Ma insomma, quei due simpaticoni di Matthew McConaughey e Woody Harrelson sono davvero fratelli? Per scoprirlo dovreste vedere Brothers, stramba e divertita (più che divertente) serie tv targata Apple TV. Se è relativo, in questo caso, parlare in effetti di trama, lo show creato dai due attori, insieme a David West Read e Lee Eisenberg, parte da una delle leggende urbane più citate e ricorrenti di Hollywood.
Al centro, in otto puntate da mezz'ora, le versioni riviste ed esagerate (oddio, nemmeno troppo esagerate) di Matthew e Woody che si ritrovano a vivere, con famiglie al seguito, nel ranch di McConaughey, confrontandosi, imbeccati dai rumorosi parenti, su quello che, a conti fatti, tiene legato il plot di questo disfunzionale mockumentary. Perché, come recitano i titoli di testa, tutto è basato "su un gossip vero".
Citazioni e fratellenza
E poi? Brothersd di certo non cambia il corso della serialità moderna ma strizza l'occhio con intelligenza a The Office (di cui Lee Eisenberg era showrunner) e, soprattutto, eleva una certa auto-ironia - marcatamente spontanea, e questa è una nota di merito - che, di fatto, tiene ancorati i due personaggi con cui, nell'immediato, stringiamo un forte legame.
Si ride e si scherza, si ammicca alla carriera di McConaughey e a quella di Harrelson, si cita il balletto di The Wolf of Wall Street e, naturalmente, si parla di True Detective, delle rom-com che hanno acceso la carriera di Matthew, e poi si parla di cosa possa voler dire essere tanto padre quanto figlio.
Tenerezza e ironia
Del resto, la grande forza dello show è questa: in bilico tra finzione e realtà, seguendo il flusso della parodia che sembra perfetta per essere musicata dall'irresistibile e masticato timbro texano di questi fratelli di fatto (banale dire che per essere fratelli potrebbe non servire lo stesso sangue), Brothers affronta con il sorriso le nevrosi, le ansie e le paure - spesso non dette - di due maschi che non hanno paura di mostrare i loro lati più teneri, confrontandosi con il passato e con il presente. Addirittura il pretesto iniziale e la possibile parentela scala in secondo piano rispetto alla mole di situazioni e di battute che, con piglio goliardico, riempiono gli spazi di una serie inusuale e, forse, confortevole.
Il merito è certo di Matthew McConaughey e Woody Harrelson, ma è doveroso citare il coro che gira intorno alla coppia. Su tutti Holland Taylor che interpreta la mitica Ma Mac, mamma di Matthew, e poi Lisa Gilory, nei panni della responsabile che cura la campagna elettorale dell'attore, fintamente candidato a governatore del Texas.
In fondo, tra il serio e il faceto, Brothers, con i crismi della sitcom dall'approccio meta, per riempire il vuoto di una struttura appena abbozzata (e questo è chiaramente un problema) fa all-in sull'aspetto umano, mescolando i succosi ingredienti per farci dire, alla fine dei giochi, quanto sarebbe bello passare anche solo mezza giornata insieme a Matthew e Woody.
Conclusioni
In onestà, Brothers è divertente, sì, ma il divertimento arriva soprattutto dal suo fare, e dalla sua logica auto-ironica che gioca su una vecchia leggenda di Hollywood. Più che sostanziale, lo show con McConaughey e Harrelson è una specie di sitcom dall'approccio meta, da prendere e digerire per quella che è.
Perché ci piace
- Scontato: i due protagonisti.
- Il tono giocoso.
- Una certa tenerezza.
Cosa non va
- La struttura non è il massimo.
- Sicuramente per appassionati.