The Walking Dead: World Beyond, Nicolas Cantu: “Mostriamo questo mondo da una nuova prospettiva"

La nostra intervista ad Alexa Mansour e Nicolas Cantu, rispettivamente Hope ed Elton in The Walking Dead: World Beyond, lo spin-off della serie AMC disponibile con cadenza settimanale su Amazon Prime Video.

INTERVISTA di 16/10/2020
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The Walking Dead - World Beyond: Aliyah Royale, Alexa Mansour e Nicolas Cantu in una scena dello spin-off

Il mondo di The Walking Dead si è ulteriormente espanso. Dopo l'esperimento di Fear The Walking Dead, arriva un nuovo spin-off disponibile settimanalmente su Amazon Prime Video: The Walking Dead: World Beyond, che ci porta a dieci anni dopo l'apocalisse zombie per conoscere una comunità che ha imparato a convivere con la situazione e andare avanti. Un gruppo di personaggi che comprende alcuni giovani che sono cresciuti nel mondo invaso dagli zombie e che rappresentano la principale ventata di novità della nuova serie AMC. Ne abbiamo parlato con due di loro, Alexa Mansour e Nicolas Cantu, che interpretano rispettivamente Hope ed Elton.

Nuovi personaggi per il franchise

Che differenze ci sono tra i personaggi dello spin-off e quelli che siamo abituati a conoscere nel mondo di The Walking Dead?

Nicolas Cantu: La nostra serie ci immerge nell'apocalisse con occhi nuovi, ma è sempre lo stesso mondo che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi dieci anni. Ci sono alcune similitudini nell'approccio, ma ci sono anche molte differenze perché si basa su un cast decisamente più giovane e quindi ogni cosa è amplificata. L'ambiente sembra più folle, gli zombie più spaventosi, perché tutto è visto dalla prospettiva di adolescenti e tutto il mondo che ci circonda è presentato in modo da sottolineare questi aspetti. Cose in comune e differenze, soprattutto in quanto gli empties siano una minaccia per noi e le nostre scelte. Siamo adolescenti e combattiamo per sopravvivere, ma anche per scoprire chi siamo.

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The Walking Dead - World Beyond: Aliyah Royale e Alexa Mansour in una scena dello spin-off

Alexa Mansour: I nostri personaggi sono cresciuti quando tutto questo stava già accadendo, l'abbiamo visto accadere, quindi in qualche modo si può pensare che siamo più preparati perché sappiamo cosa c'è là fuori. Usciamo nel mondo selvaggio per fare quello che pensiamo vada fatto, quello che pensiamo sia giusto. Non pensiamo alle conseguenze, abbiamo sedici anni.

Quali sono i punti di forza e debolezze dei vostri personaggi?

Nicolas Cantu: Elton è una persona molto analitica e un un pensatore curioso, anche se ha solo 14 anni. È un orfano dell'apocalisse ed è cresciuto in questo rifugio di un mondo ferito, dietro le mura del campus universitario. Una delle sue forze è il saper affrontare la situazione. Tanti dei personaggi della serie hanno i loro traumi passati da affrontare, ma Elton deve superare la perdita dei genitori e andare avanti a soli 14 anni, riuscendo anche a essere una sorta di guida per i ragazzi più giovani della comunità, insegnando loro karate. Quindi direi che i suoi punti di forza sono la resilienza e l'ottimismo, ma allo stesso tempo è in contraddizione con se stesso perché ha una visione un po' nichilista del mondo. Da una parte è positivo e cerca di vedere sempre l'aspetto positivo, dall'altra pensa che ci siano buone possibilità che la razza umana sia spazzata via nel giro di tre o quattro anni.

Alexa Mansour: Hope pensa che sua madre sia morta e questo la porta a essere una persona che se ne frega di tutto, perché ha visto il peggio del peggio. Il suo motto è "spera il meglio, ma aspettati il peggio" e la sua forza è proprio il non preoccuparsi troppo di quel che succede. La sua debolezza, invece, è il rancore nei proprio confronti, il senso di colpa che finisce per metterle i bastone tra le ruote.

