni 80, cominciò a scalare le classifiche nazionali, per quanto spesso non riuscisse a capitalizzare appieno i suoi sforzi. Ma tutto cambiò nel 1989, poco dopo aver lasciato la sua vecchia allenatrice ed essere passata sotto il coach Dody Teachman, quando vinse lo Skate America e arrivò come una delle favorite ai Campionati Americani. Tuttavia a causa di una brutta influenza, la sua performance fu deludente, e finì solo settima. Ma non demorse, e due anni più tardi, sempre ai Campionati Americani, diventò la prima americana di sempre ad effettuare un Triplo Axel in una competizione. La vittoria grazie ad un esercizio complesso e difficile, la lanciò definitivamente a livello nazionale ed internazionale, come confermato dai Mondiali, dove arrivò seconda dietro la grande Kristi Yamaguchi, precedendo un'altra americana (per la gioia dei mass media USA), una ragazza bella ed elegante, dai capelli bruni: Nancy Kerrigan.

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La Principessa del ghiaccio

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Una foto di Nancy Kerrigan

Nancy era nata nel Massachusetts, da una numerosa famiglia appassionata di sport invernali, con due fratelli che avevano giocato ad hockey per molto tempo, sport che anche lei inizialmente aveva praticato, prima di essere dirottata verso il pattinaggio artistico. La Kerrigan era una ragazza che aveva conosciuto come Tonya la povertà e grandi difficoltà per arrivare a giocarsi una medaglia mondiale. Al contrario di Tonya però, la sua famiglia era sempre stata una famiglia unita e felice, il padre aveva sacrificato ogni cosa pur di aiutarla nel suo sogno, facendo anche tre lavori contemporaneamente, addirittura lavorando gratis nel palazzetto sportivo pur di far allenare Nancy. Il suo percorso sportivo fu regolare e continuo, per quanto pure lei soffrisse come Tonya le figure obbligatorie (eliminate poi nel 1990) e anche lei fosse una fortissima saltatrice. A livello nazionale, scalò la classifica anno dopo anno, arrivando terza ai nazionali del 1991, così come ai mondiali che videro Tonya vincere l'argento. Due americane, una bionda e una bruna, entrambe saltatrici ma molto diverse caratterialmente e soprattutto esteticamente. Sì perché Nancy, al contrario di Tonya, era bella. Bellissima. Con un fisico slanciato ed elegante, i capelli neri e due bellissimi occhi azzurri, stregò il pubblico americano. Fu soprannominata la Principessa del Ghiaccio.

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Nancy Kerrigan e Tonya Harding

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Una rivalità sempre più accesa

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Una foto di Nancy Kerrigan

Tonya era di carattere forte, spigoloso, emanava una grinta ed una determinazione incredibili, e la sua storia di ragazza che superava ogni avversità le attirava molte simpatie. Era un simbolo delle classi bianche svantaggiate, ma sostanzialmente era anche un "maschiaccio", non particolarmente femminile esteticamente e nei modi. Dopo i mondiali del 1991, complice il matrimonio che diventò un incubo, le sue performance cominciarono a traballare, e mostrò di soffrire enormemente la rivale, che nonostante alti e bassi, fu ricoperta da contratti di sponsorizzazione. Alle Olimpiadi Invernali del 1992, Tonya commise alcuni decisivi errori e arrivò quarta, la Kerrigan invece conquistò un bellissimo argento. L'anno dopo Nancy diventò anche campionessa americana e nonostante risultati via via meno convincenti, crebbe in fama e continuò la sua scalata al titolo di celebrità, mentre la Harding cambiava allenatori, allenamenti, programmi ma senza convincere. Poi, tutto precipitò sul finire del 1993, quando Tonya era tornata dalla sua vecchia allenatrice e cercava di colmare il gap con la rivale. I campionati americani previsti per il gennaio del 1994, erano descritti come la "resa dei conti", che avrebbe deciso chi delle due era la più forte. Il marito di Tonya (che era diventato il suo manager) era sempre più aggressivo ed ossessionato da una vittoria che secondo lui poteva anche voler dire molti soldi in sponsor e premi.

L'aggressione che scioccò il mondo

I, Tonya: Sebastian Stan e Margot Robbie in un momento del film
I, Tonya: Sebastian Stan e Margot Robbie in un momento del film

Il 6 gennaio, alle 14 e 30, alla Cobo Arena di Detroit, appena finito l'allenamento, Nancy Kerrigan fu aggredita e colpita con un manganello violentemente alla gamba destra da un certo Shane Stant, fuggito poi in tutta fretta all'esterno, dove ad attenderlo a bordo di un'auto c'era lo zio Derrick Smith. La troupe che riprendeva Nancy, immortalò il momento immediatamente successivo. Il suo pianto e le sue urla, i suoi "Perché?" increduli fecero il giro del mondo. Nei giorni successivi la Kerrigan (che non poté partecipare ai Nazionali) confermò di aver ricevuto da tempo minacce anonime e di temere per la sua incolumità. Il 13 gennaio Smith e Shawn Eckardt (socio del marito di Tonya e che aveva reclutato i due esecutori dell'attacco) furono arrestati, in breve tempo fecero il nome di Jeff. I media puntarono subito il dito contro Tonya, che molti anni dopo, nella sua autobiografia, avrebbe scritto di non aver detto subito tutto ciò che sapeva dopo esser stata minacciata di morte e violentata da Jeff e da due sue amici. Ma ad oggi, non si sa ancora quanto vi sia di vero. Di certo Tonya il 18 si recò presso la sede dell'FBI con il suo avvocato, e per 10 ore parlò, dando quella che gli inquirenti descrissero come una "testimonianza contraddittoria e piena di punti oscuri". Negò ogni coinvolgimento. Il giorno dopo Jeff si consegnò all'FBI e cominciò tra i due un gioco di accuse che è durato per decenni fino ad oggi.

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Due destini opposti

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Tonya Harding e Nancy Kerrigan

Di certo, mentre montava lo scandalo, Tonya fu oggetto di un'enorme pressione, aumentata dalla notizia che Nancy aveva recuperato per le Olimpiadi invernali, nelle quali vinse un incredibile argento. Tonya invece fu disastrosa, arrivò ottava dopo un esercizio pietoso, tornata in patria per il processo, nonostante le continue dichiarazioni di estraneità e non colpevolezza, infine il 6 marzo 1994, si assunse la responsabilità di intralcio alla giustizia, ma rifiutò ogni coinvolgimento nella pianificazione. Ciò nonostante fu condannata ad una pesante multa e la Federazione la bandì a vita, revocandole anche un titolo nazionale appena vinto. La sua carriera era finita. Nancy Kerrigan, dopo le Olimpiadi passò al professionismo e agli show musicali sui pattini, ed ancora oggi è un simbolo molto importante per gli sport invernali statunitensi. Tonya Harding invece, con la carriera in frantumi, provò con il cinema, con la boxe, ebbe diversi matrimoni falliti, oggi allena e la sua figura rimane una delle più controverse della storia recente americana. Di certo, uno degli esempi più terribili di quanto il cosiddetto "american dream" nasconda un volto violento e selvaggio.

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