To the Lake, la recensione: una lotta per la sopravvivenza attraverso la Russia

La recensione di To the Lake: un nuovo terribile virus minaccia la Russia, ma la malattia non è l'unica cosa che il genere umano deve temere.

RECENSIONE di 14/10/2020
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To the Lake: una scena della serie

Uscito un anno fa in Russia con l'evocativo (mai come ora) nome di Epidemiya, To the Lake è approdato sul catalogo Netflix europeo solamente lo scorso 7 ottobre. Se non avete mai visto una serie televisiva in russo, questa potrebbe essere la vostra occasione per fare un po' di pratica con le sfumature della lingua slava. Scherzi a parte, sebbene sia disponibile anche il doppiaggio inglese, noi vi consigliamo di non privarvi della possibilità di immergervi appieno nel (rigido) clima moscovita e di guastarvi la serie come Madre Russia l'ha fatta. Ovviamente senza dimenticarvi di attivare i sottotitoli. Come vedremo nella nostra recensione di To the Lake, nel corso delle sue 8 puntate lo show oscilla tra l'incubo di una malattia fulminante e altamente contagiosa, in pieno stile Contagion, e l'avanzare inesorabile di un mondo distopico abitato da uomini che assomigliano sempre meno a delle persone.

Se da un lato, infatti, ci sono gli infetti che vagano a mo' di zombie con gli occhi privati dell'iride e il sangue che gli cola dalla bocca, dall'altro i sani iniziano a sperimentare un'altra altrettanto grave conseguenza della malattia: la perdita dell'umanità. Ispirato al romanzo bestseller Vongozero della scrittrice russa Yana Vagner, To the Lake è diretto da Pavel Kostomarov e vanta un cast d'eccezione tra cui Maryana Spivak nei panni dell'ex moglie del protagonista e Aleksandr Yatsenko nel ruolo di un medico.

La trama

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Un'immagine tratta dalla serie tv To the Lake

Siamo a Mosca dove un virus sconosciuto inizia a diffondersi per la città, uccidendo i contagiati in soli tre giorni tra atroci sofferenze. In un contesto già di paura e diffidenza, le forze dell'ordine cercano di arginare il virus isolando la città ma questo non fa altro che scatenare il panico tra le persone, provocando episodi di violenza e sciacallaggio. Il protagonista della storia è Sergey (Kirill Käro), un uomo diviso tra due famiglie che vive fuori città con la seconda moglie Anna (Viktoriya Isakova) e il figlioccio adolescente affetto dalla Sindrome di Asperger. Nonostante sia ancora temporaneamente al sicuro, Sergey non esita ad entrare illegalmente a Mosca per mettere in salvo l'ex moglie e suo figlio, portandoli con sé nella sua nuova abitazione. Tornato a casa, però, scopre che il quartiere in cui vive è diventato pericoloso a causa delle scorribande criminali di alcuni ex agenti speciali trasformatisi in predatori della notte. Inizia, così, per l'uomo un pericoloso viaggio on the road alla ricerca di un luogo sicuro tra le lande gelide e desolate della Russia. A fargli compagnia ci saranno la sua famiglia allargata, gli insopportabili vicini di casa e il padre di Sergey, Boris (Yuriy Kuznetsov), ricomparso improvvisamente dopo anni di latitanza.

Una minaccia per la società civile

The Outbreak 1
To the Lake: un momento della prima stagione

Sebbene il virus in questione sia davvero spaventoso, l'aspetto forse più impressionante dell'intera vicenda rimane l'effetto che esso ha sulla società civile. A pochi giorni dallo scoppio dell'epidemia, assistiamo a una metamorfosi rapidissima che trasforma la realtà che conosciamo in una pallida ombra di se stessa. Il denaro non ha più alcun valore, i viveri scarseggiano e non c'è più elettricità; a spadroneggiare in questo clima di terrore e disperazione sono le bande criminali, spesso composte da ex bodyguard o corpi speciali che, con la minaccia delle armi, si trasformano in banditi, stupratori e assassini. Ma nessuno è immune, né al virus né alla trasformazione interiore che la paura può generare. La lotta per la sopravvivenza coinvolge tutti e ben presto anche i protagonisti si renderanno conto che il vicino di casa può trasformarsi nel tuo peggior nemico, pronto a farti fuori appena gli giri le spalle. Il vero obiettivo, infatti, non sarà solo quello di sfuggire all'epidemia raggiungendo la meta prefissata ma anche (e soprattutto) quello di riuscire a mantenere un briciolo di umanità.

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Un dramma familiare nel pieno dell'epidemia

Kirill Karo In Una Scena Di To The Lake Serie Tv Credits Netflix
Sergey, il protagonista della serie To the Lake

Che questo viaggio on the road tra i paesaggi innevati della Russia non fosse una scampagnata di piacere lo avevamo già capito ma c'è un altro elemento che minaccia di minare la serenità e la sicurezza della spedizione: i rapporti familiari. Tra la ex moglie di Sergey, Ira, e la sua sua attuale compagna Anna, infatti, non scorre buon sangue, e fin dall'inizio, viene lasciato intendere che ci sia stato un passato burrascoso tra le due. Sergey appare sempre in bilico, conteso tra queste due donne che non solo non si sopportano ma sgomitano in continuazione nel tentativo di conquistarsi il suo favore. A farne le spese sono soprattutto i figli: da un lato il piccolo Antosha, desideroso di una vicinanza col padre che sembra non riuscire a ottenere e Misha, adolescente autistico alla scoperta della sessualità. Anche la famiglia dei vicini, però, non appare messa meglio: Lyonya (Aleksandr Robak) è un uomo maschilista e arrogante che si porta appresso una figlia con problemi di alcolismo e una seconda moglie, Marina (Natalya Zemtsova), incinta e molto più giovane di lui. Un gruppo di persone che mai si sarebbe immaginato di dover convivere sotto lo stesso tetto (anzi, dentro la stessa auto) ma che dovrà imparare molto in fretta a mettere da parte i dissapori per poter sopravvivere.

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Il fascino glaciale della Russia

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To the Lake: un'immagine della serie tv

Quello che a livello visivo colpisce di To the Lake sono sicuramente le infinite distese innevate della taiga russa, ricca di pini e betulle a perdita d'occhio e immersa nel silenzio. Un paesaggio etereo che con il suo fascino quasi ci fa dimenticare l'epidemia globale dalla quale i protagonisti stanno scappando. Una terra bellissima ma, come ben sappiamo, anche spietata, sia per le sue temperature proibitive e i suoi venti glaciali, sia per i terribili disastri ai quali ci ha abituati (uno fra tutti, Chernobyl). Proprio per le sue contraddizioni, la Russia si rivela l'ambientazione ideale per una serie televisiva come To the Lake.

Conclusioni

Come avrete potuto capire nella nostra recensione di To the Lake, la serie si presta a una visione tutta d'un fiato, per poter seguire i protagonisti in tutte le tappe del loro pericoloso viaggio verso la sopravvivenza ma anche dentro se stessi. A fare da cornice alla narrazione (e a intrattenere lo sguardo durante alcuni momenti dal ritmo meno sostenuto) la gelida foresta russa, affascinante e spietata.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

3.5/5

Perché ci piace

  • Dinamiche familiari interessanti e approfondite.
  • Splendide ambientazioni.

Cosa non va

  • A tratti un po' lenta.