Siete una nuova generazione di The Walking Dead. Che messaggio vorreste mandare al pubblico più giovane?

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The Walking Dead - World Beyond: un momento dello spin-off della serie

Nicolas Cantu: Il messaggio principale che cerchiamo di mandare è di speranza. D'altra parte abbiamo un personaggio che si chiama Hope e ha perfettamente senso sperare al meglio quando sei un adolescente, anche se sei nel mezzo di un'apocalisse e in un contesto fantastico. Siamo comunque dei teenager e vediamo tutto dal loro punto di vista mentre viaggiano per questo mondo distrutto. Vediamo i conflitti dentro di loro e anche se sono giovani i loro problemi sono reali. La serie parla del riconoscere il pericolo, ma andare comunque avanti e sperare per il meglio, vedere la luce nell'oscurità di un'apocalisse zombie.

Alexa Mansour: Con tutto quello che sta succedendo, è facile pensare che non migliorerà mai e la vita sarà sempre così, ma se guardi a una storia con dei problemi così grandi che i ragazzi si trovano ad affrontare, non può che far sentire meglio. Pensi "ok, io sto affrontando tutto questo ora, ma non vuol dire che sarà così per tutta la via e che non ci sia una via d'uscita." Bisogna essere forti, sperare ed essere coraggiosi. Spesso si tende a sottovalutare i sentimenti dei ragazzi, ma la serie prova loro che hanno un valore e che possono superare i problemi.

Avete guardato altre serie o letto fumetti con adolescenti protagonisti come riferimento?

Nicolas Cantu: Ho guardato Stand By Me, perché è venuto fuori spesso nel corso dei casting quando ci dicevano che avrebbero voluto avere quell'atmosfera ma in un universo con gli zombie. L'ho guardato e ora è uno dei miei film preferiti. Tanti ne parlano bene ed è giusto, perché è un grandissimo film! Da lì ho imparato molto su come ritrarre quell'età di passaggio ed è stato molto d'aiuto.

Alexa Mansour: Non credo di aver guardato qualcosa in particolare per prepararmi, ma ho dato un'occhiata ad alcune serie popolari in questo periodo per vedere cosa le rendesse tali. Ho guardato un po' Riverdale per farmi un'idea dell'approccio al mondo teen e Scooby Doo, perché il nostro gruppetto mi dava la sensazione di quel tipo di squadra sempre in missione. Mi hanno aiutato? Non lo so, ma mi sono divertita!

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Nel mondo di The Walking Dead

Siete fan dei fumetti e della serie originale? Cosa ha di nuovo da offrire questo nuovo spin-off?

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The Walking Dead - World Beyond: un'immagine dello spin-off

Nicolas Cantu: Ho iniziato a guardare la serie originale quando le prime due stagioni erano su Netflix o qualcosa del genere. La guardavo insieme a mio padre e i miei fratelli, tutti insieme sul divano, e posso dire che ne ero un grande fan. Non ho letto il fumetto, ma ero molto interessato al mondo di The Walking Dead e guardavo video su youtube sui singoli episodi che spiegavano le differenze dal fumetto. Sono sempre stato curioso di leggerli, ma non l'ho mai fatto, mentre ero molto legato ai videogiochi TellTale. Insomma mi ha sempre appassionato il mondo della serie ed è bello che possiamo raccontarlo da un punto di vista nuovo, perché siamo un cast più giovane e possiamo raggiungere un pubblico più giovane, ma ci sono cose nella nostra serie che possono interessare anche a chi guarda lo show originale dal primo episodio perché rispondiamo a molte domande, ne poniamo di nuove ed espandiamo questo universo in modo interessante.

Alexa Mansour: Avevo 11 o 12 anni quando la serie è iniziata ed ero fissata con la roba spaventosa e gli zombie. L'ho guardata per un paio di anni, poi mi sono resa conto che mi provocava brutti incubi e ho fatto una pausa. Ma a Los Angeles abbiamo la Halloween Horror Night agli Universal Studios con un labirinto di The Walking Dead e ci vado ogni anno da quando l'hanno messo. Ho ricominciato a guardare la serie da quando ho avuto la parte, per rinfrescarmi le idee.

