The New Pope 1x01 e 1x02, la recensione: Morto un Papa se ne fa...

La recensione degli episodi 1 e 2 di The New Pope, la nuova serie di Paolo Sorrentino in onda su Sky Atlantic e NOW Tv: la nuova storia è più appassionante e più centrata sui tempi che stiamo vivendo.

The New Pope Jude Law John Malkovich
The New Pope: Jude Law e John Malkovich in una foto della serie

Questa recensione di The New Pope 1x01 e 1x02, serie tv di Paolo Sorrentino, prodotta da HBO e Sky e in onda su Sky Altantic e NOW Tv dal 10 gennaio, è probabilmente uno spazio troppo breve per parlare di tutti gli spunti che offre la nuova opera dell'autore de Le conseguenze dell'amore. Per parlarvi della serie che segue The Young Pope, e di cui è, di fatto, la seconda stagione, ci vorrebbe forse un libro, perché è talmente densa di contenuti che è impossibile raccontarli tutti.

Quella di The New Pope è una storia coesa, densa, molto più di quella della prima stagione, e allo stesso tempo è ricca di battute lapidarie e di una serie di aforismi sulla Chiesa, la Fede, Dio, il mondo, che sarebbe degna di quelli più famosi di Oscar Wilde. The New Pope è, molto più che The Young Pope, una riflessione profonda sulla nostra fede e il nostro rapporto con Dio, sulla Chiesa e le sue questioni più scottanti e contraddittorie. Ed è un racconto ricco tensione, suspense, ritmo (anche se irregolare, perché ogni puntata fa storia a sé).

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La trama: Lenny in a coma, I know, it's serious

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The New Pope: Silvio Orlando in una foto della serie

Il primo episodio di The New Pope inizia con Lenny Belardo, alias Pio XIII (Jude Law), il giovane Papa americano, in coma da nove mesi. A Venezia, in piazza San Marco, ci sono i sit in di preghiera dei suoi adepti. In Vaticano, nel frattempo, il Cardinale Voiello (Silvio Orlando) afferma che serve un nuovo Papa, e spera di essere lui. Nel Conclave, però, le cose non vanno come spera. E allora trama per far eleggere un altro candidato, che, una volta eletto, prenderà il nome di Francesco II e, ispirandosi a San Francesco, proverà a riformare la Chiesa secondo i principi della castità, della povertà e dell'accoglienza. Durerà poco. Così, l'episodio 2 vedrà Voiello e Sofia Dubois (Cécile De France), la responsabile marketing del Vaticano, andare in Inghilterra per convincere Sir John Braddox (John Malkovich), l'unico candidato possibile perchè fautore della via media per il papato.

Dentro la Chiesa, oltre i tabù

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The New Pope: Jude Law in una foto della serie

Paolo Sorrentino, con The New Pope, in maniera ancora maggiore che nella prima stagione, osa dove nessuno avrebbe osato. Lo aveva fatto Nanni Moretti in Habemus Papam, ma in maniera molto più compita. Sorrentino invece ci porta dentro la Chiesa, dentro il Vaticano, ci mostra - immaginando, ovviamente, perché non le ha viste neanche lui - cose che non avremmo modo di vedere mai. E, allo stesso tempo, le dissacra, le enfatizza e le decontestualizza allo stesso tempo: le immagini del Conclave per eleggere il Papa sono rappresentate con colori accesi e inquadrature allucinate, e sono abbinate a una musica techno, trance, tribale e stordente che le trasforma in un sabba. Sono allo stesso tempo qualcosa di concreto e di astratto, uno svelare il reale e sconosciuto e il costruire un'opera d'arte concettuale.