Che tipo di ricerche avete fatto per calarvi in questo mondo? Avete letto libri, guardato film? Avete ascoltato delle playlist in particolare?

Nicolas Cantu: Ascoltavo molto dei Talking Heads nel periodo in cui mi immergevo nel personaggio di Elton e ha senso perché ha un'anima vecchia e ci sta che ascolti cose del genere. C'è una canzone intitolata Nothing But Flowers in cui David Byrne descrive una specie di mondo post-apocalittico, parla di come ci sia un campo di grano dove un tempo c'era un Pizza Hut, di come la natura si riappropria del mondo e la serie è un po' anche su questo. Ma mi sono dedicato anche agli aspetti più fisici di Elton praticando karate, perché è una cintura nera. Quando ho preso la parte, sono andato in un dojo vicino casa mia e mi sono allenato per un paio di mesi e ho fatto molto addestramento fisico. Mi sono sentito molto Elton.

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The Walking Dead - World Beyond: Hal Cumpston e Alexa Mansour in un'immagine dello spin-off

Alexa Mansour: Hope piange molto nelle sue scene e ho ascoltato molta musica triste per prepararmi prima di ogni scena in cui devo farlo. Non mi somiglia molto, ma è come mia sorella, così quando ho avuto la parte ho provato a imitarla un po', ho passato del tempo con lei e ho studiato come reagiva in ogni situazione. Ho anche iniziato ad allenarmi, ho iniziato a correre perché sentivo di averne bisogno, ma da quando abbiamo finito la prima stagione ho iniziato anche kickboxing e cose del genere.

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Il fascino degli zombie

Secondo voi come mai gli zombie continuano ad affascinare il pubblico?

Nicolas Cantu: Ne parlavamo ieri ricordando alcune delle cose più disgustose viste sul set, come quando portano il sangue finto che usano nel corso delle riprese che è disgustoso, ma è anche una figata. Non so perché, sono cose che attirano in modo strano. Forse è perché il genere e gli zombie permettono di immergersi in un mondo che non è propriamente fantastico, che non è completamente diverso, ma con gli zombie, con dei mostri in giro. Devi imparare ad adattarti per sopravvivere in questa situazione ipotetica. Sono quelle cose di cui parli con gli amici: quali cose porteresti con te in caso di apocalisse? Dove ti nasconderesti? Chi vorresti con te? È un'ossessione che viene dall'amore per il surreale e il fantastico, anche se può essere curo e crudo.

Alexa Mansour: Credo che dipenda dal fatto che alla gente piaccia spaventarsi, la fa sentire viva. Non ci capiterà mai di vivere un'apocalisse zombie, ma poterla guardare e immaginare è divertente. A tutti piace fingere.

Parlando di zombie, una delle cose che si fanno in The Walking Dead è combatterli. Avete un'arma preferita per farlo?

Alexa Mansour: Mi piacerebbe la balestra di Daryl Dixon, ma lui la usa alla perfezione e allora resto con la mia che è compatta e ha un tasto che la estende facendo uscire una lama. È comoda perché non devo avvicinarmi troppo agli zombie e se sai usarla puoi fare parecchi danni, ma allo stesso tempo è maneggevole.

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The Walking Dead - World Beyond: una scena dello spin-off

Nicolas Cantu: Sì, è la nostra arma personale nella serie, che ha creato il nostro piccolo gruppo dietro le mura per uccidere i walker. È pensata proprio con quello scopo ed è perfetta. È figo quando un gruppetto di personaggi se ne va in giro colpendo a destra e sinistra con quella. Ma se devo parlare della mia arma dei sogni, vorrei qualcosa da corpo a corpo. La balestra è forte perché è silenziosa e non attira altri zombie, ma io vorrei qualcosa tipo una spadona scozzese alla Highlander, qualcosa con una lama massiccia con cui potrei fracassare zombie. Sarebbe fantastico!

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