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The New Pope: una foto del backstage

Possiamo accogliere

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The New Pope: una foto della serie

"Cosa possiamo fare?" si chiede il "primo nuovo Papa", Francesco II, in cui rivivono echi della storia di Giovanni Paolo I, Papa Luciani, durato pochissimo e secondo qualcuno perché troppo scomodo. "Possiamo accogliere i migranti, dare la nostra ricchezza ai poveri". Sorrentino, e il suo sceneggiatore Umberto Contarello, si mettono nei panni dei pensieri più ricorrenti nella gente comune, quando si chiede perché il Vaticano non faccia di più per i migranti, e per la povertà in genere. O perché sia così spregiudicato nel mondo degli investimenti (ricordate le polemiche sul finanziamento a Rocketman e nella compagnia di Lapo Elkann?). Nell'episodio 1 di The New Pope vediamo il Papa chiedere di modificare le password delle banche in modo da poter donare tutto ed estinguere i conti in banca del Vaticano.

Ma Francesco II dice anche "il mio papato sarà una lunga ostentazione della povertà", svelando quello che è il suo gioco, la sua strategia. Il primo episodio di The New Pope è geniale, per come pone auspici e domande che ci facciamo tutti, e per come ci fa capire che ogni gesto possa comunque essere una mossa mediatica. È per questo che The New Pope è molto più attuale e centrata di The Young Pope, che era una storia più intimista, personale e astratta rispetto ai tempi che stiamo vivendo. È anche un'opera più sensuale rispetto alla serie precedente: c'è più spazio per i personaggi femminili, e per "la grande bellezza" dei volti e dei corpi di Cécile De France e Ludivine Sagnier, personaggi intensi e a tutto tondo.

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Un libro di aforismi

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The New Pope: una foto di John Malkovich

The New Pope è una serie riuscita proprio per questo, perché è molto più a fuoco rispetto a The Young Pope, ha più ritmo, tensione, suspense, e una storia più definita e avvincente. Certo, Sorrentino non si piega ai canoni della serialità televisiva di oggi, che vogliono un ritmo costante, una gestione dei cliffhanger e una struttura costruita per costringerci a vedere le puntate successive. Piuttosto sceglie di fare di ogni puntata un capitolo a sé. Così dopo la prima, stordente puntata, il ritmo cala nella seconda che, pur continuando il racconto, ci fa entrare in un'altra storia e in un altro mondo. In tutto questo la scrittura ha due compiti: quello di far progredire la storia, e allo stesso tempo, come detto in apertura, di fornire una serie di freddure, di aforismi, che sono altrettanti spunti di riflessione. Alcuni vengono ripresi lungo la narrazione, altri lasciati cadere, ma restano comunque dentro allo spettatore. Ogni cosa che vediamo e ascoltiamo in The New Pope ci resta dentro a lungo, ci fa riflettere, ci influenza anche se non ce ne rendiamo conto. Paolo Sorrentino è subliminale.

Conclusioni

Nella recensione di The New Pope vi abbiamo parlato di una storia coesa, densa, molto più di quella di The Young Pope, e allo stesso tempo è fatta di battute lapidarie e una serie di aforismi sulla Chiesa, la Fede, Dio e il mondo- The New Pope è, molto più che The Young Pope, una riflessione profonda sulla nostra fede e il nostro rapporto con Dio e con la Chiesa. Ed è un racconto ricco tensione, suspense, ritmo (anche se irregolare, perché ogni puntata fa storia a sé).

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
3.2/5

Perché ci piace

  • Sorrentino ci porta dentro il Vaticano e ci mostra - immaginandole - cose che non avremmo modo di vedere mai. E decontestualizza queste immagini grazie alla musica.
  • The New Pope è molto più attuale e centrata di The Young Pope, che era una storia più intimista, personale e astratta rispetto ai tempi che stiamo vivendo.
  • La scrittura che, oltre a raccontare una storia, ci regala una serie di aforismi, che sono altrettanti spunti di riflessione.

Cosa non va

  • Sorrentino non si piega ai canoni della serialità televisiva di oggi, che vogliono un ritmo costante e molti cliffhanger: non è un difetto, ma a qualcuno potrebbe non piacere.